giovedì, Dicembre 1, 2022

San Casciano come Riace, dalle vasche sacre riemergono 24 bronzi intatti: “Scoperta storica”

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace, uno dei ritrovamenti di bronzi più significativi mai avvenuti nella storia del Mediterraneo antico”, questo il commento del direttore generale dei musei, Massimo Osanna, che ha appena approvato l’acquisto del palazzo cinquecentesco che ospiterà nel borgo di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, le meraviglie restituite dal Bagno Grande.

L’eccezionale scoperta è stata fatta agli inizi dello scorso ottobre: oltre 24 bronzi in perfetto stato di conservazione, ex voto e altri oggetti, ma anche cinquemila monete in oro, argento e bronzo. Questo quanto restituito dalla campagna di scavo al santuario etrusco-romano connesso all’antica vasca sacra, iniziata nel 2019 e coordinata da Jacopo Tabolli, docente dell’Università per Stranieri di Siena.

Cosa raffigutano i bronzi ritrovati a San Casciano: 5 statue sono alte quasi un metro

Cosa raffigutano i bronzi

Quanto riemerso a San Casciano ha dell’incredibile. Si tratta di 24 bronzi di raffinatissima fattura e conservati per oltre 2.300 anni dal fango e dall’acqua bollente termale delle vasche sacre. I ritrovamenti appaiono infatti perfettamente integri. Cinque statue sono alte quasi un metro e, tra le più sorprendenti, c’è sicuramente quella di un giovane efebo, una statua di Igea, dea della salute, che compare con un serpente arrotolato sil braccio e, infine, Apollo. Poi, altre divinità, matrone, fanciulli, imperatori.

Il Ministero della Cultura ha fatto sapere in una nota: “L’eccezionale stato di conservazione delle statue all’interno dell’acqua calda della sorgente ha permesso anche di preservare meravigliose iscrizioni in etrusco e latino che furono incise prima della loro realizzazione. Nelle iscrizioni si leggono nomi di potenti famiglie etrusche del territorio dell’Etruria interna, dai Velimna di Perugia ai Marcni noti nell’agro senese. Accanto a onomastica e forme dedicatorie in etrusco troviamo iscrizioni in latino, che menzionano anche le aquae calidae, le fonti calde del Bagno Grande, dove le statue furono collocate”.

La gran parte di questi capolavori dell’antichità si data tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C, un periodo storico di importanti trasformazioni nella Toscana antica, nel passaggio tra Etruschi e Romani. In quest’epoca di grandi conflitti tra Roma e le città etrusche, ma anche di lotte all’interno del tessuto sociale dell’Urbe, nel santuario del Bagno Grande le nobili famiglie etrusche, in una fase in cui l’espansione di Roma significa anche osmosi culturale, dedicarono le statue all’acqua sacra. Un contesto multiculturale e plurilinguistico assolutamente unico, di pace, circondato da instabilità politica e guerra”, conclude la nota del Mic.

Bronzi ritrovati a San Casciano: la reazione degli esperti. La sindaca Carletti: “Un’occasione di rinascita”

Per il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano quello dei bronzi è “un ritrovamento eccezionale, che conferma una volta di più che l’Italia è un paese di tesori immensi e unici. La stratificazione di diverse civiltà è un unicum della cultura italiana”. “Mi sono voluto personalmente complimentare con gli archeologi e il team di ricerca – ha affermato il ministro – Lo studio e la valorizzazione di questo tesoro sarà un’ulteriore occasione per la crescita spirituale della nostra cultura e per il rilancio di territori meno noti al turismo internazionale, ma anche come volano per l’industria culturale della Nazione”.

Una scoperta che riscriverà la storia e sulla quale sono già al lavoro oltre 60 esperti di tutto il mondo”, ha dichiarato l’etruscologo responsabile dello scavo, Jacopo Tabolli. “Cinquanta anni dopo la scoperta nel 1972 dei celebri Bronzi di Riace – ha detto Tabollisi riscrive a San Casciano dei Bagni la storia dell’antica statuaria in bronzo di età etrusca e romana. Quello del sito toscano è il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo: senza eguali soprattutto perché, finora, di questa epoca si conoscevano prevalentemente statue in terracotta”.

Mentre la prima cittadina del piccolo borgo nel senese, Agnese Carletti, ha dichiarato: “Questa scoperta offre a San Casciano un’opportunità che non è solo culturale e turistica, ma è una vera e propria occasione di rinascita. A San Casciano nasceranno un nuovo museo, che ospiterà le eccezionali statue, e un parco archeologico. Due nuovi luoghi che saranno per il territorio un vero e proprio motore di sviluppo che andrà ad aggiungersi alla già entusiasmante presenza dei giovani archeologi provenienti da tutto il mondo che, grazie a questo scavo, stanno ripopolando il paese ormai per molti mesi all’anno”.

Leggi anche: Rapporto sul clima: “Europa si riscalda il doppio rispetto alla media globale”

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Ultime notizie