Idda di Irene Dionisio è l’unico film italiano in concorso al Toronto International Film Festival, in programma dal 10 al 20 settembre nella città canadese. Come riporta Ansa, la pellicola è stata scritta da scritto da Dionisio e Marco Borromei e ha per protagoniste Tecla Insolia e Romana Maggiora Vergano.
La trama racconta la salita delle due sull’Etna, vulcano-donna in grado di dare e togliere la vita. Il cammino delle protagoniste si trasformerà in un viaggio sensoriale, quasi catartico, in grado di liberare la memoria e farsi riconnettere con la forza ancestrale dell’Etna.
Idda in concorso al Toronto Festival

Ad aggiudicarsi un posto tra le 12 prime mondiali in gara al Toronto International Film Festival è Idda di Irene Dionisio, seconda opera della regista e finora unica italiana in concorso. Come spiega il festival, e riporta Ansa:
La sezione premia film con una visione registica audace e una narrazione distintiva.
Il Platform Award è un premio di 20.000 dollari canadesi assegnato al miglior film del programma, selezionato da una giuria internazionale (presieduta stavolta da Pablo Trapero).
A partire da quest’anno il vincitore del Platform Award (categoria film non in lingua inglese) sarà eleggibile per l’Oscar al miglior film internazionale.
Idda è stato scritto da Dionisio insieme con Marco Borromei, mentre la produzione vede come nomi Giovanni Pompili per Kino Produzioni con Rai Cinema, Filippo Montalto e Francesco Montalto per Andromeda Film, Francesco Grisi e Giorgia Priolo per EDI Effetti Digitali Italiani, in collaborazione Antonio Miyakawa per Wise Pictures.
Per quanto riguarda il cast, protagoniste sono Tecla Insolia, David di Donatello Migliore attrice protagonista per L’arte della gioia, e Romana Maggiora Vergano, Nastro d’Argento Migliore attrice protagonista per Il tempo che ci vuole. Presente anche Giuseppe De Domenico.
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Di cosa parla Idda?
“Idda” in dialetto siciliano vuol dire “lei”, ma è anche il modo in cui i catanesi chiamano l’Etna. Come si può leggere nella sinossi del film di Dionisio, e riprende Ansa, il vulcano-donna è in grado di dare vita e morte allo stesso tempo, allo stesso modo del grembo di una madre.
Nella pellicola viene raccontata la storia di Adele e Sofia, che salgono verso la cima dell’Etna in cerca di risposte esistenziali, relazionali, generazionali. Il loro cammino è sinonimo di un pellegrinaggio sensoriale verso il soffio ancestrale di Idda, in grado di liberare la memoria. In una nota, la regista ha dato maggiori spiegazioni sul suo secondo film:
Idda è stato un viaggio di co-creazione, sempre poroso di fronte alla vita che gli accadeva attorno.
Il film è stato re-immaginato dalla sensibilità delle sue due magnifiche interpreti.
Il lavoro che abbiamo fatto insieme non è stato solo di preparazione ma di riscrittura, adattamento e riscoperta del senso ultimo delle scene.
Le riprese sull’Etna sono state impegnative sul piano fisico quanto stimolanti dal punto di vista creativo.
L’Etna non è stato solo lo scenario, ma una forza che ha continuamente plasmato Idda.
Sapere che questo film è in concorso al Toronto International Film Festival – Platform mi rende orgogliosa, felice e grata verso tutto il team di lavoro che lo ha permesso.
Irene Dionisio ha ricevuto il Premio Solinas, il Premio Scam in Francia e il Premio della Giuria al Cinema Verité di Teheran per il suo lungometraggio documentario Sponde, del 2015. Il suo primo film di finzione, Le ultime cose, del 2017, è stato presentato in anteprima alla Settimana della Critica di Venezia, è stato nominato ai David di Donatello e al Globo d’Oro e si è aggiudicato il Nastro d’Argento per la Migliore Sceneggiatura.
Le sue installazioni video sono state esposte, a livello internazionale, da Palazzo Grassi a Venezia all’Ocat di Shanghai. Infine, Dionisio è stata per tre anni direttrice artistica del festival cinematografico Lgbtqi di Torino, Lovers per il Museo Nazionale del Cinema.
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