Chef stellati cucinano per la Caritas: “Un segno di vera responsabilità sociale”

L'alta cucina e il volontariato si uniscono nel progetto "A cena con...". Numerosi chef stellati cucineranno una volta al mese presso la mensa della Caritas, per aiutare chi ne ha più bisogno.

Giorgia Fazio
Giorgia Fazio
Estremamente curiosa di questioni attuali, diritti umani e ambiente. Nel tempo libero legge testi di filosofia orientale. Se non c’è differenza non c’è relazione” è il suo mantra.
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Si chiama “A cena con…” il progetto che vede sei chef stellati impegnati una volta al mese a cucinare per la mensa della Caritas diocesana di Alba, in provincia di Cuneo. Come riporta Ansa, l’obiettivo è quello di rendere l’alta cucina un modo per veicolare messaggi sociali.

Al centro, infatti, c’è il desiderio di affiancare chi si trova in condizioni difficili, di esclusione sociale o senza un posto in cui vivere, offrendo loro un piatto caldo. Un gesto di cura e unione, che avvicina il mondo dei ristoranti stellati alla semplicità del volontariato.

Lo chef Michelangelo Mammoliti, cha ha inaugurato per primo il progetto, ha dichiarato: Credo molto nel valore di questa iniziativa: l’alta cucina non è solo tecnica e tecnicismi, ma deve sempre più affermarsi come veicolo di importanti messaggi sociali“.

Chef stellati per la Caritas

Il progetto “A cena con…” è stato presentato lo scorso 9 gennaio ad Alba, in provincia di Cuneo, con l’intento di avvicinare la cucina stellata al mondo del volontariato. Il progetto, infatti, vede coinvolti 14 chef delle Langhe e del Roero, che durante tutto il 2026 cucineranno una volta al mese presso la Caritas diocesana.

Degli chef, 6 sono stati insigniti della stella Michelin, mentre gli altri rappresentano il territorio Patrimonio dell’Unesco, per i vigneti, i ristoranti e le grandi firme della gastronomia che ospita. In questo modo, quindi, l’alta qualità esce dalle cucine stellate, per diventare uno strumento di unione e cura. Il calendario degli appuntamenti inizia dal 15 gennaio e ricopre tutti i dodici mesi.

La cucina, così, diventa luogo di cura, che ogni mese si stabilizzerà in un posto da sempre attento ai bisogni delle altre persone. Ansa fa sapere che la mensa Caritas di Alba offre circa 65 cene a sera, per un totale annuo di oltre 23mila pasti. Il tutto è reso possibile grazie ai numerosi volontari impegnati quotidianamente.

A tal proposito, don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas diocesana, ha dichiarato quanto riportato da Ansa: “La mensa non è solo un luogo dove si mangia, ma uno spazio di accoglienza e ascolto. La disponibilità degli chef del territorio è un segno concreto di collaborazione e responsabilità sociale“.

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I commenti degli chef

Nel progetto “A cena con…”, quindi, sono coinvolti 14 chef, tutti onorati di prendere parte a un’iniziativa così nobile. Michelangelo Mammoliti, chef de La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti, per esempio, ha raccontato:

Sono felice di sapere che anche con un piccolo gesto posso dare il mio contributo nel migliorare l’umore di persone meno fortunate di me.

Credo molto nel valore di questa iniziativa: l’alta cucina non è solo tecnica e tecnicismi, ma deve sempre più affermarsi come veicolo di importanti messaggi sociali.

Enrico Crippa, invece, chef del Piazza Duomo, rivivrà questa esperienza, dopo averla già condivisa in passato con Dennis Panzeri, chef de La Piola. Ansa ha riportato le dichiarazioni di Crippa sull’avventura di quest’anno:

Per me cucinare è da sempre un atto d’amore e la tavola l’ho sempre considerata il luogo dove inizia una relazione.

Faccio il cuoco per passione e se posso aiutare alcune persone a stare bene grazie al mio lavoro, ne sono felice.

L’entusiasmo, che regna sovrano, è condiviso anche da Gianni Bertolini della Locanda in Cannubi, il quale aderisce al progetto con lo chef Fabio Pungitore. Bertolini, quindi, si è espresso così sull’evento: Ho accettato subito, volentieri e con immensa gioia la proposta di don Domenico. È un onore per me e per il mio chef far parte di questa bella iniziativa“.

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