Chi è il prof Ettore D’Aleo: è sua la prima ricerca europea che indaga insieme alimentazione e mente

Ettore D'Aleo è tra le voci più interessanti italiane della psicologia clinica contemporanea. È suo il primo studio europeo su digiuno intermittente e regolazione emotiva, pronto a ridisegnare i confini del campo.

Silvia Buffo
Ad image

Neuroscienze, emozioni e alimentazione. Sono questi i punti su cui si è concentrato il prof Ettore D’Aleo, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo clinico, autore del primo studio europeo che unisce metabolismo, neuroendocrinologia e regolazione emotiva. Con un curriculum che spazia dalla ricerca biomedica alla clinica forense, D’Aleo è oggi una delle figure più attive nel dialogo tra psicologia, medicina e diritto. Ecco la ricerca che lo ha contraddistinto.

La ricerca del dottor Ettore D’Aleo

Chi è il prof Ettore D'Aleo: è sua la prima ricerca europea che indaga insieme alimentazione e mente 2

Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients porta la firma del dottor Ettore D’Aleo, insieme a un team multidisciplinare composto da Lastretti, Scarparo, Greco, Cicoli, Spagna, Faa e Campedelli, in collaborazione con l’Università Niccolò Cusano. Il titolo del lavoro è Intermittent Fasting and Emotional Regulation: A Psychobiological FrameworkIntegrating Metabolic, Neuroendocrine and Interoceptive Mechanisms, che in italiano si traduce Digiuno intermittente e regolazione emotiva, visti attraverso la lente della psicobiologia.

La novità dello studio risiede nella volontà degli esperti di evidenziare il modo in cui il digiuno intermittente può diventare uno strumento di regolazione emotiva, di riduzione dell’ansia e di contrasto all’infiammazione cronica. Si tratta della prima analisi, a livello europeo, che definisce un framework psicobiologico integrato attorno al digiuno intermittente, utilizzando evidenze metaboliche, neuroendocrinologiche e psicologiche.

Il team ha analizzato la letteratura scientifica dal 2010 al 2025 presente su PubMed, Scopus e Google Scholar, interpretandola a partire dall’interocezione, ovvero la capacità del cervello di percepire e integrare i segnali interni del corpo, intesa come ponte tra metabolismo e vita emotiva. Lo studio ha dimostrato che, dal punto di vista medico ed endocrinologico, il digiuno intermittente provoca uno spostamento metabolico fondamentale.

L’organismo smette di bruciare glucosio come fonte primaria di energia e inizia a utilizzare i grassi, producendo corpi chetonici, in particolare il β-idrossibutirrato, che favorisce un funzionamento cerebrale più efficiente, una minore infiammazione e un maggiore rinnovamento neuronale. Come si legge in conclusione dello studio:

Il messaggio che emerge dalla ricerca è al tempo stesso incoraggiante e responsabile.

Sì, il digiuno intermittente praticato con costanza e sotto supervisione medica e psicologica può diventare uno strumento di benessere a tutto tondo, non solo per il peso o la glicemia, ma per la qualità dell’umore, la gestione dell’ansia, la resilienza allo stress, la chiarezza cognitiva.

Ma non è una panacea per tutti, e non si improvvisa.

Il fai-da-te, soprattutto in soggetti con fragilità psicologiche o una storia clinica complessa, può trasformare uno strumento adattivo in un fattore di rischio.

La vera innovazione di questo studio non è solo scientifica, è culturale.

Dice che il corpo e la mente non sono compartimenti stagni.

Che quello che mangiamo — e quando smettiamo di mangiare — parla direttamente al nostro sistema nervoso, ai nostri ormoni, alle nostre emozioni.

E che la scienza, finalmente, ha cominciato ad ascoltarlo.

Chi è Ettore D’Aleo che indaga il legame tra ciò che mangiamo e il cervello

Trapanese di nascita ma con sede tra Roma e Catanzaro, il dottor Ettore D’Aleo è psicologo, psicoterapeuta e sessuologo clinico, nonché professore di Valutazione della Personalità e Psicologia Generale presso l’Università Niccolò Cusano di Roma. La sua carriera accademica lo vede coinvolto come docente in vari master post-laurea, pensati per psicologi, educatori e insegnanti.

Dottorando in Diritto e Neuroscienze, dal punto di vista clinico D’Aleo lavora presso l’Ambulatorio Disforia di Genere dell’AOU Renato Dulbecco di Catanzaro, in collaborazione con l’endocrinologo Antonio Aversa e la psichiatra Cristina Segura-Garcia. Si occupa, in particolare, di valutazione psicologica e sostegno terapeutico a persone con varianza di genere in percorso di affermazione.

In parallelo, svolge attività clinica come psicoterapeuta e sessuologo con casi complessi, incluse condizioni psichiatriche severe e disturbi della sfera sessuale e relazionale, con un approccio incentrato sulla persona.

Leggi anche: Ti senti spesso stanco? 7 regole del digiuno intermittente per resettare corpo e mente

L’attività da ricercatore

Per quanto riguarda la carriera da ricercatore, il dottor Ettore D’Aleo pubblica su riviste indicizzate Scopus in fascia Q1 e Q2. Ha, inoltre, sviluppato e validato strumenti psicometrici originali. È psicodiagnosticatore, con competenze nell’uso di strumenti validati a livello internazionale per la valutazione del rischio di recidiva, la perizia psicologica e la profilazione clinica in contesti giudiziari.

L’interesse per la divulgazione scientifica lo ha portato a pubblicare il volume Corpi in Lotta, dedicato alla violenza giovanile, alla neurobiologia dell’aggressività e ai possibili futuri autori di reato.

Nella sua carriera, Ettore D’Aleo è autore della prima ricerca europea che integra metabolismo, neuroendocrinologia e regolazione emotiva, la quale indaga il modo in cui il digiuno intermittente influisce sull’umore, sull’ansia e sull’infiammazione cronica. Lo studio, pubblicato su Nutrients, si è imposto come pioniere di un movimento innovativo nel settore.

Leggi anche: Il sale sostitutivo è la rivoluzione contro ictus e infarto che può salvare 7 milioni di vite

L’impegno per la giustizia e il contrasto alla violenza

Chi è il prof Ettore D'Aleo: è sua la prima ricerca europea che indaga insieme alimentazione e mente 4

Accanto alla ricerca sulla nutrizione, D’Aleo porta avanti da tempo un lavoro sul versante della psicologia giuridica e forense. Ha recentemente preso parte, in Sicilia, insieme a numerosi altri professionisti del settore, a un convegno dedicato a un tema di grande attualità: i pazienti psichiatrici autori di reato e il rischio di recidiva,

L’incontro ha acceso i riflettori sull’importanza di poter intercettare precocemente il rischio di pericolosità di questi soggetti, come strumento di prevenzione tanto clinico quanto sociale. Su questa stessa linea si colloca la sua recente audizione in Senato, davanti alla 2ª Commissione, nell’ambito del Disegno di Legge n. 1517, il cosiddetto “Codice Rosso”.

In quella sede D’Aleo ha avuto l’opportunità di presentare il senso e la funzione della figura dello psicologo forense, insieme ad altre risorse utili al contrasto della violenza contro le donne, ringraziando la Commissione per l’invito e per lo spazio dedicato al tema.

Condividi
Ad image