Si è spento a 69 anni Evaristo Beccalossi, storico numero 10 dell’Inter, con cui ha vinto lo scudetto nel 1980 e una Coppa Italia, nella stagione successiva. L’ex calciatore era stato colpito da un’emorragia cerebrale nel 2025, a cui era seguito un lungo periodo di coma. Da quel momento le sue condizioni di salute si sono incrinate.
Il decesso è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì, presso la clinica Poliambulanza a Brescia, dove era ricoverato. A celebrare l’ex centrocampista, dall’estro incontrollato, è stato soprattutto il club sportivo di Milano, che in una nota descrive il numero 10: “Ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suo modo di trattare il pallone“.
Evaristo Beccalossi, estro e fantasia dell’Inter
Evaristo Beccalossi è nato a Brescia il 12 maggio 1956 e ha rappresentato uno dei talenti più fantasiosi del calcio italiano, tra gli anni Settanta e Ottanta. Come fa sapere Il Sole 24 Ore, l’ex numero 10 neroazzurro è cresciuto agonisticamente nella squadra della sua città natale, emergendo sempre più per tecnica e visione di gioco.
Alla fine degli anni Settanta è approdato all’Inter, dove è diventato subito uno dei principali punti di riferimento della squadra. Con il suo stile inimitabile Beccalossi ha dominato il centrocampo del club milanese dal 1978 al 1984, collezionando 217 presenze e segnando 37 reti. Rinomato il “sodalizio” in campo con il compagno Sandro Altobelli, con cui dava vita ad azioni degne di nota.
L’ex centrocampista era amato dai tifosi non solo per le proprie abilità, ma anche per una storica doppietta al Milan, nell’autunno del 1979. In uno stadio di San Siro sotto il diluvio, il numero 10 mise a segno due gol nel Derby della Madonnina, consacrando una stagione d’oro per l’Inter, che vinse il suo dodicesimo scudetto. L’anno seguente, poi, arrivò anche la Coppa Italia.
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Addio a Evaristo Beccalossi

Dopo aver vestito la maglia neroazzurra per sei stagioni, Evaristo Beccalossi ha giocato in Sampdoria e Monza, fino a chiudere la carriera tra le fila del Barletta, nel 1987. La sua attività nel calcio giocato, infatti, è terminata in Serie B, anche se il campione non ha mai abbandonato il mondo del pallone.
Ha lavorato a lungo, riporta Il Corriere, nel settore giovanile e, nel 2018, è diventato Capo Delegazione delle giovanili della Federcalcio, contribuendo alla conquista dell’Under 19 degli Europei, tre anni fa. L’ex 10 dell’Inter si è spento, quindi, nella notte tra martedì e mercoledì presso la clinica Poliambulanza a Brescia.
Come riporta Il Sole 24 Ore, infatti, dal 2025, anno in cui ha presentato un’emorragia cerebrale, le condizioni di salute di Evaristo Beccalossi sono risultate critiche, tanto da costringerlo a un lungo periodo di coma. La bandiera interista lascia, perciò, una grande eredità calcistica, che lo stesso club milanese ha deciso di celebrare con una nota:
Ci sembra impossibile.
Nelle pieghe dei ricordi e nella vita di tutti i giorni, Evaristo era sempre uno di noi.
Ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suo modo di trattare il pallone.
Del campione d’Italia 1979 aveva parlato così, due mesi fa, anche il presidente della FIFA, Gianni Infantino, noto tifoso neroazzurro. Queste le sue parole, riportate da Il Corriere: “Era un dieci che ci faceva sognare, e a volte… beh, faceva cose delle quali non posso parlare“.
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