18enne sorda recupera l’udito grazie a tecnica innovativa: “Eseguita in pochi centri italiani”

Una 18enne sorda ha ripreso a sentire alcuni suoni, ormai persi per una malattia genetica. I medici le hanno impiantato l'Abi, un dispositivo diverso dai soliti. È la prima volta che un intervento simile viene condotto nel Sud d'Italia.

Giorgia Fazio
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Una ragazza di 18 anni, sorda a causa di una malattia genetica, ha recuperato l’udito grazie a una tecnica innovativa. L’intervento è stato eseguito presso i reparti di Neurochirurgia e Otorinolaringoiatria del Policlinico di Bari, i cui medici hanno permesso alla giovane di riprendere a sentire alcuni suoni già dalle prime sedute di terapia.

Alla paziente è stato impiantato un dispositivo medico all’avanguardia, come riporta il Corriere della Sera, che viene posto direttamente sulla superficie del tronco encefalico, in corrispondenza dei nuclei cocleari, i quali elaborano le informazioni sonore. Vediamo tutti i dettagli del caso.

Ragazza sorda riacquista udito grazie all’innovazione

Intervento 18enne sorda

Una giovane di 18 anni è stata presa in cura presso il Policlinico di Bari, in quanto affetta da neurofibromatosi di tipo 2. A causa di questa rara patologia genetica, da piccola la ragazza aveva perso completamente l’udito ma, dopo l’intervento degli specialisti dei reparti di Neurochirurgia e Otorinolaringoiatria è tornata a sentire alcuni suoni.

A guidare i reparti sono, rispettivamente, come sottolinea il Corriere della Sera, i medici Francesco Signorelli e Nicola Quaranta. I loro team hanno impiantato nella 18enne un innovativo dispositivo medico, noto come Abi, Auditory Brainstem Implant, che a differenza dei dispositivi tradizionali non utilizza il nervo acustico per trasmettere il segnale.

L’Abi, infatti, si avvale di una piccola matrice, composta da elettrodi, che viene posizionata direttamente sulla superficie del tronco encefalico, in corrispondenza dei nuclei cocleari. Questi ultimi sono i centri nervosi che ricevono ed elaborano le informazioni sonore. Dopo l’intervento di impianto è seguito un momento di attivazione e regolazione dell’Abi.

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Come si è svolto l’intervento

L’intervento, riporta il Corriere della Sera, è durato otto ore, durante le quali alla paziente è stato rimosso completamente un tumore benigno originato dal nervo vestibolare. Durante la seconda fase, sono stati inviati progressivamente diversi stimoli agli elettrodi impiantati sul tronco encefalico.

Per fare ciò i medici si sono avvalsi di un software collegato al processore esterno. Nel corso delle prime sedute la ragazza è riuscita a percepire di nuovo alcuni suoni, prodotti da strumenti musicali usati da Alessandra Murri, dottoressa del reparto di Otorinolaringoiatria del Policlinico di Bari.

A commentare l’operazione, prima nel suo genere nel Sud Italia, è stato il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce. Ecco le sue parole:Si tratta di una procedura ad altissima specializzazione, eseguita in pochissimi centri in Italia, che richiede competenze professionali elevate e un forte lavoro multidisciplinare.

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