Crans-Montana, Eleonora dimessa dall’ospedale: “Grazie di cuore a tutti, non sono sola”

Eleonora Palmieri, dopo il rogo di Crans-Montana in cui è rimasta ferita, è stata dimessa dal Centro Grandi Ustionati di Cesena. Ad attenderla è un percorso lungo, fatto di medicazioni e psicoterapia, ma la giovane sa di avere accanto persone fidate, con cui condividere questo cammino intenso.

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Eleonora Palmieri, tra i feriti del rogo di Crans-Montana, è stata dimessa dall’ospedale Bufalini di Cesena, dove era ricoverata per le ustioni riportate. Consapevole che il percorso di guarigione è ancora lungo, la 29enne riminese ha condiviso alcuni pensieri su ciò che la aspetta.

Come riporta Repubblica, il Centro Grandi Ustionati della struttura diventerà un luogo frequentato abitualmente dalla giovane, che dovrà recarcisi per le medicazioni e la fisioterapia. La parte più complessa della strada da percorrere, però, riguarderà la sfera psicologica.

La stessa Eleonora ha raccontato, in una nota condivisa dall’Ausl: “Il percorso non si esaurisce con la fine del ricovero; è una strada che per me durerà almeno un paio d’anni. Le sequele si protraggono per mesi, perché le cicatrici sono ‘vive’, si sviluppano e si modificano nel tempo“. Un cammino che la veterinaria sa per certo non dovrà affrontare da sola.

Il percorso di Eleonora dopo Crans-Montana

Era da poco iniziato il nuovo anno quando la vita di Eleonora Palmieri, così come quella di numerosi altri ragazzi, è cambiata completamente. Il bilancio del rogo nel ristorante La Constellation, nella località svizzera di Crans-Montana, è stato di 40 vittime e 119 feriti, tutti giovanissimi.

Tra coloro che si sono salvati dalle fiamme c’è proprio Eleonora, veterinaria 29enne di Rimini, la quale ha riportato ustioni al volto e, le più profonde, alle mani. La giovane, dapprima ricoverata presso l’ospedale di Sion, poi il Niguarda di Milano e, infine, il Bufalini di Cesena, è stata dimessa ieri, 29 gennaio dal Centro Grandi Ustioni della struttura romagnola.

Come riporta Repubblica, Eleonora adesso sta bene, ma è cosciente del fatto che il percorso di guarigione sarà lungo e complesso da affrontare, soprattutto dal punto di vista psicologico. Dall’altra parte, però, la 29enne sa di non essere sola nell’attraversare tutto ciò:

Si conclude oggi la mia degenza presso l’ospedale Bufalini di Cesena, ma il mio legame con questo centro non si spezza: ci tornerò spesso per le medicazioni e i controlli necessari.

Sento il bisogno profondo di ringraziare di cuore il Centro Grandi Ustionati, che in questi giorni mi ha seguito con dedizione ed eccellenza, collaborando costantemente con il Niguarda di Milano, che mi ha precedentemente assistito in modo impeccabile.

Ad oggi gran parte delle ustioni di secondo grado sono in fase di guarigione.

Per quanto riguarda la mano destra, dove è stato effettuato l’innesto di pelle, lo scoglio chirurgico più grande è alle spalle.

Tuttavia, ora la sfida cambia volto: mi aspettano la fisioterapia, medicazioni costanti e un importante lavoro sulla parte psicologica.

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Il lato psicologico del percorso

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La parte più difficile da affrontare, quindi, per Eleonora Palmieri, sarà superare il trauma provocato dal ricordo di quella sera a Crans-Montana e tutto ciò che ne è scaturito in seguito. Proprio a tal proposito, la 29enne ha sottolineato l’importanza di avere accanto persone fidate, che non la facciano sentire mai sola. Ecco le sue parole, riprese da Repubblica:

Forse molti non sanno che le ustioni sono traumi profondamente diversi dagli altri.

Il percorso non si esaurisce con la fine del ricovero; è una strada che per me durerà almeno un paio d’anni.

Le sequele si protraggono per mesi, perché le cicatrici sono ‘vive’, si sviluppano e si modificano nel tempo.

Inizia ora una fase di ricostruzione lunga e paziente.

Grazie a chi ha curato le mie ferite e a chi continua a sostenermi con il proprio affetto: sapere di non essere sola in questo lungo viaggio è la mia forza più grande.

Nel frattempo, durante il ricovero, c’è stata l’opportunità di stringere legami che, in un contesto così delicato, sono fondamentali. Eleonora, infatti, come riporta Il Resto del Carlino, ha potuto condividere il suo percorso con il piccolo Jacopo, che da tempo sta lottando contro le ustioni provocate da un incidente domestico. Il bambino , sui social, ha quindi condiviso una foto con la 29enne e il seguente messaggio:

Nei momenti difficili possono nascere belle amicizie che aiutano a rendere tutto meno duro.

Eleonora siamo su una di quelle giostre che fa paura ma abbiamo la certezza che i giri presto finiscono e la paura sarà solo un ricordo.

Grazie per il sostegno che ci siamo dati in questi giorni.

Ti voglio bene.

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Eleonora torna a casa dopo Crans-Montana

Ad annunciare in primo luogo le dimissioni di Eleonora Palmieri dal Centro Grandi Ustionati Romagna dell’ospedale Bufalini di Cesena è stata l’Ausl, che in una nota ha rassicurato: Le sue condizioni di salute sono buone”.

In seguito alla diffusione della notizia, tra i primi a esprimere gioia è stato il Comune di San Giovanni in Marignano, di cui la 29enne è originaria, che ha condiviso il seguente messaggio: Felici Eleonora che tu sia tornata dalla tua Famiglia e dalla tua Comunità!“.

Si è aggiunto poi il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che ha mostrato grande entusiasmo per le dimissioni di Eleonora e ha ringraziato il personale sanitario che ha reso possibile la guarigione della ragazza:

Bentornata a casa a Eleonora Palmieri, le sue dimissioni dall’ospedale sono una bellissima notizia per tutta la comunità dell’Emilia-Romagna.

Grazie a tutto il personale del Bufalini, che ha proseguito il percorso di cure iniziato al Niguarda di Milano nei giorni immediatamente successivi alla tragedia: la specializzazione di questa struttura e la presenza di una delle poche banche della pelle d’Italia proprio in Romagna hanno dimostrato ancora una volta il livello di eccellenza della sanità emiliano-romagnola.

Ora inizia una nuova sfida, un percorso verso il recupero completo che Eleonora Palmieri non percorrerà da sola, ma con l’affetto di tutta l’Emilia-Romagna.

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