sabato, Dicembre 5, 2020

Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate. Ecco perché il 4 novembre

Il 4 novembre l’Italia firma l’armistizio che sancisce la fine della Prima guerra mondiale. Trento e Triste vennero annesse al Regno d’Italia e per la prima volta nel Paese vennero commemorati i soldati morti in guerra.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Il 4 novembre l’Italia celebra la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate. Si onorano i caduti della guerra, in cielo si alza il Tricolore e il Paese ricorda la sua storia passata. Il 4 novembre è l’anniversario della firma dell’armistizio di Villa Giusti, siglato nel 1918, e che per l’Italia ha significato la fine della Prima guerra mondiale. È una festa nazionale ufficiale, anche se non coincide con un giorno di vacanza, e per l’occasione le maggiori cariche dello Stato onorano i luoghi simbolo di quella vittoria. Una corona d’alloro viene deposta al Milite Ignoto, in Piazza Venezia a Roma, per ricordare i soldati morti sul campo.

Il 4 novembre l’Italia celebra la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate

Il 4 novembre si celebra la Giornata dell’Unità Nazionale, da non confondere con l’Anniversario dell’Unità d’Italia. Questa, infatti, è l’unica ricorrenza nazionale che sia stata mai celebrata dall’Italia prima, durante e dopo il Fascismo. Instituita nel 1919, è durata fino al 1976. Dal 1977 in poi, invece, si cominciò a festeggiare la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate.

Il 3 novembre del 1918, mentre a Vittorio Veneto aveva luogo quello che sarebbe stato l’ultimo scontro armato tra l’impero austro-ungarico e l’Italia, alle ore 15 arrivò il “Cessate il fuoco”. Dopo giornate di lunghe trattative, a Padova, venne siglato l’armistizio con il quale si sanciva la fine della Prima guerra mondiale per il nostro Paese. Il generale Armando Diaz, comandante in carica delle forze armate italiane, annunciò al Paese la vittoria con il seguente bollettino:

La guerra contro l’Austria-Ungheria che l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

Con la firma dell’armistizio l’Italia acquisì i territori del Trentino, dell’Alto Adige, di Istria e Trieste.

Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate, la memoria dei caduti

Durante la Prima guerra mondiale morirono 17 milioni di persone e 20 milioni furono i feriti. Come nel resto d’Europa, anche in Italia il 4 novembre è diventato anche il giorno della celebrazione dei caduti della Prima guerra mondiale, motivo per il quale le maggiori cariche dello Stato si riuniscono per omaggiare il Milite Ignoto. La storia del monumento, di fatti, coincide con la volontà dell’Italia di dare degna sepoltura ai militari caduti in guerra di cui non si conosceva l’identità. Una commissione andò a recuperare i cadaveri non identificati nei cimiteri militari e si scelsero 11 salme da trasportare ad Aquileia, nella cui basilica vennero celebrati i funerali di stato. La signora Maria Bergamas, madre di Antonio Bergamas, militare volontario non rinvenuto, venne scelta per decidere della salma da tumulare a Roma. Trasportata nella Capitale, la salma venne sepolta con cerimonia solenne all’interno dell’Altare della Patria, il 4 novembre 1921 proprio in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale. Da quel giorno la tomba del Milite Ignoto è vigilata da un picchetto d’onore.

Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate 2020

4 novembre
4 novembre 2020, Roma. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella partecipa alla cerimonia in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale delle Forze armate.

Ogni anno, in occasione del 4 novembre le maggiori cariche dello Stato si presentano davanti l’altare della Patria, in piazza Venezia a Roma, per deporre presso il Milite Ignoto una corona d’alloro. Durante la cerimonia viene eseguito l’Inno di Mameli, il canto nazionale, e le Frecce Tricolore si alzano in cielo. Anche quest’anno alla cerimonia erano presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio dei ministri, il premier Giuseppe Conte. Insieme a loro erano presenti anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, il capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli, i capi di Stato maggiore delle Forze armate, i comandanti generali di Carabinieri e Guardia di Finanza. La cerimonia è proseguita nel cortile d’onore del Quirinale.

Il discorso di Mattarella per celebrare la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio al ministro della Difesa ricorda:

Il 4 novembre si celebra il valore dell’unione dei territori e dei popoli che con il Risorgimento hanno dato origine all’Italia. In questa importante giornata in cui onoriamo le Forze Armate, protagoniste, nella Prima guerra mondiale, del compimento del disegno risorgimentale, rivolgo il più commosso pensiero a quanti hanno sacrificato la propria vita per la Patria lungo il tormentato percorso che ha permesso l’edificazione nella Repubblica di uno Stato finalmente unito e libero.

E ancora, continua il Presidente Mattarella:

Le Forze Armate hanno saputo corrispondere all’emergenza sanitaria senza risparmio di energie, con il proprio personale altamente specializzato, medici, infermieri, mezzi e strutture mediche, nonché con la intensificazione dei contributi alla sicurezza della convivenza civile nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure per il controllo delle aree più a rischio. I sacrifici compiuti sono stimolo per adempiere ai nostri doveri di cittadini, a maggior ragione nei momenti difficili come quello attuale, che richiedono responsabilità, determinazione, probità. Le donne e gli uomini delle Forze Armate, con la prontezza e la professionalità che li contraddistingue, dimostrano, ancora una volta, il loro essere risorsa preziosa e insostituibile, in armonia con le altre articolazioni dello Stato. Il loro operato, silenzioso ed efficace, e la loro genuina dedizione suscitano orgoglio e profonda riconoscenza in tutto il Paese.

Leggi anche: Il 2 novembre ai tempi del Covid, cosa vuol dire ricordare i nostri morti

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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