Acqua infetta alluvionale e allarme tetano, Bassetti: “Vaccinate tutti, bimbi e anziani”

Matteo Bassetti ha messo in guardia la popolazione dell'Emilia-Romagna dall'acqua stagnante infetta, che oggi potrebbe rappresentare un problema serio.

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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Sembrano non finire più i problemi per l’Emilia Romagna. Il disastroso alluvione che martedì scorso ha devastato la Regione sta mettendo in moto una lunga serie di conseguenze collaterali. Adesso il rischio è di un’emergenza sanitaria scatenata dall’acqua infetta che ha invaso le case e le città.

L’allarme è stato confermato dal direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti, che ospite ad Agorà su Rai3 ha detto: “Dobbiamo considerare tutta l’acqua che c’è in questo momento in Romagna potenzialmente infetta. Non deve avere contatto con nessuna parte del nostro corpo”.

Bassetti e l’allarme acqua infetta: “Vaccini e mascherine contro il rischio infezioni”

Matteo Bassetti ha messo in guardia la popolazione dell’Emilia-Romagna dall’acqua stagnante infetta, che oggi potrebbe rappresentare un problema serio. Ha detto: “La raccomandazione è, oltre a quella di seguire le autorità sanitarie, di evitare di toccare l’acqua stagnante. Lo dico soprattutto ai bambini, alle persone anziane”.

L’immunologo ha pure parlato di ricorrere alla vaccinazione contro il tetano e di utilizzare le mascherine contro il rischio di infezioni. Ha aggiunto: “In un contesto come quello dell’Emilia-Romagna eviterei di pensare ai 10 anni. Bisogna fare una campagna a tappeto di vaccinazione antitetanica anche per chi l’ha fatta un anno fa”.

Sull’utilizzo delle mascherine, Bassetti ha chiarito: “Chi vuole può metterle ma, tra tutte le cose da fare, credo che siano più importanti altre misure. Le muffe non sono un problema per oggi ma lo saranno per il domani se continueranno a proliferare”.

Acqua infetta, vademecum di Ausl Romagna: “Vaccini e mascherine. No alle infradito”

L’allarme sui rischi di entrare in contatto con l’acqua infetta era stato lanciato in realtà già dall’Ausl Romagna, che aveva diffuso un apposito vademecum per i cittadini. All’interno, il riepilogo delle indicazioni più utili per proteggersi dal tetano.

L’Ausl aveva sottolineato come il rischio di contrarre il tetano fosse piuttosto elevato. Si tratta di una malattia rara ma, come spiegato dalla direttrice della Sanità pubblica dell’Emilia-Romagna Raffaella Angelini, “mortale nella maggior parte dei casi”. I consigli per proteggersi dati dall’Ausl sono quelli di vaccinarsi, utilizzare mascherine Ffp2, non indossare le infradito e non giocare nel fango.

Emilia Romagna, rischio acqua infetta: due ricoveri

Come confermato dall’Ausl Romagna, una 69enne sfollata residente a Massa Lombarda si è recata al pronto soccorso dell’ospedale ‘Umberto I’ di Lugo dopo aver sviluppato un’infiammazione localizzata a livello dell’avambraccio. La donna, febbricitante, è stata poi ricoverata e le è stata diagnosticata una gastroenterite batterica. Si sta indagando per identificare il batterio responsabile dell’infezione.

Ma non è l’unico caso: un 46enne residente a Bagnacavallo, febbricitante e con mal di stomaco, si è presentato al pronto soccorso di Lugo e lunedì sera è stato ricoverato in Medicina d’urgenza per un’irritazione a livello intestinale.

Il paziente non risulta tra gli sfollati, ma ha partecipato ai lavori di pulizia post alluvione a Bagnacavallo. L’Ausl spiega che questa irritazione intestinale potrebbe essere stata provocata dall’ingestione di microorganismi presenti nell’acqua stagnante.

Acqua infetta: cos’è il tetano

Stando a quanto riportato dal Ministero della Salute, il tetano è una malattia infettiva acuta non contagiosa causata dal batterio Clostridium tetani, un bacillo gram-positivo che cresce solo in assenza di ossigeno (cioè è anaerobio), ed è presente in natura sia in forma vegetativa, che di spore.

Il germe in forma vegetativa produce una tossina, detta tetanospasmina, che è neurotossica e causa i sintomi clinici della malattia.

Il tetano provoca una paralisi che inizia da viso e collo e raggiunge gli arti passando per torace e addome. L’infezione si contrae attraverso la contaminazione di tagli o ferite con le spore del batterio. In assenza di un adeguato trattamento, la malattia può essere letale nel 30-50% dei casi.

Leggi anche: “Salvate prima il mio cane”: la richiesta commovente di un anziano ai Vigili del Fuoco

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Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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