Si è tenuta il 23 giugno scorso la terza edizione del Forbes Most Powerful Chef, l’evento che ha celebrato gli chef e le personalità più influenti della ristorazione italiana, che attraverso il proprio lavoro hanno avuto un impatto rilevante in ambito culturale, sociale e imprenditoriale.
A fare da sfondo, come riporta il sito ufficiale di Forbes Italia, sono state le Cantine Bellavista di Erbusco, nel cuore della Franciacorta, che ha riunito stelle Michelin, istituzioni e nomi d’eccellenza del mondo della cucina.
Nelle prime tre posizioni si sono trovati la Famiglia Cerea, Norbert Niederkofler e Niko Romito ex aequo, Carlo Cracco. Premi speciali, poi, ad Antonino Cannavacciuolo, Enrico Buonocore e altri colleghi. Vediamo meglio tutti i dettagli della serata e i motivi per cui si sono distinti gli chef.
I 25 chef più influenti per Forbes

L’evento Forbes Most Powerful Chef, organizzato da Forbes Italia, ha premiato i 25 chef più influenti nel panorama italiano, i quali sono riusciti a veicolare, attraverso il proprio lavoro, messaggi culturali, sociali e imprenditoriali. Presso le Cantine Bellavista di Erbusco, nel cuore della Franciacorta, dunque, il 23 giugno si sono riuniti i nomi più illustri del panorama culinario italiano, a cui è stata consegnata un’opera d’arte di Luca Baldelli per Ceramiche Noi, simbolo di arte, materia e cultura italiana.
A inaugurare la serata è stato Vittorio Moretti, figura simbolo di Bellavista e dell’eccellenza vitivinicola italiana, che ha specificato quanto ripreso dal sito di Forbes Italia: “Siete i protagonisti della cucina italiana nel mondo. Una cosa straordinaria che penso vi debba servire come forza per superare qualsiasi ostacolo. Noi siamo sempre forti e vogliamo esserlo, e voi anche lo siete”. Nicola Formichella, CEO di Forbes Italia, ha quindi aggiunto:
Stasera siamo qui per celebrare la cucina italiana, un patrimonio fatto di persone, territori e passione condivisa.
Perché dietro ogni grande risultato non c’è mai un singolo nome, ma una squadra: una community italiana che cresce sostenendosi, che fa del talento collettivo la propria forza.
È questo lo spirito che vogliamo rappresentare stasera.
Non solo l’eccellenza dei singoli, ma il senso di appartenenza che unisce chi, ogni giorno, porta l’Italia nel mondo.
Ecco, di seguito, i 25 chef più influenti in Italia, riconosciuti da Forbes:
- Famiglia Cerea (Da Vittorio, Brusaporto). Sessant’anni di storia e tre stelle Michelin. Un elogio all’ospitalità italiana di cui Chicco, Bobo, Rossella, Francesco e la signora Bruna sono i più grandi rappresentanti e ambasciatori nel mondo
- Norbert Niederkofler (ex aequo). La sua filosofia Cook the Mountains omaggia valori contemporanei. Un mentore impareggiabile con una visione lunga e generosa sul futuro
- Niko Romito (ex aequo). Ha creato progetti verso la comunità, diventando un punto di riferimento per l’Abruzzo. Diffonde la cucina italiana nella sua purezza ed elabora nuovi orizzonti gastronomici
- Carlo Cracco. Generoso e portentoso nel suo stare senza invadere, esprime una cucina sottile e curata, diffondendo la sua visione con disincantata ironia
- Giancarlo Perbellini. Un uomo pieno di luce. La sua cucina deliziosa si afferma in modo educato e delicato, arrivando dritta al cuore
- Massimiliano Alajmo. Geniale, semplice, costruttivo. Un imprenditore e uno dei talenti più straordinari della nostra cucina
- Chiara Pavan. Agisce a distanza, afferma concetti forti di sostenibilità reale. Un’outsider contagiosa
- Antonia Klugmann. La sua cucina è emozione, purezza, profondità. La semplicità non semplice che esprime l’essenza della grande cucina italiana
- Alessandro Borghese. Grande divulgatore della cucina italiana. Un ponte solido nella creazione di conoscenza, la cui padronanza ristorativa è un asset strategico
- Ciccio Sultano. Dalla Sicilia esporta un’identità forte e una visione gastronomica e imprenditoriale che dialoga con l’avvenire
- Moreno Cedroni. La forza della gentilezza. Ha anticipato idee e valorizzato la sala in tempi non sospetti
