Chirurghi salvano la gamba di un bimbo dall’amputazione: intervento storico a Napoli

A Napoli un team multidisciplinare di chirurghi ha salvato dall'amputazione la gamba di un bimbo di 9 anni, affetto da un tumore osseo all'anca. Operazione storica per il Sud Italia, che non aveva mai visto una procedura simile applicata a un paziente pediatrico.

Giorgia Fazio
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Intervento record all’Ospedale Santobono di Napoli, dove un team di chirurghi oncologici ha rimosso un tumore osseo all’anca di un bambino di 9 anni, salvandogli la gamba dall’amputazione. Come riporta Ansa, si tratta della prima operazione di questo calibro in una struttura del Sud Italia.

La lesione localizzata nel bacino, infatti, rischiava di compromettere la mobilità di tutto l’arto. Si è optato, dunque, per una emipelvectomia parziale, ossia la rimozione di parte dell’osso e la ricostruzione eseguita con fili di acciaio e cemento acrilico.

A svolgere l’intervento sono stati chiamati professionisti provenienti da tre importanti strutture ospedaliere napoletane, ovvero il Santobono Pausilipon, l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale e l’Ospedale del Mare della Asl Napoli 1 Centro.

Chirurghi salvano la gamba di un bimbo

Si è svolto presso l’Ospedale Santobono di Napoli il complesso intervento di chirurgia oncologica e ricostruttiva, che ha visto come protagonista un bimbo di 9 anni. Al piccolo, infatti, come riporta Ansa, era stato diagnosticato un osteosarcoma dell’ala iliaca destra.

Il tumore osseo, per posizione e complessità, ha rappresentato per i chirurghi una vera e propria sfida, in quanto la lesione nel bacino rischiava di compromettere il movimento di tutta la gamba, con il reale pericolo di dover procedere con un’amputazione dell’arto.

Grazie alla sinergia tra professionisti di vari settori e ospedali e alla loro fermezza nel procedere verso una strada innovativa e conservativa della gamba, il piccolo paziente è stato salvato e si è visto protagonista di un intervento storico per la sanità del Sud Italia.

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Come si è salvato il bimbo

Chirurghi pediatrici

L’intervento, come fa sapere Ansa, ha previsto una emipelvectomia, ovvero l’asportazione parziale della porzione di osso compromessa dal tumore. Sono stati preservati, però, le fasce muscolari, i legamenti e le strutture nervose, indispensabili per il movimento. Successivamente, l’area è stata ricostruita tramite fili di acciaio e cemento acrilico, così da garantire stabilità alla struttura ossea.

A collaborare sono stati specialisti provenienti da tre importanti strutture ospedaliere napoletane, quali il Santobono Pausilipon, dove il piccolo paziente era in cura presso l’Oncologia pediatrica del Pausilipon sin dalla diagnosi, l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale e l’Ospedale del Mare della Asl Napoli 1 Centro.

Nello specifico, per la prima struttura sono stati coinvolti Giovanni Gaglione, direttore della chirurgia pediatrica, Gianluigi Federico e Gemma Romano, ortopedici pediatrici, supportati da anestesisti e dal personale di sala dell’Ospedale pediatrico partenopeo. A coadiuvare il tutto Flavio Fazioli, direttore della Ortopedia oncologica del Pascale, e Gennaro Vigliotti, direttore della Chirurgia Vascolare dell’Ospedale del Mare.

La chirurga vascolare Anna Petrone è riuscita a realizzare un intervento conservativo, preservando fasce muscolari, strutture nervose e legamenti ed evitando l’amputazione completa dell’arto. Si è trattato, quindi, del primo intervento di questo tipo, condotto su un paziente pediatrico, nel Sud Italia. Adesso il bimbo è stato inserito in un percorso di cura completo, che prevede il recupero funzionale della gamba, presso la palestra robotica riabilitativa del presidio Cavallino, mentre il follow-up oncologico sarà gestito dagli specialisti del Pausilipon.

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