In un’epoca in cui i dispositivi tecnologici sono sempre più diffusi, il loro utilizzo nel campo medico rappresenta un vero e proprio punto di svolta. Lo dimostrano i wearable, i dispositivi indossabili, che tengono sotto controllo i valori del corpo durante l’attività fisica, il sonno o quando siamo a riposo nel corso della giornata.
Come fa sapere “sanitainformazione.it”, l’iniziativa italiana DARE studia proprio il potenziale di questi strumenti nel campo della prevenzione, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “nature.com”. L’obiettivo è quello di contribuire alla realizzazione di dispositivi specifici per ogni situazione.
Dispositivi indossabili, la ricerca di “DARE”

DARE – DigitAl lifelong pREvention, iniziativa nazionale italiana dedicata allo sviluppo di strumenti e servizi digitali per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie, ha condotto uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “nature.com”, proprio per analizzare il ruolo di tali innovazioni nel mondo della prevenzione.
Come fa sapere “sanitainfromazione.it”, la ricerca ha coinvolto 16 studi, oltre 8mila partecipanti e 18 dispositivi di 12 produttori diversi. Il fine è capire se smartwatch e simili possono contribuire a intercettare in maniera precoce alcuni segnali di rischio, seguire nel tempo cambiamenti dello stato di salute e sostenere interventi di prevenzione personalizzati.
I dispositivi monitorano, infatti, attività fisica, sonno, frequenza cardiaca, mobilità, alimentazione e glicemia. Nello specifico, gli studi analizzati non dimostrano soltanto ciò che accade in un momento specifico della giornata, ma evidenziano i cambiamenti fisiologici nella quotidianità. Il programma ha preso in considerazione soggetti di età e con patologie differenti.
Sono sati protagonisti bambini con disturbi dello sviluppo, con diabete di tipo 1, ma anche anziani con problemi di mobilità, sonno e frequenza cardiaca. Si può dedurre che i dati raccolti sono stati innumerevoli, tutti diversi e bisognosi di essere registrati in un elenco apposito. L’obiettivo, infatti, è quello di aiutare nella creazione di dispositivi specifici per ogni contesto ed esigenza, così da garantire un monitoraggio appropriato.
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Dispositivi indossabili, il ruolo nella prevenzione
“sanitainformazione.it” riporta quello che è il punto a cui sono arrivati gli autori dello studio. Secondo gli esperti il futuro della prevenzione digitale necessita di un passaggio da una visione incentrata sul dispositivo a una che si focalizza sull’ecosistema. Di conseguenza, servono standard comuni, dati interoperabili, infrastrutture sicure, criteri condivisi per valutare l’accuratezza delle misurazioni e regole chiare per la gestione delle informazioni.
In aggiunta, problemi che possono insorgere rispetto alla posizione del sensore, frequenza di campionamento, durata del monitoraggio e principali outcome dovrebbero essere eliminati già nella fase di progettazione. A ogni modo, il potenziale di tali dispositivi è elevato, deve essere però incrementato nell’aspetto scientifico, con informazioni affidabili, interpretabili e clinicamente utili, senza aumentare il carico sulle persone e proteggendo i loro dati.
Se si riuscirà in ciò, lo wearable potrebbe diventare uno dei principali strumenti della prevenzione lungo tutto l’arco della vita. Non si tratterebbe solo di un dispositivo che misura ciò che si fa durante il giorno, ma una tecnologia capace di contribuire, insieme ai professionisti sanitari e agli altri strumenti della sanità digitale, a riconoscere prima i segnali di rischio e a intervenire quando si è ancora in tempo.
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