- Andrea Aprea. Concettuale e generoso, esprime il suo territorio in modo avanguardista, esplorando i confini della sperimentazione
- Jessica Rosval. Un’incredibile interprete della nostra cucina, che tra le sue mani diventa irriverente, libera e coerente con la nostra identità
- Davide Oldani. Ha plasmato l’identità di un grande ristorante in modo coerente e costruttivo, creando un epicentro gastronomico unico
- Enrico Crippa. Rappresentante massimo di un sistema virtuoso e di una filiera di grandi ingredienti che diventa alta cucina
- Mauro Uliassi. Una cucina sperimentale e accessibile, con una sala che racconta il territorio in modo sincero
- Gennaro Esposito. Personalità emblematica del Sud Italia, organizza momenti culturali che spostano i confini della percezione gastronomica
- Riccardo Monco. Impegnato nel mantenere altissima la percezione di un grande ristorante culto d’Italia, meta per i palati globali
- Nadia e Giovanni Santini. La loro cucina è per sempre. La tradizione in versione felice abita qui, dove approdano critici da tutto il mondo
- Heinz Beck. Con vista sui cieli di Roma, esprime una cucina impeccabile e in continua evoluzione
- Cesare Battisti. Esponente del Fine Trattoria, cambia i paradigmi della percezione gastronomica con composta semplicità
- Antonio Guida. Una cucina impeccabile e una capacità di fare squadra unica, con una leadership discreta ed efficace
- Andrea Antonini. Interpreta una cucina concettuale fondendola con l’identità, con intelligenza e sensibilità
- Salvatore Bianco. Leader di una squadra sorridente, ha creato un ristorante vivace con una cucina deliziosa e accessibile
- Michele De Liguoro. Il suo sistema di trattorie virtuose attrae clienti da tutto il mondo, confermando il suo progetto di global ristorazione
- Enrico Bartolini. Battitore libero di grande valore, contribuisce alla nostra cucina con una visione avanguardista e irriverente
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Criteri di votazione e premi speciali
Una figura chiave durante la serata è stata Maddalena Fossati Dondero, curatrice della classifica Forbes Most Powerful Chef 2026, che nel suo intervento ha ricordato come i riconoscimenti siano un incentivo per la cucina del futuro:
Questa classifica, al di là delle stelle e dei riconoscimenti, guarda a quanto oggi i cuochi e le cuoche fanno per la loro comunità: la fanno crescere, la fanno prosperare e aggiungono capitoli nuovi al futuro della cucina italiana.
La cucina italiana è tradizione, ma è anche futuro.
Dunque, riporta il sito di Forbes Italia, i 25 chef sono stati selezionati non solo in base al proprio talento, ma anche per la loro capacità di generare cultura, visione, identità, impatto sociale, valore imprenditoriale, riconoscibilità internazionale e nuove traiettorie per la ristorazione italiana. Nel corso della serata, inoltre, Forbes Italia ha assegnato dei riconoscimenti speciali a figure che hanno ridisegnato la gastronomia:
- Premio Maestro a Massimo Bottura per aver affermato con forza e visione che “la cucina è cultura prima di tutto”, ridefinendo il ruolo dello chef nella società contemporanea
- Premio Maestro ad Antonino Cannavacciuolo per la straordinaria capacità di rendere l’alta cucina accessibile a tutti attraverso umanità, talento e comunicazione autentica
- Premio Eccellenza Italiana all’Estero a Paolo Casagrande per i suoi vent’anni alla guida di Lasarte (tre stelle Michelin) a Barcellona
- Premio Visione Imprenditoriale a Enrico Buonocore per una visione imprenditoriale illuminata, capace di trasformare la ristorazione in progetto, impresa e identità
- Premio per la Gastronomia Contemporanea (Stadera) ad Aldo Ritrovato per il contributo alla gastronomia contemporanea e alla sua evoluzione
- Riconoscimento Speciale a Franco Pepe per aver creato la pizza come destinazione culturale
- Riconoscimento Speciale a Bruna e Rossella Cerea, celebrate come l’anima dell’ospitalità italiana, fatta di cuore, amore, fantasia e visione
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