martedì, Maggio 11, 2021

Agguato a Foggia, spari contro tre migranti: uno di loro è gravemente ferito al volto

Un extracomunitario di 30 anni del Mali è stato ferito al volto mentre era a bordo di una opel con altre due persone, i colpi sparati da un fucile a pallettoni sarebbero stati esplosi da dentro un suv.

Tommaso Panza
Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Agguato a Foggia. Un bracciante del Mali è stato ferito in volto da alcuni colpi di arma da fuoco sparati da un’automobile.

L’uomo, 30 anni, si trovava a bordo di una macchina Opel insieme ad altri due extracomunitari quando, improvvisamente, sono stati affiancati da un fuoristrada.

La vittima è stata portata in codice rosso al Policlinico Riuniti di Foggia.

Agguato a Foggia: la ricostruzione della vicenda

Agguato a Foggia: ricostruzione della vicenda

Prima l’inseguimento nei campi, poi il colpo di fucile esploso in corsa che ha ferito due migranti nei pressi del Gran Ghetto, uno di loro gravemente ferito al volto e agli occhi.

L’agguato a Foggia è avvenuto nella località Borgo La Rocca. Un maliano di 30 anni è stato colpito in viso da colpi esplosi da un fucile fortunatamente a pallini, altrimenti la serata si sarebbe conclusa in tragedia.

L’uomo è stato ferito mentre era in auto con un connazionale e un ivoriano. La vittima è stata ricoverata in codice rosso al Policlinico Riuniti di Foggia: “Non è in pericolo di vita, ma le sue condizioni restano gravi” fanno sapere dal nosocomio.

I tre stranieri vittime dell’agguato a Foggia stavano rientrando a Rignano, in località Torretta Antonacci, quando un suv li ha affiancati e dal finestrino sono stati esplosi i colpi.

Dal veicolo sono immediatamente partiti i colpi di fucile che hanno infranto il finestrino posteriore della Opel. Il fuoristrada ha poi fatto perdere le proprie tracce, mentre i tre migranti feriti e spaventati hanno abbandonato il veicolo e sono fuggiti nelle campagne.

Dopo qualche minuto di corsa nel buio (erano le 2:00 notte), i tre giovani braccianti hanno chiamato i soccorsi accorgendosi delle gravi ferite riportate sulla faccia da uno di loro.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, mentre la vittima è stata trasportata in ospedale in codice rosso. Gli altri due passeggeri sono stati invece ascoltati dai militari per ricostruire la dinamica dei fatti.

Agguato a Foggia: ancora una volta si attenta alla vita dei braccianti

Agguato a Foggia: ancora una volta si attenta alla vita dei braccianti

Negli ultimi giorni, fino alla notte del 27, momento dell’agguato, la zona di Torretta Antonacci ha vissuto dei momenti decisamente movimentati. Alcune notti fa infatti qualcuno ha cercato di rubare il gasolio che serve ad alimentare l’impianto di illuminazione dell’area in cui sono collocati i container del centro di accoglienza.

Ai residenti che hanno cercato di opporsi alla cosa è stata puntata contro una pistola da un uomo di 35 anni che è stato poi fermato qualche ora dopo.

Nel frattempo le forze dell’ordine sono impegnate nella ricostruzione della dinamica dei fatti. Restano ancora ignote le generalità degli aggressori.

La polizia ha arrestato l’uomo di 35 anni accusato di rapina aggravata. Il 35enne è considerato una delle quattro persone che due notti fa erano entrate nel ghetto cercando di rubare il gasolio necessario per far funzionare l’impianto di illuminazione dell’area in cui sono collocati i container. Ancora sconosciute l’identità degli altri tre.

Agguato a Foggia: le parole dell’attivista Aboubakar Soumahoro

Agguato a Foggia: le parole dell'attivista Aboubakar Soumahoro

Riguardo l’agguato a Foggia è intervenuto per la Lega braccianti Aboubakar Soumahoro che ha detto:

Oggi come Lega Braccianti, abbiamo convocato un assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori perchè questi attentati alla vita di uomini e donne, non piegheranno e non fermeremo la nostra lotta per i diritti e per la dignità socio lavorativa di tutte e di tutti.

Non c’è consolazione per il dolore e la rabbia provata, ma continueremo a lottare per questo nostro compagno  e per tutti quelli che sono stati feriti questa notte nell’agguato.

La lega braccianti grida: Adesso BASTA! Ci vediamo a Roma dove porteremo tutta la nostra miseria, il dolore, la rabbia e l’inalterata voglia di riscatto socio-lavorativo“.

Roma, il 18 maggio previsto lo sciopero degli invisibili

Le lavoratrici e i lavoratori hanno deciso all’unanimità, durante l’assemblea della Lega Braccianti, di andare a Roma il 18 Maggio per consegnare al Governo gli stivali e gli strumenti da campo.

Ai politici del Palazzo che non ci hanno mai dato risposta: vadano loro a raccogliere la frutta e la verdura che serve al paese perché noi ci fermeremo!

Lo Stato è sempre più assente li dove una filiera di extracomunitari porta avanti un intero settore economico, quella della raccolta dei campi senza i quali numerosi prodotti non arriverebbero da nessuna parte.

Eppure le campagne di San Severo e di tutta l’area del foggiano continuano a essere teatro di un territorio totalmente abbandonato dalle istituzioni, dove spesso troppe persone muoiono nel silenzio, eppure tutti sappiamo cosa succede, l’ennesimo agguato a Foggia ne è la dimostrazione.

Leggi anche: La sfida di Aboubakar: “Mai più invisibili, daremo voce a chi non l’ha mai avuta”

Tommaso Panza
Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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