Anche i gatti possono essere inseriti in programmi di pet therapy con numerosi benefici per i pazienti tra cui il miglioramento del benessere psicofisico e la riduzione dello stress e ansia.
A questo proposito lo studio pubblicato su “Nature”, Behavioural Profile Differences Between Cats in Animal-Assisted Services (AAS) and Non-AAS Cats Using the Fe-BARQ in Flanders e condotto da Patricia Pendry dell’Università dello Stato di Washington in collaborazione con ricercatori belgi, ha rivelato che alcuni gatti sono particolarmente adatti a questa interazione indipendentemente dalla loro razza.
Molti, inoltre, si sono dimostrati molto socievoli con gli esseri umani, non hanno avuto difficoltà a essere presi in braccio e, a differenza dei cani sempre impiegati nella pet therapy, non hanno bisogno di un addestramento.
In Europa, in particolare in Belgio, sono già stati avviati dei programmi di Cat Therapy mentre in Italia l’iniziativa più nota è quella promossa dall’associazione Frida Friend’s e Fondazione Royal Canin negli ospedali Niguarda e Fatebenefratelli di Milano.
Come riporta “Il Giorno”, questo progetto portato avanti da un’équipe multidisciplinare costituita da veterinaria, psicologa, coadiutore e referente, ha raggiunto un notevole risultato: la Cat Therapy ha migliorato la vita di oltre 5.000 pazienti pediatrici tra i 6 mesi e i 18 anni con oltre 195 sedute a partire dal 2023.
L’obiettivo di questo progetto, infatti, è proprio questo, come racconta la Fondazione Royal Canin a “Il Giorno”: “Il progetto è uno tra i primi ad avere i gatti protagonisti di attività di pet therapy e nasce con l’obiettivo di contribuire nel percorso di guarigione dei piccoli pazienti dei reparti di pediatria attraverso l’impatto positivo che i gatti possono avere sulle persone”.
Come si svolge la Cat Therapy negli ospedali milanesi

Negli ospedali Niguarda e Fatebenefratelli di Milano la Cat Therapy si svolge in due modalità, come sostengono gli organizzatori del progetto su “Il Giorno”:
La prima in una dedicata sala d’attesa, dove bambini e ragazzi in attesa di visite o in day hospital possono interagire con i mici, la seconda in corsia.
In questo secondo caso, la terapia viene portata direttamente ai pazienti ricoverati, permettendo non solo di interagire, ma di costruire una relazione anche di lungo periodo tra giovani pazienti e gatti, creando così benefici duraturi nel tempo.
I benefici della Cat Therapy
La Cat Therapy aiuta in particolare piccoli pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare e cognitivi, autismo e ipovisione. E sono numerosi i benefici riscontrati, come afferma la Fondazione Royal Canin a “Il Giorno”:
Nei reparti ospedalieri, nelle scuole, nelle case di riposo e persino nelle zone colpite da calamità, questi animali offrono conforto, supporto terapeutico, rafforzano i legami sociali e, in alcuni casi, arrivano persino a salvare vite umane.
L’interazione con i gatti ha favorito il miglioramento dell’autostima, della socializzazione, della concentrazione e della serenità, offrendo esperienze positive anche in momenti di grande fragilità.
In un’epoca in cui la società si trova ad affrontare un aumento dei disturbi legati allo stress, alla depressione e a sfide ambientali senza precedenti, cani e gatti emergono come alleati fondamentali della salute e della resilienza umana.
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