Diabete di tipo 2, una ricerca mostra modi più efficaci per controllare la glicemia

È britannico lo studio che ha evidenziato come i pazienti che soffrono di diabete di tipo 2 possono controllare meglio i valori della glicemia attraverso il Cgm, piuttosto che mediante la canonica puntura sul dito. A confermare i dati emersi anche una ricerca italiana. Di cosa si tratta?

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Secondo uno studio britannico, le persone affette da diabete di tipo 2 possono controllare il proprio livello di glicemia, con una maggiore precisione, non più attraverso la canonica puntura sul dito, ma tramite il monitoraggio continuo del glucosio (Cgm) FreeStyle Libre.

Come riporta Adnkrnos, ciò che contraddistingue ed eleva questa tecnica è la diffusione di informazioni e feedback in tempo reale, condivisi con il paziente. I risultati del trial sono stati presentati alla 19esima Conferenza internazionale sulle tecnologie avanzate e i trattamenti per il diabete (Attd), tenutasi a Barcellona, e diffusi da Abbott.

La ricerca è stata condotta nel Regno Unito, ma si è intrecciata con uno studio italiano, che ha confermato quanto emerso dai primi dati. Vediamo meglio quali esiti sono stati sperimentati e in che modo potrebbe cambiare la vita delle persone che soffrono di diabete di tipo 2.

Novità per il diabete di tipo 2

La novità per le persone che soffrono di diabete di tipo 2 risiede nel monitoraggio continuo del glucosio (Cgm) FreeStyle Libre, che garantisce risultati glicemici migliori rispetto a chi utilizza il canonico automonitoraggio della glicemia tramite la puntura del dito. Il dispositivo fornisce, infatti, ai pazienti informazioni in tempo reale, rendendo i partecipanti completamente autonomi.

Come riporta Adnkronos, dei 63 milioni di persone al mondo che utilizzano l’insulina per gestire il diabete di tipo 2, solo il 18%/30% di chi assume insulina basale raggiunge gli obiettivi di emoglobina glicata. Il trial randomizzato controllato FreeDM2 è stato pensato, quindi, proprio per valutare se il monitoraggio continuo del glucosio in tempo reale possa aiutare chi utilizza questo tipo di insulina a migliorare la gestione dei propri livelli glicemici.

Gli esiti sono derivati da uno studio condotto nel Regno Unito, il quale ha coinvolto 303 partecipanti e confrontato l’efficacia del Cgm con il tradizionale automonitoraggio della glicemia tramite puntura del dito. FreeDM2 ha quindi utilizzato la tecnologia FreeStyle Libre di Abbott per tenere continuamente sotto controllo il glucosio.

Le persone coinvolte hanno registrato una riduzione maggiore dell’emoglobina glicata a 4 mesi, rispetto a coloro che utilizzavano le tradizionali misurazioni capillari. Il monitoraggio in tempo reale del glucosio, inoltre, è apparso offrire benefici significativi anche per chi è già in terapia con farmaci avanzati per la riduzione della glicemia.

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Lo studio sul diabete di tipo 2

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A spiegare meglio come è stato condotto lo studio sul diabete di tipo 2 e sugli esiti che ne sono derivati è stata Emma Wilmot, professoressa associata presso la School of Medicine dell’Università di Nottingham e coresponsabile dello studio FreeDM2: Questo studio dimostra il valore delle informazioni sul glucosio in tempo reale per le persone con diabete di tipo 2 in trattamento con sola insulina basale.

Lala Leelarathna, professoressa associata all’Imperial College London e coresponsabile dello studio FreeDM2, ha poi aggiunto quanto riportato da Adnkronos:

Anche quando le persone con diabete di tipo 2 sono già in terapia con farmaci avanzati, come gli inibitori Sglt2 o gli agonisti del recettore Glp1, aggiungere la visibilità in tempo reale del glucosio ha portato a miglioramenti significativi.

Le persone hanno potuto utilizzare in modo proattivo le informazioni fornite dal Cgm per adattare alimentazione, insulina basale e attività fisica, ottenendo risultati migliori.

La ricerca, però, non si è limitata al solo Regno Unito, ma ha intrecciato un ulteriore studio condotto in Italia, che ha coinvolto 88 adulti con diabete di tipo 2, in terapia con insulina basale nella normale pratica clinica. Questi hanno utilizzato un sistema Abbott FreeStyle Libre e dopo 3 mesi hanno mostrato migliori livelli medi di glucosio, più tempo trascorso nel range glicemico sano e un miglioramento della qualità della vita.

Francesco Giorgino, professore ordinario di Endocrinologia presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, direttore Uo Endocrinologia del policlinico di Bari e presidente della Società europea per lo studio del diabete (Easd), ha quindi evidenziato:

Questi dati real-world provenienti dall’Italia confermano, in un contesto di pratica clinica quotidiana, i benefici del monitoraggio continuo del glucosio già osservati nello studio controllato FreeDM2.

Il fatto che anche in persone con diabete di tipo 2 trattate con una sola iniezione giornaliera di insulina basale si osservino un miglioramento del profilo glicemico, un aumento del tempo trascorso nell’intervallo target e un beneficio sulla qualità di vita rafforza il valore clinico del Cgm in una popolazione spesso ancora poco considerata nell’accesso alle tecnologie.

La coerenza tra studio randomizzato e real-world evidence rappresenta un elemento importante, perché dimostra che questi vantaggi sono riproducibili e concretamente trasferibili nella realtà assistenziale.

A commentare i due studi condotti è stato Mahmood Kazemi, Chief Medical Officer della divisione diabete di Abbott, il quale ha dichiarato:

In entrambi gli studi la visibilità in tempo reale dei livelli di glucosio offre alle persone la comprensione necessaria per apportare piccoli aggiustamenti informati durante la giornata.

Nel trial FreeDM2, questi aggiustamenti sono stati effettuati direttamente dai partecipanti.

Osservare pattern simili nello studio italiano conferma che il valore risiede nell’accesso continuo alle informazioni glicemiche, più che in una singola caratteristica del dispositivo.

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