giovedì, Giugno 30, 2022

Vaiolo delle scimmie: come si trasmette e quanto ci deve preoccupare

Sono stati identificati in Italia tre casi di vaiolo delle scimmie. Vediamo quali sono i sintomi e se esistono possibilità di prevenirne l'infezione.

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

Dall’inizio di maggio sono stati riscontrati in alcuni Paesi europei e oltreoceano diversi casi di vaiolo delle scimmie. Finora i casi confermati in Italia, i cui sintomi sono ghiandole rigonfie ed eruzioni cutanee, sono tre e tutti a carico dell’Istituto Spallanzani di Roma. Si tratta di tre giovani che non riferiscono contatti tra di loro: due provenienti da un viaggio alle Canarie mentre il terzo rientrato recentemente da Vienna.

Al riguardo il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha confermato di mantenere alta l’attenzione, anche se per il momento non ci sarebbe nessun allarme, con la seguente raccomandazione, come riportato dall’Ansa:

Rivolgersi al medico di fiducia nel caso in cui si avvertano i sintomi specifici di questa malattia, ed in particolare la comparsa sulla pelle di vescicole tondeggianti, specie se accompagnate da dolori muscolari, febbre o cefalea.

Vaiolo delle scimmie: attenzione alla trasmissione

Il primo caso è stato identificato in Italia all’Istituto Spallanzani di Roma. Si tratta di un uomo di 40 anni rientrato dalle Isole Canarie che si è presentato martedì 17 maggio al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I con i sintomi parainfluenzali e una strana eruzione cutanea.

Dall’istituto, dove attualmente sono ricoverate tre persone con infezione confermata da Monkeypox virus, fanno sapere che la trasmissione può avvenire tramite goccioline di saliva o contatto con lesioni o liquidi biologici infetti. Occorre quindi fare attenzione ai contatti più stretti e intimi.

Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss) al riguardo ha dichiarato all’Ansa:

Attualmente la situazione è sotto controllo e in questo momento in Italia non abbiamo una situazione di allerta in relazione ai casi segnalati di vaiolo delle scimmie.

Raccomandiamo però prudenza nei contatti stretti o sessuali che presuppongano uno scambio di fluidi corporei, soprattutto se sono presenti lesioni cutanee o sintomi febbrili.

Vaiolo delle scimmie: il vaccino esistente può funzionare

Il vaiolo delle scimmie è una malattia autolimitante che guarisce nel giro di poche settimane, come ha specificato l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Possono tuttavia emergere dei casi gravi con una percentuale, che varia dall’1 al 10%, di mortalità. Si potrebbe prevenire questo rischio con un vaccino, che in realtà già esiste. Si tratta del vaccino originale contro il vaiolo umano, efficace, secondo l’OMS, all’85% nel prevenire il vaiolo delle scimmie.

La prossima settimana il laboratorio di Virologia dello Spallanzani si occuperà di isolare il virus che ha colpito i tre uomini e si eseguiranno una serie di indagini per confrontare l’isolato Virale con il sangue di coloro che hanno ricevuto, entro il 1981, il vaccino contro il vaiolo che in seguito è stato abrogato.

Da qui si potrà capire se i vaccinati hanno gli anticorpi per rispondere all’attuale virus del vaiolo delle scimmie.

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Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

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