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10 Years Challenge. Ennesimo “Cavallo di Troia”

Con la 10 Years Challenge forniamo dati succosissimi sul nostro cambiamento nel tempo.

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Sta spopolando in questi giorni il nuovo tormentone socialmediale su Facebook, Instagram e Twitter: postare una foto del 2009 accanto a una attuale per mostrare il nostro cambiamento. Che bello! No. Ci siamo già dimenticati lo scandalo di Cambridge Analytica, vero…? Un veloce ripasso non sarà inutile:  “Cambridge Analytica” come si legge su Wikipedia “è una società di consulenza britannica che combina il data mining, l’intermediazione dei dati e l’analisi dei dati con la comunicazione strategica per la campagna elettorale”.
 Fondata da Steve Bannon, ex capo stratega del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, Cambridge Analityca è stata accusata di aver inficiato il regolare corso democratico delle ultime elezioni presidenziali americane influenzando il voto del popolo statunitense attraverso i dati di circa 70 milioni di utenti Facebook…

Quando il gioco non vale la candela

Il “cavallo di Troia” è stato un banale test della personalità ideato dal ricercatore dell’Università di Cabridge Aleksandr Kogan, disponibile su Facebook, e che ha improvvidamente attirato l’attenzione di un gigantesco numero di persone. Per accedere al test era obbligatoria la spunta su alcune richieste, come l’accesso alle informazioni digitali contenute sul proprio profilo social, spalancando così le porte altresì sui dati dei propri amici. Dati che, in seguito, Kogan ha offerto a Cambridge Analityca.

Il grosso problema, naturalmente, è che Mark Zuckerberg, e quindi Facebook, come ha riferito il Guardian, sarebbe stato a conoscenza dell’operato di Cambridge Analityca ma non avrebbe fatto nulla per impedire questo massiccio utilizzo di dati terzi. 
Almeno fino alla fuoriuscita del caso per opera del whistleblower di Cambridge Analityca Christopher Wylie. E non sarebbe l’unica azione ambigua da parte dell’imprenditore di White Plains, come evidenzia Federico Mello nel suo recente Il lato oscuro di Facebook.

Il nuovo petrolio del postcapitalismo

Qual è la morale di questa storia? Semplice: che pur di interessare il più possibile la nostra bolla, il nostro pubblico, siamo disposti a cedere tutti i nostri dati. Il nuovo petrolio del postcapitalismo.
Il bello è che poi ci lamentiamo. E poi ce ne dimentichiamo.
E dopo un anno, ci ricadiamo. Fornendo, con la 10YearsChallenge, dati succosissimi sul nostro cambiamento nel tempo, per farci profilare alla perfezione attraverso il riconoscimento facciale.
Insomma, il gioco vale la candela…? Forse no.

 

di Alessandro Isidoro Re

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