Lacrime a fin di bene, scoperto il nuovo strumento capace di rilevare il Parkinson

Gruppo di scienziati sviluppa un dispositivo che, grazie alle lacrime, è in grado di rintracciare disturbi neurologici come il Parkinson: tutto quello che c'è da sapere.

Samuele Cupido
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Ora una lacrima sul viso, secondo la scienza, può davvero fare miracoli: infatti, questa può diagnosticare e monitorare patologie come il Parkinson. Questo è quanto si può dedurre dal recente studio, perseguito da un gruppo di scienziati guidati dal professore Neftali Lenin Villarreal Carreno, pubblicato sulla rivista specializzata dell’American Chemical Society “ACS Omega”.

Grazie ai sempre più sviluppati strumenti hi-tech, i studiosi sostengono che presto si potrebbe sviluppare un vero e proprio “test della lacrima”, in grado di rilevare disturbi neurologici come il famigerato morbo di Parkinson, in modo molto meno invasivo, senza l’utilizzo di aghi o impianti.

Tutto risulta possibile tramite questo nuovo sensore elettrochimico low-cost capace di rilevare con precisione, dalle lacrime, la dopamina, il neurotrasmettitore chiave legato al Parkinson e tutti i problemi ad esso correlati.

La nuova scoperta potrebbe far fare un grande passo in avanti all’umanità nell’ambito di ricerca e sviluppo, che si ritroverebbe tra le proprie risorse un modo più semplice, veloce e umanamente sostenibile per diagnosi e monitoraggio dedicate a queste particolari malattie neurali.

Diagnosticare il Parkinson grazie alle lacrime: il cuore dello studio

Parkinson

Il morbo di Parkinson è una patologia neurodegenerativa progressiva causata dalla perdita di determinati neuroni presso la cosiddetta sostanza nera di Sommerring, nella zona del mesencefalo, che colpisce principalmente le funzioni motorie e porta, con il tempo, a una sempre più evidente rigidità muscolare e, di conseguenza, instabilità posturale.

In particolare, i neuroni vittima di questa malattia sono quelli responsabili della produzione di dopamina, il neurotrasmettitore coinvolto, per l’appunto nei movimenti. La rilevazione di tale elemento neurale avviene secondo diverse modalità, le quali però prevedono tutte analisi o tomografia.

Da qui nasce l’esigenza, quindi la scoperta, del team di scienziati e ricercatori, provenienti da varie Università e centri di ricerca Brasiliani: individuare nelle lacrime il mezzo ideale per rilevare accuratamente un’ampia gamma di concentrazioni di dopamina, per rendere la procedura più sostenibile e immediata sotto tutti i punti di vista.

Il grande obiettivo che la svolta scientifica in questione porta con sé, riportando le parole dell’autore corrispondente nonché responsabile del gruppo Neftali Lenin Villarreal Carreno su “Adnkronos”, è il seguente:

Puntiamo al favoreggiamento dell’individuazione precocissima dei disturbi neurologici trattati, creando opportunità di intervento clinico prima che si manifestino i sintomi, semplificando quindi sia le tempistiche di diagnosi che le attività di monitoraggio

Il morbo di Parkinson nello specifico riguarda una diminuzione di dopamina, ma detto questo le lacrime non consentono solamente questo meccanismo di rilevazione, bensì sono capaci di evidenziare variazioni del livello dopaminico concentrato in entrambe le direzioni, in eccesso e in difetto.

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Come funziona il sensore che rileva e monitora il Parkinson

Accertata la capacità delle lacrime di diagnosticare e monitorare malattie come Parkinson e simili, quindi scoprire i gradi di dopamina concentrati nel cervello, ora il discorso si focalizza sullo strumento per mezzo del quale questo processo diventa possibile.

Questo è quanto asserito dal co-autore dello studio, Lucas Minghini Gonçalves, stando alle parole riportate da “Adnkronos”:

Il nostro sensore è in grado di rilevare la dopamina a livelli ben al di sotto della soglia di normalità e fino a tre volte superiori.

Questa capacità garantisce che il calo iniziale di dopamina in una persona possa essere identificato precocemente, il che è fondamentale per consentire interventi terapeutici tempestivi e proattivi

La nuova tecnologica a cui lo studioso fa riferimento è, in sostanza, un sensore elettrochimico a basso costo, creato con l’utilizzo di un laser e che converte porzioni di una sottile pellicola di plastica in grafene elettricamente conduttivo.

Alla luce della sua struttura, i test in laboratorio effettuati dal team di studio e ricerca utilizzando lacrime umane artificiali, confermano le incredibili prestazioni della nuova macchina ad altissima tecnologia. Confrontando i risultati ottenuti da quest’ultima con quelli di campioni uguali ottenuti con i metodi tradizionali di raccoglimento, i livelli di dopamina misurati sono precisi.

La nuova, rilevante scoperta pone un elemento particolare come le lacrime sotto un’altra prospettiva, dandogli importanza scientifica e, per certi versi, ancora più profondità: quando si piange non si esterna solo una sensazione o un emozione, ma spalanca le porte a innumerevoli informazioni sulla salute del proprio cervello.

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