Carlos Alcaraz ha alzato la coppa agli Australian Open, battendo Novak Djokovic e, soprattutto, aggiungendo l’ultimo tassello al puzzle della sua carriera. A soli 22 anni, infatti, ha completato il Grande Slam. l’insieme dei quattro tornei tennistici più importanti dell’anno solare.
Dopo aver vinto il Roland Garros, il Torneo di Wimbledon e l’US Open, il trionfo a Melbourne rappresenta per lo spagnolo il coronamento di un sogno e di un record. Prima di lui, infatti, nessuno era riuscito nell’impresa a un’età così precoce.
Ancora presto, però, per parlare di leggenda. Ad affermarlo lo stesso Alcaraz secondo cui, come riporta Ansa: “Una leggenda non si costruisce in uno o due anni. Vorrei che me lo dicessero tra 5 o 10 anni che sono una leggenda“.
La vittoria di Alcaraz scrive la storia
A Carlos Alcaraz sono bastati quattro set e poco più di tre ore contro il tennista più titolato al mondo per scrivere la storia. Ieri, 1 febbraio, infatti, lo spagnolo non solo ha conquistato l’ultimo Grande Slam che gli mancava, l’Australian Open, rientrando tra i 9 atleti che sono riusciti nell’impresa, ma lo ha fatto a soli 22 anni.
La sua giovane età sul campo si trasforma in precisione e talento, che hanno portato Alcaraz al primo posto nel ranking mondiale, con 13.650 punti e un vantaggio di 3.350 sul secondo in classifica, Jannik Sinner. A complimentarsi con lo spagnolo è stato lo sfidante, l’intramontabile Djokovic che, come riporta Ansa, ha dichiarato: “Ho perso contro il numero uno del mondo e contro un giocatore già leggendario. Lascia un segno indelebile nella storia del tennis“.
Eppure, il 22enne mantiene i piedi per terra ed è consapevole che parlare di “leggenda”, forse, è ancora precoce. Lui stesso, come riporta sempre Ansa, ha confessato: “Una leggenda non si costruisce in uno o due anni. Vorrei che me lo dicessero tra 5 o 10 anni che sono una leggenda“. Lucidità e maturità che fanno la differenza.
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Uno sguardo al futuro

Ora al numero 1 al mondo spetta un po’ di meritato riposo, anche in vista dei prossimi impegni sportivi. Un momento di pausa che ha un gusto migliore, se si pensa non solo al traguardo raggiunto ma anche alla soddisfazione personale che ne è derivata. A Sky Sport, infatti, Alcaraz ha confessato:
Mi ringrazio per il mio lavoro, per come mi sono gestito in queste tre settimane qui a Melbourne.
Mi ringrazio per come ho lavorato duramente.
La mia mente era completamente focalizzata su questo torneo e vincerlo era il mio obiettivo principale in stagione.
Sono contento di averlo raggiunto.
Si è trattato di un vero e proprio lavoro di squadra del 22enne con il proprio team, a cui sono andati i ringraziamenti più sentiti, dopo il trionfo a Melbourne:
Solo il mio team sa quanto io abbia lavorato duro per centrare questo traguardo.
La preseason è stata una montagna russa, abbiamo tenuto la testa bassa e lavorato duro.
Questo trofeo è condiviso con loro, che mi hanno spinto ogni giorno a fare le cose giuste.
Per Djokovic, invece, solo parole di grande rispetto e ammirazione: “Novak, quello che fai tu mi ispira. Sono onorato di aver condiviso il campo e gli spogliatoi con te, grazie per tutto quello che fai. Sei di grande ispirazione“.
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Alcaraz dopo la vittoria
Carlos Alcaraz, quindi, è ufficialmente nella lista dei 9 tennisti che sono riusciti a completare il Career Grand Slam e, sulle emozioni provate poco prima della finale dell’Australian Open contro Djokovic, il 22enne ha confessato a Sky Sport:
Se prima del torneo mi avessero detto di scambiare la vittoria degli Australian Open con qualsiasi altro Slam da vincere quest’anno, avrei detto di sì.
Però adesso che ho vinto qui, dico che ci sono altri tre Slam ai quali partecipare.
La verità è che ci sono molti tornei importanti dietro l’angolo e vedremo chi riuscirà a vincerli, chi riuscirà ad arrivare in finale e che partite mi aspettano nei prossimi Slam.
Non solo il più giovane, m anche il secondo spagnolo a vincere i quattro Grandi Slam in carriera, insieme a Rafael Nadal, presente ieri a Melbourne: “È strano vedere Rafa in tribuna. Sono onorato di aver condiviso con te gli allenamenti, vederti è un privilegio“.
Infine, Alcaraz ha ringraziato gli organizzatori del torneo e ribadito tutto l’affetto che ogni volta riceve in Australia: “Grazie a tutti coloro che rendono fantastico questo torneo, sono felice di tornare ogni anno. L’amore che sento in Australia è fantastico, sia dentro che fuori dal campo. Vi ringrazio perché mi avete spinto nei momenti difficili. Non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo“.

