La guerra di tutti: ecco come possiamo supportare l’Ucraina

Le giuste fonti estere da seguire, le associazioni a cui donare un contributo economico e le piazze mondiali dove si protesta. Tutto quello che c'è da sapere per supportare l'Ucraina.

Tommaso Panza
Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.
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Supportare l’Ucraina è possibile. Mentre le forze russe sono entrate in Russia e da due giorni provano a prendere Kiev, migliaia di persone sono in fuga verso le vicine Polonia, Romania, Ungheria e Slovacchia. Save the Children ha provato a fornire il primo bilancio sul numero di sfollati dopo 4 giorni.

Sarebbero infatti 600mila le famiglie in una situazione estrema allo stato attuale. L’Europa resta impotente a guardare, imponendo pesanti sanzioni insieme all’alleanza nazionale verso la Russia e i suoi oligarchi con tanto di esclusione da Swift per la Banca centrale russa e altri importanti istituti di credito nazionali.

Ieri è arrivato il primo bollettino che stila il resoconto delle perdite civili dall’inizio dell’attacco russo: il Ministero della salute ucraino ha dichiarato che 352 civili, inclusi 14 bambini, sono stati uccisi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Ha anche affermato che 1.684 persone, inclusi 116 bambini, sono state ferite dall’inizio degli scontri.

Supportare l’Ucraina: ognuno di noi può fare la sua parte

Supportare l'Ucraina: ognuno di noi può fare la sua parte

In Italia, come nel resto del mondo, centinaia di cittadini sono scesi in piazza per chiedere la pace, i sindaci di molte città hanno illuminato i monumenti simbolo con i colori della bandiera ucraina. Il senso di frustrazione nell’essere impotenti davanti a una simile tragedia umana è ovviamente grande, tutti vorremmo poter dare il nostro contributo.

Tutti allo scorrere delle immagine che testimoniano la crisi umanitaria che ha investito i cittadini ucraina si chiedono cosa si possa concretamente fare per il Paese, per quella “terra di mezzo”, che rischia di scomparire dall’atlante geografico schiacciata dal peso dell’invasore russo

Supportare l’Ucraina: capire l’importanza dell’informazione

Per supportare concretamente l’ucraina il primo step necessario è informarsi correttamente e sostenere il giornalismo indipendente estero, in questo caso lo stesso giornalismo nazionale che fa di tutto per documentare in presa diretta l’evoluzione del conflitto.

Tra le testate più attive in questo senso sono da segnalare il Kyiv Independent, giornale in lingua inglese che aggiorna in tempo reali sulle condizioni economiche, politiche e sociali del Paese e il New Voice of Ukraine, risorsa di notizie in lingua inglese indipendente dell’Ucraina, che fornisce una copertura di tutti gli avvenimenti, analisi e notizie flash.

Infine da riportare il Kyiv Post, quest’ultimo non è un giornale indipendente, ma ha un canale preferenziale con le ultime notizie provenienti direttamente dagli uffici governativi e nazionali, per quando adesso le comunicazioni siano ridotte.

Gli ucraini hanno messo insieme un elenco di organizzazioni a cui è possibile far pervenire il proprio contributo economico a favore delle persone più colpite dalla crisi. Queste organizzazioni includono:

Supportare l’Ucraina: le principali associazioni sul territorio a cui fare donazioni

Da due giorni il governo ucraina ha incominciato un
Crowdfunding accettando anche le cripto valute,
in meno di 48ore sono stati raccolti oltre 8 milioni di dollari. In questo momento sono tante le associazioni umanitarie locali e non che si stanno mobilitando per supportare l’Ucraina e il suo popolo. E’ proprio a queste che possiamo fare delle donazioni dando così il nostro contributo diretto:

  • United Help Ukraine riceve e distribuisce donazioni, cibo e forniture mediche agli sfollati interni ucraini, a chiunque sia colpito dal conflitto e alle famiglie dei soldati feriti o uccisi.
  • Nova Ukraine: un’organizzazione no-profit con sede in Ucraina, offre ai cittadini di tutto, dagli alimenti per l’infanzia e prodotti per l’igiene, ai vestiti e alle forniture per la casa.
  • International Medical Corps: è in prima linea e pronto ad aiutare i cittadini con servizi di assistenza sanitaria di emergenza, nonché salute mentale e supporto psicologico.
  • CARE International: sta rispondendo alla crisi fornendo agli ucraini bisognosi cibo, kit di igiene, servizi di supporto psicologico, accesso all’acqua e accesso al contante.
  • L’UNICEF Ucraina: sta riparando le scuole danneggiate dai bombardamenti e fornendo una risposta di emergenza ai bambini colpiti dal conflitto.
  • Caritas Ambrosiana: l’associazione della Caritas Ambrosiana si è attivata nella raccolta fondi per la fornitura di beni di prima necessità a favore dei profughi ucraini. Con la causale “Conflitto in Ucraina” si può donare un’offerta.
  • Come back alive: La fondazione no-profit con sede a Kiev, Come Back Alive, è il principale ente di beneficenza ucraino che, dal 2014, sostiene varie spese, tra cui, l’acquisto di alimenti e kit medici di primo soccorso per le operazioni militari nel Donbass.

Supportare L’Ucraina: il mondo si è unito in un grande coro di protesta

Per chi voglia materialmente fare di più, lanciando un messaggio di pace per supportare l’Ucraina, può unirsi alle proteste che in queste ore stanno animando le piazze di tutto il mondo. Da Londra a New York, da Roma a Parigi, da Tokyo a Canberra, tutte le iniziative per supportare l’Ucraina organizzate in segno di solidarietà si possono facilmente trovare su standwithUkraine“:

Le persone unite non saranno mai sconfitte! Trova la dimostrazione più vicina e mostra il tuo supporto. Chi è sotto attacco ha bisogno del nostro sostegno e della nostra solidarietà. Per tutti noi, questo è il momento di alzarsi.

In Italia le prossime manifestazioni per supportare l’Ucraina si terranno questo pomeriggio alle 18.30 in Piazza della Loggia a Brescia e alle 11.00 a Roma in Piazza San Giovanni in Laterano.

Leggi anche: La donna ucraina che ha portato oltre confine i figli di uno sconosciuto: “Si è fidato di me”

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