giovedì, Giugno 30, 2022

Addio di Di Maio, Conte: “Cercava solo un pretesto”. Cosa succederà adesso?

Venti di tempesta hanno scosso il M5S e uno dei suoi alfieri, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ieri ha abbandonato la nave. Ecco cosa succederà adesso.

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Addio di Di Maio: venti di tempesta hanno scosso il M5S e uno dei suoi alfieri, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ieri ha abbandonato la nave. La rottura con Conte ha radici lontane e risale alle elezioni del Presidente della Repubblica dello scorso gennaio. Oggi la tensione è sull’invio di armi a Kiev: Conte si è sempre opposto, mentre Di Maio ha sostenuto che un atteggiamento simile non sia coerente con l’appartenenza atlantista dell’Italia.

Ma per l’ex premier e oggi leader del M5S, la questione della NATO e dell’invio di armi come causa dell’addio di Di Maio è solo un pretesto: “Luigi dovrà spiegare ai suoi ex elettori perché è uscito. E, se ne avrà voglia, spiegare le ragioni di questa scissione anche alla sua ex comunità del Movimento”.

Addio di Di Maio, Conte: “Davvero non ve l’aspettavate? Cercava un pretesto”

Giuseppe Conte si aspettava l’addio di Di Maio. Quando ieri attorno all’ora di pranzo erano arrivati sulla sua scrivania alcuni lanci d’agenzia con le prime indiscrezioni sul possibile strappo del titolare della Farnesina, Conte aveva detto: “Ma che succede, ragazzi? Che c’è, davvero non ve l’aspettavate questa mossa di Luigi? Io l’avevo capito dalla settimana scorsa che cercava un pretesto per andarsene. Certo, un ministro degli Esteri che si conta su una scissione nel giorno della risoluzione sull’Ucraina non mi sembra il massimo…”.

Poi ha aggiunto: “So benissimo che questa formula in politica non si può usare ma, ragazzi miei, volete sapere la cosa che mi fa davvero ‘stare sereno’? Che a me, a noi, da oggi nessuno può dire nulla. Ci davano degli irresponsabili, degli anti-europeisti, dei nemici della Nato? Ecco qua, abbiamo votato la risoluzione sull’Ucraina, rimaniamo dentro il Governo Draghi, non facciamo problemi di poltrone…“.

Certo, sarà difficile spiegare agli elettori uno strappo così importante. Conte si è subito impegnato a rispettare tutti gli impegni con il Governo Draghi, votando appunto anche la risoluzione sull’invio di armi in Ucraina nonostante sia stata per molto tempo uno dei punti di maggiore divisione con Di Maio. Da un lato adesso l’ex premier sarà più libero, ma l’imbarazzo è molto e di fatto il M5S ha perso un ministro degli Esteri, oltre che molti parlamentari (con tutti i conseguenti problemi economici che affliggeranno il partito).

Addio di Di Maio, chi sono i parlamentari che l’hanno seguito e la reazione di Grillo

Addio di Di Maio, chi sono i parlamentari che l'hanno seguito e la reazione di Grillo

Con l’addio di Di Maio, il M5S perde il titolo di partito di maggioranza più forte in Parlamento e lascia questo primato alla Lega di Salvini. La scissione è ufficiale e anche corposa: solo ieri si parlava di 62 nomi, di cui 11 al Senato, dove bastano 10 eletti per formare un gruppo parlamentare.

Tra le fugure più note che hanno deciso di seguire l’attuale ministro degli Esteri compaiono la viceministra Laura Castelli (Economia), i sottosegretari Manlio Di Stefano (Esteri), Dalila Nesci (Sud), Anna Macina (Giustizia), Pierpaolo Sileri (Salute) e anche diversi volti storici, da Carla Ruocco (ex esponente del direttorio) all’ex tesoriere Sergio Battelli, dall’ex capogruppo alla Camera Francesco D’Uva, compresi Mattia Fantinati e Gianluca Vacca, oltre che il fedelissimo Vincenzo Spadafora.

Beppe Grillo, intercettato dall’Adnkronos, non si è espresso sulla questione e ha commentato: “Ah, attenda un attimo…Paaarviiiiin – dice alla moglie – siamo abbonati? Mi spiace, non siamo abbonati, non posso risponderle”. Ma, stando ad alcune indiscrezioni, sarebbe furente sia con i contiani sia con i dimaiani.

Addio di Di Maio: “Insieme per il futuro” guarda al centro

Il progetto politico di Di Maio si chiamerà “Insieme per il futuro” e sarà una formazione che probabilmente guarderà all’orizzonte di un grande centro. Certo, staccarsi l’etichetta “5 stelle” da dosso non sarà semplice, tanto meno aprire un dialogo con personaggi come Matteo Renzi e Carlo Calenda, quest’ultimo sempre in prima linea contro i populisti. Poi rimane il nodo Draghi: Conte, senza Di Maio, continuerà a mettersi di traverso?

L’istituzionalizzazione del nuovo progetto dimaiano comincerà con la creazione dei gruppi in Parlamento, poi si attende per settembre il progetto politico vero e proprio. Il sindaco di Milano Beppe Sala, il finanziatore Gianfranco Librandi, Federico Pizzarotti, Bruno Tabacci e Luigi Brugnaro sono gli interlocutori principali.

Addio di Di Maio, Spadafora: “Primo passo di un progetto importante”

Addio di Di Maio, che succederà adesso? Vincenzo Spadafora, tra i fedelissimi di Luigi Di Maio e papabile capogruppo del nuovo progetto politico, ha commentato la scissione e ha spiegato:

Per adesso è un’operazione parlamentare, questo è solo un primo passo per avviare un percorso e un progetto politico con altre persone e creare qualcosa di nuovo e importante per le elezioni del 2023. Il problema non era personale, ma collettivo e sicuramente più esteso dei numeri che daremo.
Conte doveva incarnare questo momento di sintesi imparando dai nostri errori, il suo progetto politico non c’è stato.

Conte si è arroccato con poche persone che di politica capiscono ben poco. La cosa importante da fare adesso è costruire una area che parli dei contenuti e si ramifichi sui territori, cosa che il Movimento aveva rinunciato a fare. Credo che non dobbiamo rifare l’errore di fare movimento di Palazzo. Chiariamoci le idee al nostro interno. Ci confronteremo in queste ore su come inizieremo questo nuovo percorso.

Leggi anche: Luigi Di Maio fa sprofondare il M5S, Fico: “Siamo arrabbiati e delusi da lui”

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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