lunedì, Ottobre 25, 2021

Aggressione razzista a Milano da parte di polizia e carabinieri: l’accusa arriva da un video social

Secondo quanto riferito dalla testimonianza social, le forze dell'ordine avrebbero aggredito 15 ragazzi neri per motivi ancora poco chiari.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Aggressione razzista a Milano. L’episodio è accaduto domenica, verso le 6 del mattino. Teatro dell’avvenimento il ristorante McDonald’s di Piazza XXIV Maggio, a sud del centro e in zona Navigli.

I motivi sono discordanti, i poliziotti hanno dichiarato di essere stati chiamati per sedare una rissa con lancio di bottiglie, mentre la ragazza che ha denunciato sui social l’aggressione ha dichiarato che una pattuglia si sarebbe fermata dopo aver visto uno dei ragazzi suonare il campanello di un monopattino disponibile per il noleggio.

Aggressione razzista a Milano da parte della Polizia: la testimonianza social

Aggressione razzista a Milano da parte della Polizia: la testimonianza social

Nei giorni in cui monta la polemica per il mancato inginocchiamento della nazionale italiana in sostegno all’ideale rappresentato dal Black Lives Matter, seguite dalle dichiarazioni goffe del capitano Giorgio Chiellini “combatteremo il nazismo in altro modo” o dal comunicato toppa della Figc “ci inginocchieremo con il Belgio in solidarietà dei nostri avversari” , una dichiarazione non del tutto chiara, ecco che il campanello d’allarme “allerta razzismo” si riaccende.

Questa volta l’episodio preoccupante accade a Milano, una città storicamente multietnica e cosmopolita. Domenica 27 giugno, sono circa le 6 del mattino, fuori dal ristorante McDonald’s di Piazza XXIV Maggio, a sud del centro e in zona Navigli un gruppo di ragazzi, tutti di origine straniera ma italianissimi, ma questo è un dettaglio irriverente oltre che irrilevante, o almeno dovrebbe esserlo, sta facendo colazione dopo aver trascorso la serata del sabato.

Secondo la testimonianza social di @riphuda (i video sono tutti visibili sul suo profilo instagram) una ragazza che era li presente e ha testimoniato il tutto girando alcuni video che sono diventati virali raggiungendo milioni di visualizzazioni in poche ore, probabilmente con migliaia di visualizzazioni anche all’estero, questo gruppo di ragazze e ragazzi stava facendo colazione da McDonald’s quando uno di loro ha iniziato a suonare il campanello di un monopattino.

A quel punto si sarebbe fermata una volante della polizia che avrebbe intimato al ragazzo “se non la smetti subito ti arresto”, i poliziotti della volante hanno poi chiamato come rinforzi altre volanti e due camionette dei carabinieri, da cui sono scesi circa 6 militari in tenuta antisommossa.

Una volta arrivati sul posto, sempre secondo quanto testimoniato dalla giovane, i militari avrebbero iniziato a spintonare i ragazzi.

In una delle storie uno dei ragazzi reagisce chiamando un carabiniere “codardo” e per tutta risposta si sarebbe sentito dire “pezzo di merda vattene”.

Si sente una ragazza urlare di terrore in almeno due video, mentre in altri un ragazzo viene primo bloccato e poi trascinato violentemente verso una delle pattuglie: “mi arrestate per non aver fatto nulla”. Mentre il ragazzo veniva trascinato dai militari, una ragazza giovanissima cerca di aiutarlo e per tutta risposta le arriva una manganellata in faccia.

Tutto testimoniato e ben visibile sui social di @riphuda e ormai su tutto il web.

Su Instragram infatti sono anche circolate diverse foto della ragazza con una grande ematoma in testa.

Dopo la prima aggressione, sempre secondo la giovane che ha denunciato le violenze sui social, i carabinieri hanno inseguito e picchiato altri ragazzi, che nel frattempo si erano armati con delle bottiglie di vetro. La giovane ha aggiunto che nelle fasi finali delle violenze i carabinieri hanno rivolto alcuni insulti razzisti, per esempio suggerendo a una ragazza che non aveva con sé un documento di identità di tornare al proprio paese d’origine.

Aggressione razzista a Milano, la testimonianza degli agenti

Aggressione razzista a Milano, la testimonianza degli agenti

La versione dei carabinieri è stata ripresa da diversi giornali tra cui il Corriere della sera e il Post.

Il comunicato che attesterebbe la versione degli agenti riportata dal Corriere riguardo l’aggressione razzista a Milano afferma che i carabinieri sono giunti in Piazza XXIV Maggio:

In quanto era stata segnalata una rissa, e che i militari hanno constatato la presenza di un gruppo di giovani, in prevalenza stranieri, che si sono rivolti ai carabinieri con atteggiamenti provocatori, ed erano assembrati nei pressi del locale bevendo alcolici e ascoltando musica ad alto volume.

I carabinieri avrebbero fatto allontanare i presenti: a quel punto alcuni ragazzi avrebbero lanciato bottiglie di vetro verso i militari, che li avrebbero poi dispersi dopo una breve azione di contenimento.

Nella parte finale del comunicato si legge che in tutto sono state identificate e multate 12 persone per violazione delle restrizioni per la pandemia da coronavirus, mentre un ragazzo italiano di 19 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

Nell’ultima riga si allude al fatto che “una 20enne originaria del Burkina Faso ha riportato una leggera contusione alla testa ed è stata trasportata all’Ospedale Fatebenefratelli”.

Nessun accenno al fatto che la contusione, tutt’altro che leggera dato che i manganelli non sono progettati per causare bernoccoli che vanno via col ghiaccio, sia stata causata da una manganellata rivolta alla ragazza da uno dei carabinieri. Scena tra l’altro immortalata in una delle storie instagram.

Contattati dal Post, i carabinieri di Milano hanno insistito che quello di domenica è stato un intervento “come mille altri” e che non ci sono dettagli da modificare o aggiornare rispetto alla ricostruzione passata ai giornali. Ai carabinieri al momento non risulta siano state avviate indagini interne sulle violenze dei propri colleghi.

Il militare che ha parlato con il Post ha sostenuto di non aver visto i video circolati su Instagram e ha negato che possano servire per il suo lavoro.

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Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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