Si è spento nella notte tra il 23 e il 24 marzo, a 91 anni, Gino Paoli, lasciando una cospicua eredità musicale ma non solo. Il patrimonio, infatti, secondo quanto riporta Il Messaggero, consta dei numerosi ricavi ottenuti grazie ai diritti d’autore e all’utilizzo delle canzoni dell’autore, che hanno continuato a essere ascoltate nel tempo.
Vanno aggiunti, poi, lo stipendio da ex parlamentare e quello di presidente della SIAE, ruolo svolto da Paoli dal 2013 al 2015. Infine, si uniscono le proprietà immobiliari, soprattutto in Liguria, che hanno fatto da scenario a numerosi momenti della vita privata del cantautore.
Il patrimonio, dunque, verrà diviso sicuramente tra l’ultima moglie, Paola Penzo, e i quattro figli, eredi legittimi. L’autore aveva anche quattro nipoti. Maggiori informazioni saranno date se dovesse essere reso pubblico il suo testamento, ma quasi sicuramente le persone sopracitate rientreranno nella lista degli eredi.
A chi andrà l’eredità di Gino Paoli?
La vita privata di Gino Paoli è stata caratterizzata da due matrimoni, una serie di relazioni note e dalla nascita di cinque figli. Come fa sapere Il Messaggero, nel 1954 il cantautore ha incontrato Anna Fabbri, con la quale tre anni più tardi è convolato a nozze. Il matrimonio è durato fino al 1970, quindi la donna si può escludere dalla lista degli eredi.
Dalla loro unione è nato Giovanni, morto il 7 marzo 2025 a 60 anni, a causa di un infarto. Tra gli eredi rientra anche Amanda Sandrelli, nata dall’unione di Paoli con l’attrice Stefania, con cui però non convolò mai a nozze. Con la seconda moglie Paola Penzo, autrice di alcuni brani del cantautore, invece, Paoli ha avuto altri tre figli, tutti partecipanti all’eredità.
L’artista aveva, poi, quattro nipoti, ovvero Olivia, figlia di Giovanni, Rocco e Francisco, figli di Amanda, e Leone, figlio di Nicolò. Alla luce di ciò, si può dedurre che rientrano negli aventi diritto a parte del patrimonio di Paoli i quattro figli e l’ultima moglie, Penzo.
Non si sa, al contrario, il ruolo di eventuali fratelli o sorelle del cantautore, ma bisogna sottolineare che deve essere ancora reso noto il testamento. Coloro che sono stati citati, invece, rientrano di diritto, perché eredi legittimi di Gino Paoli. Per quanto riguarda Giovanni, defunto, infine, subentra il figlio di quest’ultimo, ossia il nipote dell’artista.
Leggi anche: Chi era Giovanni Paoli, giornalista e figlio del cantautore Gino
Patrimonio di Gino Paoli

Una volta appurati gli eredi, per lo meno quelli legittimi, di Gino Paoli, ci si chiede a quanto ammonti e come verrà ripartito il suo patrimonio. Sulla somma si possono fare delle stime, come riporta Il Messaggero, prendendo in considerazione i significativi redditi generati dai diritti d’autore. Le sue canzoni, infatti continuano a essere ascoltate anche a distanza di anni.
Dunque, va considerato che per “l’alta rotazione in radio” il compenso è tra i 50 e gli 80mila euro, per lo streaming tra i 150 e 200 mila euro, ogni 50 milioni di stream. Invece 500mila utilizzi sui social arrivano a fatturare tra i 5mila e i 10mila euro. La pubblicità su Google, infine, genera tra i 30 e i 60mila euro. Secondo quanto stimato da RDS si arriverebbe a circa 230mila euro all’anno, da dividere tra editore e casa discografica.
A ciò vanno aggiunte delle attività extra svolte da Gino Paoli, quali l’attività politica, che gli comportava una pensione da ex parlamentare di 1.088 euro lordi, e il ruolo di presidente della SIAE svolto dal 2013 al 2015, per cui l’artista ha maturato, nei tre anni, 61.290 euro, 125.000 euro e 56.279 euro. Rispetto agli immobili, il cantautore possedeva diverse case, soprattutto in Liguria, nelle zone di Nervi e Quinto al Mare.
Il patrimonio, quindi, come sarà diviso? Per legge, all’ultima moglie, Paola Penzo, spetta un terzo dell’eredità, mentre ai quattro figli i restanti due terzi, da dividere in parti eguali. Questo è ciò che prevede il codice civile nel caso in cui non ci sia un testamento, il quale potrebbe cambiare la divisione dei beni, ma non togliere una parte delle persone menzionate. In questi casi, infatti, si parla di “quota di legittimità”.
Leggi anche: Addio a Gino Paoli: dall’amore senza fine con Ornella Vanoni all’oblio musicale e al ritorno sulle scene

