Paolo Ceriani a Stoccolma dopo la morte della madre: “Studio una cura per il tumore”

Paolo Ceriani è stato ammesso alla prestigiosa università di Stoccolma per condurre una ricerca sulle cellule tumorali ovariche. Lo studio nasce dopo la scomparsa della madre proprio per questo motivo.

Giorgia Fazio
Giorgia Fazio
Estremamente curiosa di questioni attuali, diritti umani e ambiente. Nel tempo libero legge testi di filosofia orientale. Se non c’è differenza non c’è relazione” è il suo mantra.
spot_img

Paolo Ceriani è volato fino a Stoccolma per studiare Biomedicina al Karolinska Institutet. Il campo di ricerca su cui si sta concentrando il giovane è quello delle cellule “Natural killer” del sistema immunitario, per aumentare la loro attività nel tempo e renderle efficaci contro quelle tumorali.

Ceriani ha deciso di dedicarsi a tale approfondimento dopo la scomparsa della madre nel 2021, a causa di un tumore ovarico: “È la mia stella polare, ho scelto il cancro ovarico come ambito di ricerca proprio per questo motivo“.

Si tratta di una grande opportunità di prestigio per il 26enne, in quanto ha la possibilità di studiare nell’Università in cui, ogni anno, si riunisce la commissione che assegna il Nobel per la Medicina. Conosciamo meglio il progetto di Paolo Ceriani.

Paolo Ceriani ricercatore a Stoccolma

Paolo Ceriani, 26enne di Barzio, in provincia di Lecco, come riporta La Repubblica, è uno dei 50 ammessi, degli 800 candidati, al Karolinska Institutet di Stoccolma. Il giovane frequenta attualmente il secondo anno di laurea magistrale in Biomedicina, dopo la triennale in Biologia presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca.

Nella classe della prestigiosa università svedese, dove ogni anno si riunisce la commissione che assegna il Premio Nobel per la Medicina, il giovane lecchese condivide la classe con studenti provenienti da 23 Paesi diversi. La Repubblica riporta le emozioni del 26enne al momento dell’ammissione:

Quando ho ricevuto la conferma di ammissione, il 27 marzo del 2024, il mio pensiero è subito andato alla mamma, che se n’era andata il 26 aprile del 2021.

Oggi lei è la mia stella polare, ho scelto il cancro ovarico come ambito di ricerca proprio per questo motivo.

Per noi la medicina è una sorta di affare di famiglia: mio papà Ettore, che io non ho mai conosciuto perché un’emorragia cerebrale se l’è portato via quando avevo appena sei mesi, era un medico ed è stato tra i fondatori dell’Areu di Lecco, nonché il capo della sezione medica di Amnesty International Italia e mamma lavorava per l’Ats, in ambito amministrativo.

E ho anche molti altri parenti medici.

Leggi anche: Leonardo ad Harvard per trovare una cura all’Alzheimer: “Aiuterò mia mamma”

La ricerca di Paolo Ceriani

La ricerca di Paolo Ceriani si concentra, nello specifico, sullo studio del tumore ovarico, lo stesso che nel 2021 gli ha portato via la mamma. Proprio per questo, il 26enne ha una “stella polare” che lo guida nella ricerca:

In particolare sulle cellule “Natural killer” del nostro sistema immunitario, per aumentare la loro attività nel tempo e renderle efficaci contro le cellule tumorali.

La mia storia personale mi aiuta molto nel lavoro quotidiano: in laboratorio abbiamo a che fare con i dati, ma l’esperienza che ho vissuto durante la malattia di mamma mi aiuta a ricordare che dietro a quei numeri ci sono persone, famiglie e credo che questo sia importantissimo.

Dopo la laurea in Biomedica il prossimo giugno, il giovane intende rimanere a Stoccolma per il dottorato, di quattro anni. Il ritorno in Italia, quindi, non è escluso ma neanche imminente:

Nel nostro Paese abbiamo tante eccellenze in ambito scientifico, che però spesso devono spostarsi all’estero perché altrove la ricerca riceve più finanziamenti e le retribuzioni per chi lavora in quest’ambito sono decisamente migliori.

Qui in Svezia le persone hanno davvero fiducia nella scienza.

E poi la vita quotidiana per chi arriva dall’estero è più semplice perché tutti, in università e in città, parlano perfettamente l’inglese.

Da noi se non sai l’italiano fatichi molto a integrarti e la nostra lingua non è così semplice, il che scoraggia i ricercatori stranieri.

Nella vita di Ceriani, però, non c’è solo la ricerca, ma anche la piattaforma Onkologik.com, finalizzata alla divulgazione scientifica e nata il 30 marzo 2023, giorno del compleanno della mamma del giovane.

Una sorta di regalo per la donna, sicuramente un utile dono per chi desidera comprendere concetti complessi, spiegati con termini semplici ma autorevoli. La Repubblica ha riportato il punto di vista del ragazzo:

Conoscere serve a capire.

La scienza non è democratica, le cose vanno in un certo modo e bisogna semplicemente accettarlo, ma capire il perché può aiutare.

Voglio far conoscere la mia storia a quante più persone possibili, a cominciare dai giovani, non per autocelebrarmi o propormi come modello, ma per incoraggiare i miei coetanei a non rinunciare ai loro sogni, indipendentemente da quali siano.

Io sono credente e ho accettato quello che mi è successo: va bene, se può servire a un bene più grande.

E mi impegno tutti i giorni per questo.

Leggi anche: Doppio trapianto, mamma salva la figlia donandole parte di fegato: “È il primo caso in Italia”

spot_img

Correlati

Chi era Valeria Fedeli, ex ministra dell’Istruzione: l’impegno politico e femminista

Si è spenta a 76 anni Valeria Fedeli, ex parlamentare e ministra dell'Istruzione sotto...

Chef stellati cucinano per la Caritas: “Un segno di vera responsabilità sociale”

Si chiama "A cena con..." il progetto che vede sei chef stellati impegnati una...

Il miliardario che ha scelto di morire povero: l’incredibile storia di Chuck Feeney

Tra i più grandi miliardari della storia, la figura di Chuck Feeney rappresenta una...
Giorgia Fazio
Giorgia Fazio
Estremamente curiosa di questioni attuali, diritti umani e ambiente. Nel tempo libero legge testi di filosofia orientale. Se non c’è differenza non c’è relazione” è il suo mantra.
spot_img