Beniamino Zuncheddu ottiene un risarcimento di 30 mila euro: compenseranno i 33 anni in carcere?

Beniamino Zuncheddu, ingiustamente incarcerato per oltre 30 anni a causa di un omicidio che non ha mai commesso e da poco in libertà, riceverà un risarcimento dallo Stato.

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Beniamino Zuncheddu è stato da poco scarcerato dopo 33 anni. Il 59enne è stato accusato di un un triplice omicidio, mai commesso, nel 1991, quando aveva solo 26 anni e le vittime sono state tre pastori, Gesuino Fadda, 56 anni, il figlio Giuseppe, di 24, proprietari di un ovile, e il loro collaboratore, Ignazio Pusceddu, di 55 anni.

L’unico sopravvissuto è stato il genero di Fadda, Luigi Pinna, lo stesso che ha accusato Beniamino Zuncheddu senza prove. Quest’ultimo è divenuto libero solo lo scorso 25 novembre grazie al parere favorevole dei giudici della Corte d’appello di Roma alla fine del processo di revisione.

Oggi, il 59enne risiede nella sua città d’origine, Burcei, e, come riporta “L’Unione Sarda”, confermato all'”Ansa” dal legale Mauro Trogu, Beniamino Zuncheddu riceverà un risarcimento di 30.000 euro da parte del tribunale di Sorveglianza di Cagliari per aver trascorso la detenzione in ‘celle piccole e sovraffollate’. Dopo questo traguardo, però, l’avvocato Trogu si batterà per un’altra causa: chiedere il risarcimento per ingiusta detenzione.

Perché Beniamino Zuncheddu è stato accusato di un triplice omicidio?

Beniamino Zuncheddu era stato condannato per aver ucciso due membri della famiglia Fadda e un loro dipendente. A quell’epoca, nel 1991, secondo Luigi Pinna, vi erano stati alcuni diverbi tra il cognato e Zuncheddu, altri motivi definiti da egli stesso plausibili per accusare l’allora 26enne.

Nel corso degli anni, Pinna ha più volte ritrattato la sua versione: in un primo momento aveva dichiarato di non sapere chi fosse l’assassino, successivamente, invece, ha rivelato di aver riconosciuto Zuncheddu grazie a una foto, per poi rivelare ancora che lo ha accusato, perché minacciato dal poliziotto Mario Uda.

Il risarcimento ottenuto dopo la richiesta del 2016

Beniamino Zuncheddu, come già accennato, ha vissuto 33 anni della sua vita in carcere, ma nel 2016 aveva presentato una richiesta di risarcimento per le condizioni inumane in cui ha vissuto e per il trattamento riservatogli sia nel carcere Buoncammino di Cagliari sia in quello di Badu ‘e Carros, a Nuoro.

Inizialmente il ministero della Giustizia si era opposto alla decisione del giudice di primo grado nel 2024, ma il collegio, che attualmente è presieduto dalla presidente Cristina Ornano, ha accolto favorevolmente la richiesta di Zuncheddu.

Quali sono i prossimi passi? L’avvocato Mauro Trogu deve ora attendere che scadano i 90 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza di assoluzione.

Successivamente, dovranno trascorrere 45 giorni e, dai primi di giugno, Beniamino Zuncheddu avrà due anni per presentare una seconda richiesta di risarcimento allo Stato, per l’ingiusta detenzione per 32 anni, dal momento che nell’ultimo processo è stato dichiarato innocente per la strage del Sinnai.

Leggi anche: Chi è l’innocente Beniamino Zuncheddu, scarcerato dopo 33 anni: “Chi mi restituisce la vita?”

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Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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