giovedì, Giugno 30, 2022

Putin alla parata del 9 maggio: il discorso di un presidente addolorato

Il mondo ha atteso col fiato sospeso il discorso di Putin dalla Piazza Rossa di Mosca in occasione della parata della vittoria del 9 maggio. Ecco cosa ha detto.

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Discorso di Putin: ecco cosa ha detto. Oggi a Mosca si celebra la vittoria russa sul nazismo: il 9 maggio è una data sacra e, tra bandiere rosse e simboli sovietici, sfila la parata della vittoria, in ricordo della fine della Seconda Guerra Mondiale. Putin si è rivolto alle forze armate impiegate in Ucraina ribadendo: “Voi combattete per la sicurezza della patria e per il futuro affinché non ci sia posto al mondo per i carnefici, i punitori e i criminali nazisti”.

In un attimo, la lotta al Terzo Reich si è trasformata in quella contro i neonazisti ucraini. Una sapiente opera di propaganda, questa, secondo la quale il compito della Russia è ancora oggi quello di combattere il male del nazismo. Proprio in nome di tale obiettivo, spiega Putin, è partita l’operazione militare speciale russa. Guai a chiamarla in altro modo.

Putin: “Faremo tutto per evitare l’orrore di una guerra globale”

Il mondo ha atteso col fiato sospeso il discorso di Putin dalla Piazza Rossa di Mosca. C’è chi temeva un’escalation, nuove minacce alla Nato e all’Occidente. Ma niente di tutto questo è avvenuto. Il presidente russo si è limitato a sottolineare nuovamente tutto ciò che in questi mesi aveva già sostenuto più volte, tra l’altro scongiurando il rischio di una nuova guerra globale.

Nostro dovere è conservare la memoria di coloro che hanno schiacciato il nazismo, che ci hanno lasciato in eredità il compito di essere vigili e di fare tutto affinché l’orrore di una guerra globale non accada più”, ha affermato Putin.

Putin contro la Nato: “Ha minacciato i confini, nostro intervento preventivo e necessario”

Discorso di Putin: l'attacco agli Stati Uniti

Nel discorso di Putin dalla Piazza Rossa non è mancata la stoccata alla Nato: “La Russia ha invitato l’Occidente a un dialogo onesto, a cercare soluzioni ragionevoli e di compromesso, a tener conto dei reciproci interessi, tutto invano. I paesi della Nato non volevano ascoltarci, il che significa che in realtà avevano piani completamente diversi. E l’abbiamo visto”. Poi spiega:

Apertamente, erano in corso i preparativi per un’altra operazione punitiva nel Donbass, per un’invasione delle nostre terre storiche, compresa la Crimea. A Kiev hanno annunciato la possibile acquisizione di armi nucleari. Il blocco Nato ha avviato lo sviluppo militare attivo dei territori a noi adiacenti.

Una minaccia per noi assolutamente inaccettabile è stata sistematicamente creata direttamente ai nostri confini. Tutto indicava che uno scontro con i neonazisti, sostenitori di Bandera, su cui puntavano gli Stati Uniti e i loro partner, sarebbe stato inevitabile.

Ripeto, abbiamo visto come si stava sviluppando l’infrastruttura militare, come avevano iniziato a lavorare centinaia di consulenti stranieri, ci sono state consegne regolari delle armi più moderne dai paesi della Nato. Il pericolo cresceva ogni giorno. La Russia ha evitato preventivamente l’aggressione. È stata una decisione forzata, tempestiva e l’unica giusta. La decisione di un Paese sovrano, forte, indipendente.

Discorso di Putin: l’attacco agli Stati Uniti

Durante il discorso di Putin non sono mancate esplicite “frecciate” agli Stati Uniti, al loro interventismo internazionale e, più in generale, all’Occidente e alla sua morale. Il presidente russo ha detto:

Gli Stati Uniti d’America, soprattutto dopo il crollo dell’Unione Sovietica, hanno iniziato a parlare della loro esclusività, umiliando così non solo il mondo intero, ma anche i suoi satelliti, che devono fingere di non accorgersi di nulla e ingoiare docilmente tutto. Ma siamo un paese diverso. La Russia ha un carattere diverso. Non rinunceremo mai all’amore per la Patria, alla fede e ai valori tradizionali, ai costumi dei nostri antenati, al rispetto per tutti i popoli e le culture.

E in Occidente, questi valori millenari, a quanto pare, hanno deciso di cancellarli. Tale degrado morale è diventato la base per ciniche falsificazioni della storia della seconda guerra mondiale, incitando alla russofobia, elogiando i traditori, deridendo la memoria delle loro vittime, cancellando il coraggio di coloro che ci portarono alla Vittoria.

Sappiamo che ai veterani americani che volevano partecipare alla parata di Mosca è stato espressamente vietato. Ma voglio che sappiano che siamo orgogliosi delle loro imprese, del loro contributo alla Vittoria comune. Onoriamo tutti i soldati degli eserciti alleati – americani, britannici, francesi – partecipanti alla Resistenza, soldati coraggiosi e partigiani della Cina – tutti coloro che hanno sconfitto il nazismo e il militarismo.

Il minuto di silenzio per i caduti

Putin ha poi dedicato ai caduti nel Donbass un minuto di silenzio, introdotto da una breve premessa: “Oggi commemoriamo tutti quelli che combattevano la Grande guerra patriottica (la Seconda Guerra Mondiale, ndr), inchiniamo la nostra testa di fronte ai martiri di Odessa bruciati, davanti alle vittime dei bombardamenti nel Donbass, di fronte ai morti nei combattimenti del Donbass”.

L’altro omaggio è andato ai soldati morti (“un grande dolore, una perdita irrecuperabile”) e a quelli feriti (“mi auguro che stiano meglio”). Poi, di nuovo il parallelismo con la Seconda Guerra Mondiale a concludere: “Ciò che i soldati hanno sconfitto con la Grande guerra patriottica ci ha fatti diventare campioni dell’eroismo di tutti i tempi, è la generazione dei vincitori. Gloria alle nostre forze armate. Per la Russia e per la Vittoria”.

Considerazioni finali

Insomma, ci si aspettava fuoco e fiamme e, invece, il discorso di Putin è stato quasi sottotono, una sorta di memorandum a chi si fosse scordato la versione russa in merito al conflitto in Ucraina, niente di più. Nessuna aggressività contro il nemico, nessuna voglia di escalation, nessuna dichiarazione di guerra all’Ucraina o allusioni alla minaccia nucleare.

Il presidente russo ha parlato per 15 minuti facendo leva sul nazionalismo e su quanto Mosca sia vittima dei piani d’aggressione della Nato. Niente di nuovo. C’è chi parla già di un cambio di strategia comunicativa di Putin, che con le parole di oggi ha di fatto condiviso il dolore del suo Paese, lancinato da mille sofferenze. Che sia il preludio di un allentamento della tensione e di un’apertura alle trattative?

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Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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