Tom Gunkel, 44enne britannico, è nato una seconda volta grazie ai medici del Sant’Orsola di Bologna. L’uomo, infatti, aveva ricevuto una diagnosi di tumore esteso con metastasi che, nel Regno Unito, appariva inoperabile.
Rivoltosi all’ospedale bolognese, però, Gunkel ha ottenuto la risposta sperata. Gli specialisti hanno trovato un protocollo adatto alla situazione e il tumore al colon è stato rimosso. Adesso il 44enne è tornato a casa dai suoi bambini e dalla sua famiglia.
Vediamo meglio come è stato svolto questo intervento è perché è così importante per il futuro della medicina e della chirurgia.
Il 44enne Tom operato a Bologna
Quella di Tom Gunkel è una storia che insegna quanto nella vita sia importante non arrendersi mai. Il 44eenne, originario dello Yorkshire, riporta il Corriere di Bologna, si è rivolto ai medici dell’ospedale Sant’Orsola, dopo aver ricevuto una diagnosi di adenocarcinoma metastatico esteso.
Nello specifico, un tumore al colon con prognosi severa, con metastasi al fegato e ai linfonodi. Se nel Regno Unito sembrava essere inoperabile, gli specialisti della struttura bolognese hanno effettuato un’analisi approfondita della condizione di Tom, per trovare una soluzione adatta.
Dopo una serie di terapie condotte nel proprio Paese, Gunkel è stato quindi sottoposto all’intervento di asportazione della massa tumorale. L’operazione è riuscita grazie, innanzitutto, all’efficienza del personale medico, ma rilevante è stata anche la burocrazia eccellente del Regno Unito, che ha sostenuto tutte le spese del paziente.
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Come sta ora il 44enne?

A spiegare il modo in cui è stata trovata una cura al tumore di Tom e, soprattutto, come è stato condotto l’intervento, è stato Matteo Cescon, direttore Unità operativa di Chirurgia epatobiliare e dei Trapianti, il quale ha dichiarato al Corriere di Bologna:
Quando Tom ci ha contattato abbiamo studiato attentamente il suo caso: il tumore era effettivamente molto esteso e coinvolgeva i linfonodi, un particolare che lo escludeva da quel protocollo di trapianto inizialmente individuato da Tom.
Gli abbiamo suggerito di effettuare un ciclo di terapia standard in pazienti che poi devono effettuare l’intervento, tutto in accordo con il suo oncologo inglese.
Quando abbiamo rivisto le immagini abbiamo notato una significativa riduzione del tumore e abbiamo confermato a Tom la nostra intenzione di operarlo.
Il 44enne, infatti, ha risposto al meglio alla terapia. Matteo Rottoli, direttore Unità operativa di Chirurgia del tratto alimentare, presente in sala con Cescon, ha aggiunto: “Abbiamo asportato tutta la massa nella parte sinistra del colon, linfonodi e 70% del fegato. Adesso Tom potrà affrontare le cure con una prospettiva molto diversa“.
Visto il decorso post operatorio privo di complicanze, Tom è stato dimesso dall’ospedale ed è tornato a casa, dai suoi bambini, Come fa sapere il Corriere, il 44enne ha ringraziato “chirurghi brillanti e personale di reparto così premuroso e gentile: sempre in buone mani“. Il professor Cescon, infine, a concluso:
Per noi è una grande soddisfazione aver potuto garantire un’alternativa a un paziente a cui non erano state date speranze.
È un’ulteriore dimostrazione di come il nostro sistema sanitario nazionale, pubblico e universalistico, sia un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo.
In Italia a questo tipo di prestazioni i cittadini accedono gratuitamente a prescindere da ogni condizione sociale ed economica.
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