- L’Intervista a Padre Frontali, guida spirituale di coppia
- 1. Per mantenere saldo il rapporto delle coppie sposate in un mondo attuale, in cui prende il sopravvento un individualismo sempre più forte, e in cui la dimensione famiglia cambia e si evolve, apparendo spesso vulnerabile, come entra in gioco la direzione spirituale?
- 2. I suoi corsi hanno successo e sono molto seguiti, infatti adesso sono già aperte le iscrizioni per il nuovo corso sulla direzione spirituale a coppie sposate, che si terrà a ottobre. Come si assume il ruolo di guida, che è anche una responsabilità, divenendo un punto di riferimento concreto per le coppie?
- 3. Cosa distingue la direzione spirituale di una coppia sposata da quella di un singolo credente? Cambia il metodo, cambia la prospettiva, cambia l’obiettivo?
- 4. Ci sono dei casi in cui è anche una coppia dall’approccio laico a voler beneficiare di questi percorsi di supporto come il corso sulla direzione spirituale a coppie sposate?
- 5. Negli anni di lavoro su un tema così delicato e al tempo stesso stimolante, qual è la dinamica che l’ha colpita di più nelle coppie che ha incontrato? Ci può raccontare la sua esperienza di guida spirituale nella dimensione matrimoniale?
- 6. Nella quotidianità, si può quindi imparare a leggere la vita coniugale, anche nelle sue fragilità e crisi, come un percorso spirituale?
- 7. Per chi non ha mai sentito parlare di direzione spirituale nella coppia unita in matrimonio, qual è l’argomento che suscita maggiore interesse?
- 8. L’evento del 23 maggio ha avuto un grande successo, anche grazie al contributo di Don Luigi Maria Epicoco nella sua conferenza “Le sfide odierne dell’accompagnamento alle coppie”. Quali sono le altre testimonianze che l’hanno colpita?
Le relazioni nell’era attuale sono sempre più fragili, e nello specifico la relazione di coppia è messa a dura prova. L’approccio alla vita è più individualista, ci si affida poco all’altro e si hanno meno certezze che un tempo, emancipazione e indipendenza spesso si confondono con egoismo e incapacità di dare fino in fondo.
Ritmi iperfrenetici, sovrastimoli che ci arrivano ininterrottamente dal mondo digitale, affermazione di nuovi valori orientati spesso all’autodeterminazione più che alla costruzione di un nucleo familiare come colonna portante. Un clima di incertezza geopolitica, climatica, economica, culturale, spirituale è spesso percezione diffusa. Di riflesso anche la dimensione delle relazioni risente di questo senso di precarietà.
È possibile dunque accompagnare una coppia nel suo cammino spirituale, aiutandola a non smarrirsi nei momenti di crisi? Ne parliamo con Padre Luca Frontali, sacerdote e formatore che da anni si dedica alla pastorale familiare con una passione e una concretezza rare, che riversa soprattutto nei suoi corsi sulla direzione spirituale a coppie sposate. Iniziative di successo che ogni hanno raccolgono un numero crescente di iscritti. Cosa ci suggerisce questo dato? Che il bisogno di orientamento spirituale nella vita matrimoniale è tutt’altro che tramontato.
Dal racconto di una coppia che ha superato la crisi di un tradimento trasformando il dolore in rinascita, Padre Frontali ha fatto della preghiera, dell’ascolto e dell’incoraggiamento i pilastri del suo ministero accanto alle famiglie. Lo abbiamo intervistato per capire cosa significa davvero accompagnare una coppia, e perché vale la pena farlo.
L’Intervista a Padre Frontali, guida spirituale di coppia

1. Per mantenere saldo il rapporto delle coppie sposate in un mondo attuale, in cui prende il sopravvento un individualismo sempre più forte, e in cui la dimensione famiglia cambia e si evolve, apparendo spesso vulnerabile, come entra in gioco la direzione spirituale?
La direzione o accompagnamento, come dir si voglia, può essere vissuto di fatto in due modi. O come una sorta di salvagente quando ci si accorge che non ce la si fa assieme e quindi si chiede aiuto, oppure quando la coppia sperimenta una specie di apatia e si rende conto che ha bisogno di crescere per continuare a camminare assieme. In qualsiasi caso, la direzione è di grande aiuto perché consente di illuminare la coscienza della coppia.
2. I suoi corsi hanno successo e sono molto seguiti, infatti adesso sono già aperte le iscrizioni per il nuovo corso sulla direzione spirituale a coppie sposate, che si terrà a ottobre. Come si assume il ruolo di guida, che è anche una responsabilità, divenendo un punto di riferimento concreto per le coppie?
Ringraziamo il Signore per i numeri che abbiamo avuto in questi anni, ma, al di là di quanti iscritti, la speranza è soprattutto che serva nella concretezza della vita quotidiana e che trasformi le coppie in soggetti attivi nella Chiesa. Personalmente mi vedo solo come un ‘coordinatore di esperti’ e mi ritengo davvero privilegiato, perché sto imparando tante cose per affinare l’arte dell’accompagnamento nel mio ministero sacerdotale.
3. Cosa distingue la direzione spirituale di una coppia sposata da quella di un singolo credente? Cambia il metodo, cambia la prospettiva, cambia l’obiettivo?
