Allarme degli oncologi: “Aumento dei casi di tumore, ritardi nelle diagnosi”

In occasione del World Cancer Day, la Giornata mondiale contro il cancro, l'Associazione Italiana di Oncologia Medica lancia l'allarme riguardo l'aumento di casi di tumori dovuti a un rallentamento delle diagnosi a causa della pandemia.

Tommaso Panza
Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.
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E’ allerta per l’aumento dei casi di tumore in fase avanzata, a causa dei ritardi nelle diagnosi e nelle cure accumulati dovute ai quasi due anni di pandemia trascorsi, arriva l’allarme degli oncologi: “Serve subito un Recovery plan, ovvero un Piano di recupero dell’oncologia, per colmare i ritardi nell’assistenza”.

Aumento dei casi di tumore: oggi 4 febbraio è la Giornata mondiale contro il cancro

Aumento dei casi di tumore: oggi 4 febbraio è la Giornata mondiale contro il cancro

Alla vigilia del World Cancer Day, la Giornata mondiale contro il cancro, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica lancia l’allarme sullo stato dell’oncologia e l’aumento dei casi di tumore nel Paese e avverte:

Senza un’adeguata programmazione, con assegnazione di risorse e personale, le oncologie non saranno in grado di affrontare l’ondata di casi in fase avanzata stimati nei prossimi mesi e anni. Oggi dobbiamo trattare pazienti con malattia più estesa.

Sono le conseguenze indirette della pandemia, nel 2020 in Italia, come afferma il presidente AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica) Saverio Cinieri:

Si sono registrati circa 2 milioni e mezzo di screening in meno e ridotti del 18% gli interventi chirurgici oncologici, mentre l’assistenza domiciliare è disponibile solo nel 68% dei centri.

E cresce la preoccupazione degli oncologi sull’aumento dei casi di tumore, a tal proposito Saverio Cinieri aggiunge:

In queste settimane, la nuova ondata della pandemia causata dalla variante Omicron sta mettendo in crisi la gestione dei reparti di oncologia e l’attività chirurgica programmata è stata sospesa o rallentata, poiché le terapie intensive sono occupate da pazienti con Covid.

I danni per le persone colpite da cancro rischiano di essere molto gravi, in quanto il successo delle cure, dipende anche dai tempi brevi entro cui viene eseguito l’intervento chirurgico.


La crisi nell’assistenza sanitaria causata dalla pandemia non può più essere affrontata con iniziative estemporanee come è avvenuto finora, basate sull’apertura e chiusura dei reparti in relazione all’incremento del numero dei contagiati dal Covid-19.

Chiediamo alle Istituzioni di definire una programmazione a medio e lungo termine sulla conservazione e implementazione dell’attività oncologica ospedaliera.

Soffriamo in particolare la mancanza di personale e di spazi, sarebbe anche appropriato comprendere come la maggior parte dei trattamenti di oncologia medica venga effettuata in regime di Day-Hospital, permettendo ai pazienti di continuare, compatibilmente con la malattia e con le cure, una vita quanto più normale possibile”.

L’assistenza oncologica in Italia è stata messa a dura prova da due anni di pandemia. Nel nostro Paese sono attualmente attive 371 Oncologie, l’85% ha un servizio di supporto psicologico.

Le Breast Unit, dedicate alla cura del tumore della mammella, sono 287, di queste l’80% tratta più di 150 nuovi casi ogni anno (la soglia minima stabilita a livello europeo).

Significativi i passi avanti realizzati nella definizione dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali (PDTA), essenziali per garantire un’assistenza multidisciplinare, sono stati infatti deliberati dalle reti oncologiche ben 1.375 documenti. Quasi l’80% delle strutture ha una nutrizione clinica di riferimento.

Le criticità sull’aumento dei casi di tumore riguardano in particolare l’assistenza domiciliare oncologica, disponibile solo per il 68% dei centri. Inoltre, sono da implementare i gruppi di cure simultanee. Preoccupa soprattutto l’aumento dei casi di tumore in fase avanzata, a causa dei ritardi nelle diagnosi e nelle cure accumulati in 24 mesi di pandemia.

Leggi anche: Terra dei fuochi, certificato legame tra rifiuti e tumori: “Emergenza più importante dopo il Covid”

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