Si è svolta ieri, 6 maggio, la cerimonia di consegna dei David di Donatello. Nella 71esima edizione a trionfare è stato il film Le città di pianura, diretto da Francesco Sossai e Adriano Candiago, che ha portato a casa ben otto statuette.
Bene anche Le assaggiatrici di Silvio Soldini, con tre riconoscimenti, e Primavera di Damiano Michieletto, a cui sono stati consegnati quattro David, tutti tecnici. A condurre la serata, in diretta su Rai 1, come riporta Ansa, sono stati Bianca Balti e Flavio Insinna, che hanno gestito un’edizione segnata da tematiche importanti.
Da un lato, infatti, la situazione in cui versa attualmente il cinema, il quale sta attraversando un momento di crisi dovuto alla sua politica industriale, dall’altro il contesto geopolitico del mondo, minacciato da guerre e distruzione. Il fulcro della serata, dunque, è stato il ritorno all’umanità.
David 2026, il trionfo de Le città di pianura

Protagonista indiscusso della 71esima edizione dei David di Donatello è stato, sicuramente, il film di Francesco Sossai e Adriano Candiago, Le città di pianura, che ha vinto i premi come miglior film, regia, sceneggiatura originale, canzone, montaggio, produttore, casting, Sergio Romano decretato miglior attore protagonista.
Grande sorpresa anche per Le assaggiatrici di Silvio Soldini, che ha ricevuto il premio come miglior sceneggiatura non originale, miglior trucco con Esmè Sciaroni e il David giovani. Primavera di Damiano Michieletto, invece, ha portato a casa quattro statuette, per miglior acconciatura, costumi, suono e compositore, quale Massimo Capogrosso.
Tra le novità cinematografiche ha trionfato, poi, Gioia Mia di Margherita Spampinato, il racconto delle vicende di un bambino moderno e della zia rigida, il quale ha trionfato in qualità di miglior esordio alla regia, e miglior attrice protagonista, David andato ad Aurora Quattrocchi. Infine, tre premi a La città proibita di Gabriele Mainetti, per miglior scenografia, fotografia ed effetti visivi. Di seguito l’elenco completo dei premi, riportato da Ansa:
- Miglior film, Le città di pianura di Francesco Sossai
- Miglior attore protagonista, Sergio Romano per Le città di pianura
- Premio alla carriera, Gianni Amelio
- Premio Speciale Cinecittà, Vittorio Storaro
- Miglior regia, Francesco Sossai per Le città di pianura
- Miglior attrice protagonista, Aurora Quattrocchi per Gioia Mia
- Premio dello Spettatore, Checco Zalone per Buen Camino
- Migliore attrice non protagonista, Matilda De Angelis per Fuori
- Migliore sceneggiatura originale, Francesco Sossai e Adriano Candiago per Le città di pianura
- Miglior scenografia, Andrea Castorina per La città proibita
- Miglior arredamento, Marco Martucci per La città proibita
- Miglior attore non protagonista, Lino Musella per Nonostante
- Migliore sceneggiatura non originale, Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia per Le Assaggiatrici
- Miglior autore della fotografia, Paolo Carnera per La città proibita
- Miglior esordio alla regia, Margherita Spampinato per Gioia Mia
- Miglior compositore, Fabio Massimo Capogrosso per Primavera
- Miglior trucco, Esmé Sciaroni per Le assaggiatrici
- Premio David Giovani, Le Assaggiatrici
- Migliore acconciatura, Marta Iacoponi per Primavera
- Miglior canzone originale, Ti, musica e testi di Krano, per Le città di pianura
- Miglior costumi, Maria Rita Barbera e Gaia Calderone per Primavera
- David ai costumi, Giorgio Armani i cui abiti sono stati indossati da molti dei presenti alla cerimonia
- Miglior Film Internazionale, Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
- Miglior documentario, Everyday in Gaza di Omar Rammal
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L’aspetto sociale dei David
La serata di premiazione dei David, condotta da Bianca Balti e Flavio Insinna, ha dato la possibilità di accendere i riflettori su questioni sociali e politiche attuali. Prima fra tutte la situazione di crisi che sta vivendo il cinema, tema su cui si è espressa Aurora Quattrocchi che, dopo aver ricevuto il premio come miglior attrice protagonista, ha dichiarato:
Io mi auguro che il cinema possa avere sempre, sempre, sempre di più successo, meraviglia e fantasia e gioia…
E gioia mia non deve finire mai.
E che riaprano le sale cinematografiche grandi come questa, non se ne può più di quelle salette micragnose dove il film non viene visto.
Si è aggiunta a questo commento anche Valeria Golino, candidata come miglior attrice protagonista, per Fuori, e come non protagonista, per Breve storia d’amore, la quale ha dichiarato ai microfoni di Ansa:
Spero che sul cinema italiano possa esserci una discussione seria.
Ci sono tante emergenze, ieri c’è stato l’incontro al Quirinale.
Spero che alcune delle cose dette siano anche di buon auspicio e diventino promesse mantenute.
Stasera non voglio mettermi a fare polemiche, però spero che questo possa essere l’inizio di un momento in cui le cose vengono veramente discusse seriamente, senza scontri ideologici, in maniera positiva sia per l’industria sia per le istituzioni.
Matthew Modine, invece: “Non c’è Italia senza cinema. Il cinema italiano fa film per farci ricordare a tutti cos’è davvero essere umani“. L’attenzione si è spostata anche sul quadro internazionale attuale, come si è potuto notare nelle parole di Matilda De Angelis, miglior attrice non protagonista per Fuori: “Goliarda Sapienza ci ricorda la nostra responsabilità di riportare il cinema ad essere, onesto, pulito, limpido, politico, sociale“.
A sancire questo concetto è stato il trionfo di Everyday in Gaza di Omar Rammal, premiato come miglior documentario. Il regista, quindi, ha dichiarato: “Ho voluto raccontare la quotidianità delle persone che cercano di sopravvivere tra le macerie di Gaza“.
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