Dipende, quel che cambia soprattutto è il destinatario che non è più una sola persona, ma una coppia. Sappiamo che per il sacramento del matrimonio, i due sposi formano ora una sola carne, sono un soggetto sacramentale, quindi devo trattarli come tali. Ed anche se a volte è bene parlare con uno e con l’altro, non posso mai prescindere dal fatto che formano un’unità.
Questo ha ricadute non solo spirituali, ma anche psicologiche. Gli sposi una volta che si uniscono non possono più fare marcia indietro, non hanno la possibilità di tornare single, ma la loro nuova vocazione plasma ogni aspetto della vita: amicizie, abitudini, hobby, frequentazioni…è chiaro che l’essere coppia non cancella la singolarità, ma le due dimensioni coesistono ormai inscindibilmente. La direzione aiuta la coppia a non perdere mai di vista questo progetto che hanno assieme e li aiuta a orientarsi affinché diano frutto.
4. Ci sono dei casi in cui è anche una coppia dall’approccio laico a voler beneficiare di questi percorsi di supporto come il corso sulla direzione spirituale a coppie sposate?
Premesso che il termine “laico” è comunque di estrazione cristiana e non vuol dire “ateo” o “agnostico”, se ci fossero comunque coppie che vengono, ma non sono interessate alla dimensione spirituale o sacramentale, sono le benvenute! Certamente è bene che sappiano quali sono gli obiettivi e il contesto in cui ci muoviamo. Sono sicuro che non rimarranno deluse, anzi, rimarranno molto contente di questa esperienza.
5. Negli anni di lavoro su un tema così delicato e al tempo stesso stimolante, qual è la dinamica che l’ha colpita di più nelle coppie che ha incontrato? Ci può raccontare la sua esperienza di guida spirituale nella dimensione matrimoniale?
Mi colpisce il fatto che una coppia si metta in gioco anche quando non si è più giovanissimi e constatare un impegno ammirevole per continuare a camminare assieme, mi entusiasma il fatto che non cedono alla tentazione del “so già”, ma umilmente si mettono in ascolto nonostante ci sia un vissuto importante che potrebbe facilmente far credere di essere a posto.
Tuttavia, quello che più mi ha colpito come persona e come sacerdote è toccare con mano il perdono nella coppia. È proprio qui che è iniziato il mio cammino nella pastorale familiare, dall’ascoltare la testimonianza di una coppia che ha superato la crisi seguita a un tradimento, una situazione molto grave e che in altri contesti sarebbe finita con la solita separazione o divorzio. Ascoltare il loro dolore e i passi concreti verso la risurrezione per me è stato travolgente e mi ha portato a chiedermi: “Cos’è il matrimonio se si arriva a tali vette di amore?”
Ad oggi, nel mio piccolo, vedo che l’importante, come guida spirituale, è la preghiera per la coppia, il ricordarmi di loro nella Messa e affidarli di continuo al Signore. Poi ci vuole tanto ascolto paziente e tanta motivazione, tanto incoraggiamento.
6. Nella quotidianità, si può quindi imparare a leggere la vita coniugale, anche nelle sue fragilità e crisi, come un percorso spirituale?
Assolutamente sì, sappiamo che il Signore accompagna sempre la coppia, ‘rimane con loro’ ci insegna un documento del Concilio Vaticano II e non viene meno durante le difficoltà. Anzi, è proprio lì che si può capire ancora di più che Lui c’è, la crisi può essere un’opportunità per fare una fermata e rileggere la propria storia personale e di coppia alla luce della Misericordia di Dio. A questo collabora la direzione spirituale, è un aiuto a saper guardare con obiettività il passato e il presente, senza pregiudizi per capire cosa vogliamo davvero e cosa vuole da noi il Signore.
7. Per chi non ha mai sentito parlare di direzione spirituale nella coppia unita in matrimonio, qual è l’argomento che suscita maggiore interesse?
Senza dubbio un tema di grande interesse è il discernimento, che è tanto semplice come anche difficile. È l’arte di saper scegliere la cosa migliore, non in senso utilitarista, ma oggettivo: cosa ci fa bene come coppia adesso? È saper optare, non per cose buone, per la migliore. È un po’ come saper leggere correttamente la bussola della propria vita, questo certamente attira molto, ma perché è assolutamente l’arte di vivere bene come cristiani.
8. L’evento del 23 maggio ha avuto un grande successo, anche grazie al contributo di Don Luigi Maria Epicoco nella sua conferenza “Le sfide odierne dell’accompagnamento alle coppie”. Quali sono le altre testimonianze che l’hanno colpita?
Don Luigi Maria è senz’altro un sacerdote saggio e intelligente, che sa spiegare bene le verità di fede. Personalmente sono rimasto molto colpito dalla testimonianza di Costanza Miriano, perché ha messo in luce la vita di tutti i giorni con le sue fatiche e sfide, essere mamma di quattro figli ormai grandi, avere un marito non pienamente allineato con il suo stile di vita… sono situazioni che appartengono alla stragrande maggioranza delle coppie.
Il tutto condito di tanta fede e sano umorismo, sapendosi prendere in giro e sdrammatizzando. Devo dire che è ammirevole e degna di essere conosciuta come moglie e mamma.
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In collaborazione con Ateneo Pontificio Regina Apostolorum – APRA

