Addio a Isa Barzizza: chi era la “spalla leggiadra” di Totò che si è spenta a 93 anni

Si è spenta ieri 28 maggio, a 93 anni, Isa Barzizza, musa di Totò. La donna viveva ormai da 40 anni in Sardegna.

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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Si è spenta ieri 28 maggio, a 93 anni, Isa Barzizza, musa di Totò. La donna viveva ormai da 40 anni in Sardegna. A dare notizia della sua dipartita è stato don Paolo Pala, il parroco di Palau (piccolo comune in provincia di Sassari, di cui era cittadina onoraria). Oggi alle 17 i funerali della donna.

Il sacerdote ha scritto nell’informare della morte di Barzizza: “Comunico che è venuta a mancare la nostra compaesana acquisita, cittadina onoraria di Palau. Alla figlia Carlotta, al genero Gigi, ai nipoti Martino e Nicola vadano le nostre più affettuose condoglianze. Isa è stata protagonista dello spettacolo e del cinema, spalla leggiadra del grande Totò, figlia del musicista Pippo Barzizza”.

Chi era Isa Barzizza: gli esordi e l’incontro con Totò

Nata a Sanremo nel 1929, figlia del direttore d’orchestra Pippo Barzizza e di Tatina Salesi, Isa Barzizza studiò al Liceo classico Vincenzo Gioberti di Torino e iniziò in quegli anni a partecipare a rappresentazioni teatrali di prosa in ruoli secondari, vicino ad attori del calibro di Ruggero Ruggeri, Elsa Merlini ed Eduardo De Filippo.

All’inizio, al padre Pippo Barzizza non piaceva l’attività teatrale della figlia. Fu Erminio Macario che la lanciò nel mondo del teatro dopo che Barzizza ebbe terminato gli studi liceali. Il grande attore chiese personalmente al padre di Isa di farla debuttare in una sua rivista.

A quel punto, il padre accettò, ma a patto che Isa fosse sempre seguita da una governante. Isa Barzizza debuttò con Le educande di San Babila del 1947, seguita poi da Follie di Amleto del 1947-48. Dotata di un fisico avvenente e di una piacevole ironia sbarazzina, divenne molto presto una delle beniamine del teatro leggero e musicale del dopoguerra italiano.

Dopo Macario, il suo secondo padrino fu certamente Totò, da cui imparò praticamente tutti i segreti del mestiere. Con lui interpretò due spettacoli: C’era una volta il mondo (1948) e Bada che ti mangio (1949).

Isa Barzizza tra teatro, cinema, doppiaggio e tv

Isa Barzizza realizzò con Totò 11 film. Per il resto, la sua filmografia conta nel complesso una trentina di pellicole in ruoli per lo più secondari, come spalla dei comici maschili. L’unico ruolo da protagonista che interpretò fu quello in Viva la rivista! del 1953, dove cantava un blues con un fatale vestito nero di raso con lo spacco.

Poi, nel 1960, a soli 31 anni, decise d’interrompere la carriera nel teatro in seguito alla morte del marito, il regista televisivo Carlo Alberto Chiesa, morto in un incidente stradale. Per alcuni anni, Isa Barzizza si dedicò totalmente all’unica figlia, per poi legarsi sentimentalmente al costruttore edile Enzo Villoresi. Dopodiché, fondò una società di doppiaggio, dedicandosi a tempo pieno a questa attività.

Tornò a teatro solo nei primi anni Novanta e, nello stesso periodo, ricominciò a lavorare anche al cinema e in televisione. Ha condotto per Rai 3 il rotocalco Mai dire mai nel 1989 con Fabio Fazio e Giampiero Mughini e ha partecipato alle due serie della fiction di Rai 1 Non lasciamoci più (1999 e 2001).

Nel 2012 nel film Viva l’Italia è tornata sul grande schermo interpretando il ruolo di Marisa, anziana ricoverata in un ospedale. Nel 2010 partecipò in giuria del festival cinematografico internazionale Visionaria di Siena.

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Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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