Roma e Pechino non sono mai state così vicine e il merito è tutto della telechirurgia. Il 4 giugno scorso, infatti, come riporta RomaToday, è stato effettuato il primo intervento al mondo di rimozione di un trombo neoplastico della vena cava inferiore a distanza.
Il medico, Qingbo Huang, si trovava all’Ifo a Roma, mentre il paziente era al Pla Hospital di Pechino. L’uomo, rassicura una nota, “sta bene ed è stabile, senza necessità di trasfusioni di sangue“. Questo esito, e tutta l’operazione nel complesso, è stato reso possibile dall’utilizzo di tecnologie digitali di altissima affidabilità.
Primo intervento al mondo con telechirurgia

Si è svolto lo scorso 4 giugno il primo intervento con telechirurgia al mondo, che ha interessato la rimozione di un trombo neoplastico della vena cava inferiore. L’operazione, eseguita in tempo reale, ha coinvolto due continenti. Il paziente, infatti, si trovava al Pla Hospital di Pechino, mentre il medico che ha guidato il tutto, il professor Qingbo Huang, era all’Ifo, Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma.
Come fa sapere RomaToday, alla base di questa novità c’è stata “una connessione digitale ad altissima affidabilità“. Il chirurgo, infatti, ha eseguito l’operazione attraverso una console robotica avanzata collegata in tempo reale tra l’Europa e l’Asia. La tecnologia avanzata è stata garantita, inoltre, dall’expertise dell’Ifo, che ha assicurato una latenza di 140 millisecondi, “consentendo una trasmissione pressoché istantanea del gesto telechirurgico in modo fluido ed efficace e garantendo i massimi standard di precisione e sicurezza“.
Nello specifico, a coordinare l’aspetto tecnologico è stato Giuseppe Navanteri, direttore della Uoc Ingegneria clinica e Tecnologie e Sistemi informatici dell’Ifo, che insieme a Giuseppe Simone ha coordinato la realizzazione dell’architettura hi-tech necessaria. L’intervento, quindi, è stato eseguito in presenza di Simone, professore e direttore della Uoc di Urologia dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena e Co-Director del Cilr 2026. Il tutto è andato per il meglio, in quanto una nota riporta che il paziente “sta bene ed è stabile, senza necessità di trasfusioni di sangue“.
Leggi anche: Innovazione a Torino: con un visore i medici operano “chi sta ai Caraibi”
L’importanza della telechirurgia
Vito Pansadoro, chirurgo urologo il quale ha promosso la XXII edizione del Congresso internazionale Cilr 2026, conclusosi il 5 giugno scorso e incentrato proprio sulla telechirurgia, ha dichiarato quanto riporta RomaToday:
Il successo di questa procedura dimostra che la telechirurgia robotica internazionale è ormai una realtà clinica concreta.
Abbiamo superato una barriera tecnologica e organizzativa che apre nuove prospettive per la diffusione delle competenze chirurgiche altamente specialistiche a livello globale.
Questo risultato è il frutto di oltre 20 anni di ricerca, innovazione e collaborazione scientifica internazionale.
La telechirurgia rappresenta una delle frontiere più promettenti della medicina moderna.
Il professore Giuseppe Simone, quindi, ha aggiunto l’importanza di questa tecnica innovativa, soprattutto nell’accorciare le distanze tra i vari Paesi del mondo:
Questa non è soltanto una prima mondiale.
È un passo concreto verso una medicina capace di abbattere i confini geografici e mettere le migliori competenze a disposizione dei pazienti, ovunque nel mondo.
La rimozione di un trombo neoplastico della vena cava inferiore è una delle procedure più impegnative dell’intera chirurgia urologica: richiede esperienza, coordinamento multidisciplinare e un controllo assoluto di ogni fase dell’intervento.
Essere riusciti a eseguirla in telechirurgia intercontinentale dimostra il livello di maturità raggiunto oggi dalla robotica chirurgica e dalle infrastrutture digitali che la supportano.
Un risultato che apre nuove prospettive per la collaborazione internazionale e per l’accesso a cure altamente specialistiche.
Infine, Livio De Angelis, direttore generale degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (Ifo), ha approfondito la rilevanza del Cilr per la promozione della telechirurgia:
Ospitare il Cilr e contribuire a realizzare un risultato senza precedenti come questa telechirurgia intercontinentale conferma il ruolo dell’Istituto Regina Elena tra i protagonisti internazionali dell’innovazione in sanità.
La chirurgia robotica, la telemedicina e l’intelligenza artificiale non rappresentano più una prospettiva futura, ma strumenti già integrati nella pratica clinica quotidiana.
Essere il centro da cui è stato possibile eseguire un intervento di questa complessità a oltre 8mila chilometri di distanza dimostra come ricerca, competenze professionali e infrastrutture tecnologiche possano tradursi in un beneficio concreto per i pazienti e contribuire a disegnare la medicina del futuro.
Leggi anche: Il laser con l’AI aiuta a eliminare la cataratta: “Un assistente che potenzia le capacità del chirurgo”

