lunedì, Settembre 27, 2021

Le bollette di luce e gas aumenteranno sempre di più: come potrebbe intervenire il Governo?

Ieri il ministro Cingolani ha parlato chiaro: "le bollette di luce e gas nell'ultimo trimestre del 2021 aumenteranno del 40%". Ecco i motivi di tale aumento, quanto durerà e come potrebbe intervenire il Governo per arginare tale fenomeno.

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Aumento bollette dell’energia, che fare? Hanno fatto molto discutere le parole pronunciate ieri dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani: mentre presenziava a un convegno della Cgil a Genova, il ministro ha fatto sapere che le bollette nell’ultimo trimestre del 2021 aumenteranno del 40%. “Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenta del 40%, queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle”. Non solo: anche i costi per le forniture di gas naturale saliranno del 31%. Il ministro ha spiegato il motivo di tale aumento: “Succede perché il prezzo del gas a livello internazionale aumenta, succede perché aumenta anche il prezzo della CO2 prodotta”.

Le dichiarazioni di Cingolani hanno scatenato un vero e proprio polverone nel mondo politico e fuori. Tanto che, durante la serata di ieri, Cingolani si è sentito in dovere di fare alcune precisazioni: “I dati tendenziali sugli aumenti dei costi dell’energia sono noti e monitorati da tempo dagli addetti ai lavori: le variazioni delle bollette sono stabilite ogni trimestre dall’autorità dell’energia sulla base del costo delle materie prime come il gas e del costo della CO2”.

In questo senso, il ministro ha sottolineato che “il Governo è fortemente impegnato per la mitigazione dei costi delle bollette dovuti a queste congiunture internazionali e per fare in modo che la transizione verso le energie più sostenibili sia rapida e non penalizzi le famiglie”. Cingolani ha fatto sapere che il ministro dell’Economia Daniele Franco si è immediatamente attivato e convocherà a giorni una riunione con l’Autorità dell’energia, che si occupa della revisione trimestrale delle tariffe. Lo scopo è capire quali provvedimenti prendere in considerazione in vista del vertiginoso aumento dei prezzi.

Aumento bollette dell’energia, la stangata da ottobre: 500 euro in più a famiglia

Aumento bollette dell’energia, il ministro Cingolani ha avvertito gli italiani: a partire dal primo ottobre ci sarà una stangata sulle bollette di luce e gas senza precedenti. Nello specifico, come riporta La Repubblica, una famiglia media dovrà affrontare una spesa annua fino a 500 euro più alta: 100 euro per l’elettricità e fino a 400 euro per il gas (l’aumento del gas dipenderà dall’impatto della stagione invernale, specie al centro-nord dove per riscaldare case e uffici si utilizza il metano). Come spiegato dal ministro Cingolani, l’innalzarsi del prezzo delle bollette è da attribuire a due fattori: l’aumento del prezzo del gas a livello internazionale e quello del prezzo della CO2 prodotta.

Nello specifico, l’aumento del prezzo del gas è dovuto alla ripresa dell’economia dopo il lockdown: per alimentare le centrali elettriche, l’utilizzo di gas sta progressivamente avendo la meglio sull’impiego del carbone. Per questo motivo, la richiesta di gas è aumentata esponenzialmente, soprattutto in Cina: qui si acquistano grandi partite di Gnl, il gas naturale liquido che viaggia via mare a qualunque prezzo. La richiesta cinese ha sottratto all’Europa ingenti quantità di gas, lasciando i depositi per l’inverno semivuoti (eccetto quelli di Italia e Francia) e facendo così aumentare il prezzo della materia prima.

I derivati finanziari sulle materie prime, i cosiddetti future, parlano chiaro: i prezzi sono destinati a salire alemeno fino a Natale, solo nella seconda metà del 2022 si tornerà a livelli pre-pandemia. I derivati finanziari, infatti, contribuiscono al processo di aumento dei prezzi: il mercato si attende rialzi, gli investitori comprano e i prezzi lievitano. Un processo speculativo da tenere in considerazione.

Aumento bollette dell’energia: dietro c’è l’aumento di richiesta di “permessi per inquinare”. Cosa può fare il Governo?

Tornando al discorso di Cingolani, il ministro ha sottolineato come l’altro elemento che contribuisce all’innalzamento dei prezzi di luce e gas è legato alla quantità di CO2 emessa: più se ne produce, più alti sono i costi. In base all’emissione, infatti, si pagano i cosiddetti “permessi per inquinare”, certificati distribuiti dall’Ue e assimilabili a dei veri e propri prodotti finanziari. Le politiche restrittive dell’Unione europea sulle emissioni hanno avuto come naturale conseguenza l’aumento di richiesta di tali certificati. I produttori di energia, per poter pagare tali permessi, scaricano i costi in bolletta. Insomma, alla fine sono i cittadini a dover pagare.

Di fronte a tale inesorabile tendenza, il Governo può comunque intervenire. Già a giugno l’esecutivo ha stanziato 1,3 miliardi per compensare l’aumento del 9.9% del prezzo per l’elettricità e del 15,3% di quello per il gas. Il ministro Franco si trova di fronte a una scelta non semplice, tra varie opzioni: sterilizzare l’Iva, optare per un nuovo (e molto più sostanzioso) stanziamento di denaro, oppure riconsiderare le voci in bolletta, spostando incentivi esistenti (ad esempio quelli costosissimi previsti per le fonti rinnovabili) sulla fiscalità generale. Anche perché l’appello del ministro Cingolani è stato chiaro. A Skytg24 ha detto: “Sul fronte bollette non si può andare a tamponare ogni semestre, bisogna fare qualcosa di strutturale”.

Aumento bollette dell’energia, l’esperto: “Emergenza durerà fino a metà del prossimo anno”

Aumento bollette dell'energia, l'esperto: "Emergenza durerà fino metà del prossimo anno"

Davide Tabarelli, il presidente del think tank “Nomisma Energia”, attribuisce il rincaro dei prezzi dell’energia, oltre che alla richiesta cinese, pure “a circostanze imprevedibili come la bonaccia sul mare del Nord delle ultime settimane che ha quasi azzerato la produzione di energia eolica nel Nord Europa a partire dalla Gran Bretagna”. E, intervistato da La Repubblica, ha detto:

L’emergenza dell’aumento prezzi durerà fino verso la metà del prossimo anno. La situazione in Europa è momentanea, dettata dalla domanda di gas dell’Asia e dai timori per un inverno freddo che costringe tutti a riempire i depositi.

A cui si aggiunge qualche problema tecnico dei giacimenti in Russia, primo fornitore Ue. Poi, però, bisognerebbe parlare del ruolo dell’Europa: sono fasi che andrebbero governate meglio.

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Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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