sabato, Luglio 2, 2022

Sequestrato libro di Striscia che accusa Baglioni di plagio. Ricci: “Non lo abbiamo offeso”

Claudio Baglioni ha querelato Striscia la Notizia per averlo, dal 2019, ripetutamente diffamato e il tribunale di Monza ha sequestrato il libro che lo accusa di plagio.

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

Claudio Baglioni è riuscito ad ottenere il sequestro del libro di Striscia la Notizia che non proprio velatamente lo accusa di plagio. È stato il Tribunale di Monza a disporre il sequestro in seguito a un’inchiesta per diffamazione che vede indagati Antonio Ricci, Enzo Iacchetti, Ezio Greggio e il Mago Casanova, il cui vero nome è Antonio Montanari.

A diffondere la notizia è stato il Corriere della Sera. Nel libro e nella trasmissione Baglioni, difeso dall’avvocato Gabriele Minniti, verrebbe fatto passare per “un disonesto che copia senza neppure dirlo” secondo il giudice, che ha sottolineato come il cantante in un’intervista avrebbe ammesso di aver ricorso ad altre fonti, come spesso accade agli artisti.

Di conseguenza, in questo caso specifico, Striscia la Notizia avrebbe travalicato “i limiti del diritto di satira il quale presuppone che il fatto su cui si satireggia sia vero”. Anche per autori morti più di 70 anni fa, come Wild, Garcia Lorca o Pavese, per il gip non è corretto parlare di plagio, come pure per forme colloquiali per le quali è indubbio che godano di diritto d’autore.

Baglioni, per Antonio Ricci si tratta solo di satira

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Striscia la Notizia avrebbe usato parole come “amnesia, furbate, scopiazzature dimenticate, smemorato, distrattone” nei confronti di Claudio Baglioni nel libro “Tutti poeti con Claudio”, ledendo la sua reputazione e accusandolo di aver copiato testi di poesie altrui. Antonio Ricci, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha però difeso la sua posizione, ribadendo il ruolo della satira:

Noi non abbiamo offeso nessuno. Abbiamo raccolto e verificato le segnalazioni di spettatori e fan pentiti. I giudici stabiliranno se siamo nei limiti della satira.

Per me si tratta di una manovra intimidatoria di Baglioni nei confronti di una libera trasmissione. È una questione di libertà. Tutto si può toccare, tranne il divino Baglioni? E no! La satira è essenziale nel viver civile.

Il patron di Striscia ha poi fornito un esempio, riportando il verso di una poesia e quello di una canzone di Baglioni:

Tutto quello che c’è nel libro è vero. E poi non lo abbiamo accusato di plagio, ma più elegantemente di amnesia verso le fonti.

Scrive nel 1957 Lec (scrittore polacco, ndr) … ci sono zebre che starebbero anche in gabbia pur di passare per dei cavalli bianchi… Canta nel 1999 Baglioni “…viviamo come zebre e poi, rinchiusi dietro gli steccati, illusi di sembrare dei cavalli bianchi…”.

Ma è evidente che non si tratta di un plagio. Baglioni le sue zebre le chiude dentro uno steccato, mica in una gabbia come quel banale di Lec.

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Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

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