Ambra Angiolini, la bulimia e la potenza della maternità: “Mia figlia mi ha aiutata da dentro”

Ambra Angiolini ripercorre i momenti salienti della sua carriera, dagli esordi al rapporto complicato con la notorietà. Parlando della bulimia, l'attrice ha sottolineato il ruolo salvifico della figlia Jolanda.

Giorgia Fazio
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Ambra Angiolini, protagonista di Stories, il ciclo di interviste dedicate ai personaggi dello spettacolo in onda su SkyTg24, ha raccontato del suo percorso di vita, segnato dagli esordi in televisione, dalla bulimia e poi dalla rinascita, grazie alla sua prima gravidanza.

L’attrice, infatti, ritrova in Jolanda una figura salvifica, che lei stessa definisce un architetto degli interni. Credo che abbia trovato il terremoto dentro di me e che abbia iniziato ad aiutarmi da dentro.

Una strada fatta di consapevolezza e cambio di visione e sensazioni, che ha portato Ambra a diventare la donna che è oggi. Ecco cosa ha raccontato l’attrice durante l’intervista, ripresa da Il Fatto Quotidiano.

La parte più intima di Ambra Angiolini

Ambra Angiolini si è lasciata andare a una serie di dichiarazioni personali nel ciclo di interviste di SkyTg24, Stories. Nello specifico, la puntata a lei dedicata ha come titolo Ambra Angiolini – Amarsi un po’, un racconto intimo e profondo che abbraccia tutta la vita artistica dell’attrice, toccando anche i momenti bui del suo percorso, ripresi da Il Fatto Quotidiano.

Durante l’intervista, Ambra ha ripercorso le sue origini, papà operaio e mamma che lavorava insieme a lui, una famiglia umile e responsabile, che le ha insegnato a darsi da fare in ogni momento. Poi il successo con Non è la Rai e il brano T’appartengo. Per una ragazzina, però, la notorietà non è detto che rappresenti il mondo dei sogni.

Ecco, allora, il difficile rapporto con la fama:Quando la televisione ha iniziato a tirare fuori la versione peggiore di me, ho capito che non stavo più bene e che non volevo mostrare quella parte. Non mi sembrava onesto. La vita di Ambra Angiolini, come lei stessa ha affermato durante l’intervista a SkyTg24, è stata spesso segnata da ferite emotive, con cui bisogna imparare a convivere e a metabolizzare:

Non si rimettono a posto: si lasciano così e ci si costruisce sopra, restando sé stessi anche quando si va in pezzi. 

Tu non sei le ferite che ti hanno inflitto o quelle che ti sei provocata. 

Devi capire che il tuo vero modo di esistere non riguarda ciò di cui ti sei ammalata o ciò che ti ha distrutto.

Quello è qualcosa che hai superato o che supererai, ma non definisce chi sei.

Tu sei altro.

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La rinascita di Ambra Angiolini

Ambra Angiolini e la figlia Jolanda Renga

Partendo da questa consapevolezza, Ambra Angiolini ha deciso di iniziare un percorso per ritrovare se stessa. Nell’intervista ripresa da Il Fatto Quotidiano, l’attrice ha dichiarato: Dovevo riappropriarmi del mio nome, farlo diventare il mio marchio e non quello costruito ad arte. Per dieci lunghi anni ho fatto diversi tentativi: alcuni terribili, altri invece andati a buon fine. Tra gli incontri decisivi della sua carriera c’è quello con Ferzan Ozpetek, nel film Saturno Contro:

Ferzan mi ha restituito la parte con cui ancora oggi lavoro, quella dell’emotività e della fragilità.

Mi ha spiegato quanto fossi diversa da ciò che si vedeva e quanto quella diversità, che io cercavo di combattere, potesse diventare il mio nuovo modo di comunicare.

Mi sono fidata di lui.

Ho fatto questo film per Ferzan.

Mi aveva fatto scoprire che andavo bene così.

Ho sempre pensato di non essere abbastanza in tutte le cose che ho fatto nella mia vita.

Uno dei passaggi più intensi dell’intervista è dedicato alla bulimia, affrontata dall’attrice in passato. Ambra, quindi, ha spiegato come il percorso di guarigione sia passato attraverso il sentirsi accolti e sostenuti. Proprio questa sensazione le ha fatto ritrovare un rapporto sano con il cibo, non più inteso come un nemico:

Si guarisce quando si ha la sensazione che nessuno ti lascerà sola a causa di questa malattia.

È una malattia e nessuno di noi sceglie di ammalarsi, ma tutti vorremmo guarire.

A un certo punto ho smesso di avere paura del cibo e a dirmi: non succederà niente.

Domani sarai sempre la stessa persona.

A essere incisiva nella strada verso la guarigione è stata la maternità. La gravidanza e la nascita della figlia Jolanda hanno portato Ambra a vivere un nuovo rapporto con il proprio corpo, diventato luogo d’amore:

L’incontro è stato incredibile.

Pensavo che la mia pancia non potesse ospitare altro se non del cibo da rimettere.

Lei è stata un architetto degli interni.

Credo che abbia trovato il terremoto dentro di me e che abbia iniziato ad aiutarmi da dentro.

Me la sono sempre immaginata mentre metteva a posto tutto: gli organi, ogni cosa.

Quando è nata avevo un loft di lusso.

La ringrazierò tutta la vita.

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