Lesioni al midollo, la ricerca continua: “Vogliamo creare un chip per riprodurre ciò che accade dopo il trauma”

L'Istituto Mario Negri ha avviato una raccolta fondi per proseguire la ricerca sulle lesioni al midollo spinale. Al centro la realizzazione di un chip che riproduca ciò che accade dopo il trauma.

Giorgia Fazio
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La ricerca sulle lesioni al midollo spinale continua su un chip. A lanciare una raccolta fondi è stato l’Istituto Mario Negri, con l’obiettivo di dare maggiori garanzie allo studio dei processi infiammatori dopo il trauma al midollo spinale e testare nuove strategie per portare i farmaci dove servono.

A riportare la notizia è il sito ufficiale dell’Istituto. Come afferma Pietro Veglianese, responsabile del Laboratorio di Trauma Spinale Acuto e Neurorigenerazione: “Vogliamo dare una spinta alla ricerca, sviluppando un mini-midollo spinale su chip per riprodurre ciò che accade dopo la lesione“.

Lesione al midollo, una raccolta fondi per la ricerca

Midollo

Si chiama Lesione del midollo spinale. La ricerca continua su un chip la raccolta fondi avviata dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, finalizzato a un’analisi più accurata di ciò che accade dopo una lesione al midollo e a trovare nuove strategie per contrastare i danni che possono portare alla paralisi.

Nello specifico, come riporta il sito ufficiale della struttura, l’intenzione è quella di sviluppare un mini-midollo spinale su chip, che consentirà ai ricercatori di riprodurre e studiare alcuni processi biologici che si presentano dopo un trauma. Il progetto vuole approfondire i meccanismi dell’infiammazione che si sviluppa dopo la lesione e che contribuisce al danno del tessuto nervoso.

Ma non solo, il team intende testare nanoparticelle progettate per trasportare i farmaci verso i tessuti interessati, con l’obiettivo di esplorare nuovi interventi terapeutici. Pietro Veglianese, responsabile del Laboratorio di Trauma Spinale Acuto e Neurorigenerazione, ha commentato a riguardo:

Oggi non esistono terapie in grado di arrestare l’infiammazione che si scatena dopo un trauma al midollo spinale e che contribuisce al danno che porta alla paralisi.

Al Mario Negri vogliamo dare una spinta alla ricerca, sviluppando un mini-midollo spinale su chip per riprodurre ciò che accade dopo la lesione e testare nanoparticelle capaci di trasportare i farmaci dove servono.

Lo studio si inserisce in un contesto scientifico che vede la comprensione dei meccanismi che determinano il danno secondario alla lesione come un passaggio fondamentale per individuare possibili nuove soluzioni. Di conseguenza, il chip offrirà uno strumento aggiuntivo per approfondire questi fenomeni.

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Il progetto di ricerca

L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, per raggiungere l’obiettivo, dunque, ha attivato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Ginger nell’ambito dell’iniziativa VIS – Valori, Idee, Sostegno promossa da BCC Milano. Il progetto, sottolinea il sito ufficiale della struttura, consente ai donatori di conoscere da vicino il lavoro dei ricercatori e di tutti coloro che lavorano per sensibilizzare sulle lesioni al midollo spinale.

Il testimonial della campagna è l’ex giocatore di rugby Pasquale Concilio, oggi psicologo e psicoterapeuta. Un incidente a vent’anni lo ha costretto a riscrivere la propria storia e adesso, con la sua testimonianza, sottolinea l’aspetto umano della condizione in cui si è ritrovato. Per tale motivo chiede di investire nel futuro della ricerca, così da dare un po’ di speranza a chi ha subìto una lesione del midollo spinale.

Il progetto coinvolge giovani ricercatori tra i 23 e i 33 anni, del Laboratorio di Trauma Spinale Acuto e Neurorigenerazione, guidato da Pietro Veglianese. Questo è il team di lavoro: Valeria Vaneruso, neurobiologa, Emilia Petillo, ingegnere  biomedico, Enrico Frigerio, biotecnologo, Francesca Ghirardi, biologa, Lisa Del Rio, ingegnere biomedico, Margherita Bonati, ingegnere biomedico, Giovanni Cerra, bioinformatico.

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