L’appello di Mattarella sui giovani: “La società non si rivolga loro con indifferenza, ma con sensibilità”

In relazione alle recenti proteste in piazza, il Presidente Mattarella si è espresso a favore delle nuove generazioni, esortando la società e le istituzioni a comprendere meglio il disagio giovanile. Non guardare questi eventi con indifferenza, quindi, ma con sensibilità.

Giorgia Fazio
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In un momento in cui l’Italia è attraversata dalle proteste, il Presidente Mattarella ha posto una luce diversa sui giovani, tra i principali protagonisti delle ultime manifestazioni. Se da una parte sono dilagate le notizie inerenti ai disordini sorti durante i cortei in città come Milano, dall’altra sono molte le persone che si sono schierate a sostegno delle nuove generazioni, sottolineandone i disagi che possono provare.

Ecco, allora, che il Capo dello Stato si è espresso parlando non di indifferenza o “meschina sottovalutazione“, piuttosto esortando la società ad ascoltare e accogliere le richieste giovanili. Il contesto in cui Mattarella si è esposto è stato ieri, 21 ottobre, durante la cerimonia di consegna delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro e agli Alfieri. Le dichiarazioni del Presidente sono state riprese da “Ansa”.

L’opinione di Mattarella sul disagio dei giovani

Sergio Mattarella

Le proteste degli ultimi giorni in Italia sono il riflesso di un disagio giovanile che ha trovato spazio per emergere nelle piazze di gran parte del Paese. In un clima di disordini, estranei ai manifestanti pacifici, molti hanno accostato, in modo generale, le violenze alle nuove generazioni. È proprio in questo contesto che si collocano le parole del Presidente della Repubblica, il quale è intervenuto ieri, al Quirinale, durante la consegna delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro, ossia i più grandi imprenditori d’Italia, e ai giovani Alfieri, simbolo del futuro.

In particolare, fa sapere “Ansa”, il Capo di Stato ha fatto riferimento al decreto sicurezza approvato di recente dal Governo, che ha visto il no del Quirinale sull’articolo che dà ai militari i poteri di polizia giudiziaria, quindi la possibilità di compiere arresti. Sergio Mattarella ci ha tenuto a sottolineare l’importanza di comprendere le difficoltà sociali e le reali motivazioni che hanno portato i giovani ad assumere determinati comportamenti:

Occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione.

Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti.

Le scelte congiunturali servono, ma rischiano di essere inutili senza un’adeguata fase di studio, di analisi e di comprensione dei fenomeni.

Soprattutto rischiano di essere inefficaci se la società, ormai dominata da una generazione anziana, guarda con sufficienza ai suoi figli derubricando le tensioni sociali a mere attività delinquenziali.

Come non cogliere il loro senso di insicurezza, il loro timore di asservimento o di emarginazione.

Quello del Presidente non è stato un discorso volto a giustificare le azioni di violenza che si sono consumate nei giorni scorsi, ma un incentivo a porre lo sguardo oltre. Per Mattarella non ci si deve soffermare su quanto successo e basta, piuttosto approfondire e studiare i casi per comprenderne le motivazioni.

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La “coesione sociale” di cui parla Mattarella

Il Capo di Stato ha, inoltre, dichiarato apertamente che l’atteggiamento delle istituzioni non deve essere di chiusura e condanna verso le richieste dei giovani. È necessario che ci siano, invece, comprensione, vicinanza e sensibilità. Queste le parole di Mattarella riportate su “Ansa”:

La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione.

È invece una grande questione sociale.

Una priorità che deve vedere sensibili le istituzioni.

Serve un opportuno e coinvolgente incontro tra generazioni, in una stagione in cui squilibrio demografico e accelerazioni tecnologiche rendono più problematica questa alleanza.

Il Presidente, analizzando la società italiana attuale, parla di “barriere protezionistiche“, “politiche neo-imperialistiche” e “pretese neo-monopoliste“. È questo, quindi, il contesto in cui si muovono i giovani, un territorio in mano a “magnati insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale“. Di conseguenza, esorta Mattarella, bisogna “progettare il futuro“, perché le migrazioni giovanili sono “un grave peso” per il nostro Paese.

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