Ipotermia perioperatoria: linee guida e strumentazione per prevenirla

Tutte le informazioni principali sull'ipotermia perioperatoria: scopri gli strumenti di prevenzione adatti da utilizzare durante un intervento chirurgico

Samuele Cupido
Ad image

Durante un intervento chirurgico ci si concentra molto sulla procedura in sé, ma c’è un dettaglio che può fare un’enorme differenza per il recupero del paziente e che spesso rischia di passare in secondo piano: la gestione della temperatura corporea.

L’ipotermia perioperatoria non va considerata semplicemente come la classica sensazione di freddo che si prova al risveglio, bensì come un rischio concreto per la salute che si attiva subito, non appena i farmaci anestetici inibiscono la normale termoregolazione dell’organismo.

Per evitare complicanze, la mossa migliore è agire d’anticipo, proteggendo il corpo prima ancora di entrare in sala. In quest’ottica, l’utilizzo di una coperta termica autoriscaldante si rivela uno strumento pratico e immediato per avviare un preriscaldamento attivo ed efficace fin dalle prime fasi del ricovero.

Come e perché si perde calore in sala operatoria

Capire perché il corpo si raffreddi così rapidamente durante un’operazione aiuta a comprendere l’importanza della prevenzione. Il fattore principale che scatena questa reazione è proprio l’anestesia: nella sola prima ora dalla sua somministrazione, la temperatura corporea interna può subire un calo che va da 1 a 1,5 °C. A questo shock termico iniziale si sommano poi le condizioni ambientali del blocco operatorio, tradizionalmente mantenuto a temperature basse, oltre al fatto che il paziente rimane immobile per ore.

Se non si introduce un sistema di riscaldamento attivo prima che abbia inizio la procedura chirurgica, questo raffreddamento progressivo finisce per compromettere il recupero post-operatorio, aumentando anche il rischio di complicanze cliniche importanti come le infezioni del sito chirurgico.

Leggi anche: Tumore al colon, nuove speranze per il trapianto: parte da Bologna il maxi-progetto europeo

La tecnologia autoriscaldante di EasyWarm

Ipotermia perioperatoria

Una risposta efficiente e flessibile a queste dinamiche è rappresentata dalla coperta attiva e autoriscaldante EasyWarm, un dispositivo medico progettato specificamente per accompagnare il paziente in ogni momento della sua permanenza in ospedale, dal reparto preoperatorio fino alla degenza post-operatoria.

EasyWarm è un dispositivo di riscaldamento conduttivo che funziona in modo completamente silenzioso e senza alcuna fonte di alimentazione esterna. Questo non solo elimina cavi aggiuntivi in sala operatoria riducendo il rischio di inciampo, ma evita anche di interferire con i flussi d’aria sterili del campo operatorio, minimizzando così le complicazioni correlate alle infezioni del sito chirurgico.

Dal punto di vista pratico, la coperta EasyWarm si distingue per un funzionamento molto intuitivo: è sufficiente estrarla dalla sua confezione sottovuoto e distenderla sul corpo del paziente. Il contatto con l’aria avvia istantaneamente una reazione chimica esotermica del tutto naturale, basata sull’ossidazione del ferro.

Gli elementi riscaldanti, che includono acqua, sale, carbone attivo, argilla e ferro, sono sigillati all’interno di 12 tasche indipendenti che distribuiscono il calore in modo uniforme. La coperta aggiunge la sua temperatura operativa in circa 30 minuti e mantiene un calore costante fino a un massimo di 10 ore, offrendo un comfort duraturo che riduce anche i brividi post-operatori.

Benefici clinici del mantenimento della normotermia

Ma quali sono i benefici di EasyWarm? La coperta riscaldante mantiene la temperatura corporea entro i limiti della normotermia per tutta la durata del periodo perioperatorio e non si tratta solo di una questione di comfort, ma di una vera e propria necessità clinica.

Inoltre, evita l’ipotermia e aiuta a ridurre la comparsa di eventi avversi, anche gravi. Quando il paziente mantiene una corretta temperatura corporea mostra spesso tempi di recupero rapidi e una minore incidenza di complicanze. Al contrario, l’ipotermia intraoperatoria aumenta fino a quattro volte il rischio di sviluppare infezioni del sito chirurgico rispetto a chi viene mantenuto in condizioni termiche stabili.

Le principali linee guida cliniche per la gestione degli adulti raccomandano infatti l’implementazione del preriscaldamento attivo come pratica standard basata sull’evidenza. Scegliere un sistema sicuro e versatile come EasyWarm permette alle équipe mediche di conformarsi a queste raccomandazioni in modo semplice, garantendo continuità assistenziale e riducendo significativamente l’impatto clinico ed economico legato alle complicanze post-operatorie.

Leggi anche: Spostati utero e ovaie della paziente per fare la radioterapia: record al Gemelli

Condividi
Ad image