Molto prima di imparare a parlare, i bambini iniziano già a partecipare alla vita di tutti i giorni. Succede quando raccolgono un oggetto caduto, porgono qualcosa alla mamma che ne ha bisogno o cercano di imitare un’azione visto più volte in casa. Sono gesti che possono apparire insignificanti, ma che rappresentano i primi passi per sviluppare l’altruismo nei bambini e prepararli ad entrare in relazione con gli altri.
Nei primi anni di vita, infatti, il desiderio di aiutare sembra emergere in modo spontaneo. I più piccoli non si limitano a osservare ciò che accade intorno a loro, ma cercano di prendere parte alle attività quotidiane. È proprio tra le mura domestiche che iniziano a svilupparsi alcune delle competenze sociali più importanti, come la cooperazione e la capacità di riconoscere i bisogni altrui, specialmente della mamma.
A confermarlo è lo studio Developmental Pathways of Infant Helping Toward Caregivers and Unfamiliar Adults: A Longitudinal Study, pubblicato sulla rivista scientifica “Child Development”, che ha analizzato come i bambini molto piccoli sviluppino la propensione ad aiutare gli altri attraverso le interazioni quotidiane con chi si prende cura di loro. Come evidenziato dagli esperti del team di ricerca:
I bambini iniziano ad aiutare gli altri già intorno al compimento del primo anno di vita.
Per esempio, partecipano alle attività domestiche insieme al caregiver e raccolgono oggetti caduti per un adulto.
Il presente studio ha mostrato come il comportamento di aiuto dei bambini sia associato alle competenze motorie e socio-cognitive, nonché alle prime interazioni con il caregiver.
L’altruismo nei bambini si sviluppa già prima dei dodici mesi: cosa rivela lo studio

Chi vive ogni giorno accanto a un bambino molto piccolo conosce bene questi momenti. Durante il cambio, il neonato allunga il braccio verso la manica come se volesse aiutare. Mentre si riordina casa, raccoglie un oggetto caduto e lo porge alla mamma. Sono gesti rapidi, quasi impercettibili, che spesso passano inosservati, ma dietro potrebbe esserci un precoce altruismo nei bambini.
Tutto questo è sottolineato nella ricerca condotta dalla Ludwig-Maximilians-Universität (LMU) di Monaco di Baviera. Lo studio Developmental Pathways of Infant Helping Toward Caregivers and Unfamiliar Adults: A Longitudinal Study, ha seguito 118 coppie di mamme e figli, osservando l’evoluzione dei comportamenti dei bambini a sei, dieci e quattordici mesi di età.
Quello che emerge è che intorno al primo anno di vita molti neonati iniziano a mostrare forme sempre più evidenti di aiuto intenzionale. Non si limitano a osservare ciò che accade intorno a loro, ma sembrano cogliere gli obiettivi degli adulti e provano a partecipare attivamente alle attività quotidiane. I risultati pubblicati sulla rivista “Child Development” evidenziano:
Più i bambini erano sviluppati dal punto di vista motorio e riuscivano a comprendere gli obiettivi degli altri, più tendevano ad aiutare gli altri.
Inoltre, quanto più i caregiver fornivano modelli del comportamento richiesto, tanto più i bambini aiutavano il caregiver.
Lo studio è coerente con l’ipotesi teorica secondo cui i bambini imparano ad aiutare gli altri attraverso la partecipazione a routine interattive con il caregiver, le quali sono influenzate dalle loro competenze motorie.
Questi comportamenti, quindi, spiegano che già nei primi mesi di vita i bambini desiderano sentirsi coinvolti e parte della relazione. Un’attitudine che non riguarda soltanto l’apprendimento pratico, ma anche la costruzione delle prime competenze sociali, dall’empatia all’altruismo nei bambini.
Altruismo nei bambini, il ruolo del caregiver
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda il modo in cui questi comportamenti si formano nella quotidianità. Secondo quanto riportato da “Corriere della sera”, l’attenzione degli esperti Developmental Pathways of Infant Helping Toward Caregivers and Unfamiliar Adults: A Longitudinal Study, si è concentrata sul legame tra il comportamento materno e l’aiuto verso la madre:
Un risultato che ci ha sorpreso è stato il modo in cui il comportamento di aiuto dei neonati verso chi si prende cura di loro e verso una persona sconosciuta è associato a diverse capacità ed esperienze di interazione.
Il comportamento collaborativo della figura di accudimento era associato all’aiuto che i bambini le offrivano, ma non era associato all’aiuto rivolto a una persona sconosciuta.
Questo suggerisce che l’aiuto verso la figura di accudimento sia guidato da segnali comportamentali concreti, che i bambini osservano in specifiche situazioni di aiuto.
Al contrario, l’aiuto verso persone sconosciute è associato soprattutto alla capacità dei neonati di comprendere gli obiettivi degli altri e alle loro esperienze di risposte sensibili ai propri bisogni.
Quando un bambino viene coinvolto dalla mamma nelle piccole azioni domestiche, ogni gesto diventa un’esperienza di apprendimento ed è in questo scambio continuo che si costruiscono le basi per lo sviluppo dell’altruismo, fin dai primissimi mesi di vita.
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