domenica, Gennaio 16, 2022

Ruvo di Puglia, 14enne precipita dalla finestra della scuola e muore: aveva preso un brutto voto

A Ruvo di Puglia un ragazzo al primo anno di liceo è precipitato dalla finestra ed è morto. Il dramma si è consumato durante l'intervallo, tra una lezione e l'altra, quando non c'erano gli insegnanti.

Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

A Ruvo di Puglia un 14enne precipita dalla finestra del liceo Orazio Tedone e muore. Quando si è consumata la tragedia, durante l’intervallo tra una lezione e l’altra, in classe non c’erano gli insegnanti ma solo i compagni che stavano chiacchierando. Alcuni di loro, accorti di quanto stava per accadere, avrebbero cercato di fermarlo ma non ci sono riusciti.

Il giovane aveva ricevuto un brutto voto, come il resto della classe che si era trovata impreparata di fronte ad un’interrogazione a sorpresa.

Sull’episodio sono in corso le indagini da parte dei carabinieri della Compagnia di Molfetta, coordinate dalla Procura di Trani. L’ipotesi è che si sia trattato di un gesto volontario anche se verrà approfondita l’ipotesi che il ragazzo abbia perso l’equilibrio. Che un 14enne precipita dalla finestra della scuola e muore per aver preso un brutto voto rimane una notizia che non si vorrebbe mai ascoltare.

14enne precipita dalla finestra: le parole del sindaco

14enne precipita_sindaco ruvo

Un 14enne precipita dalla finestra del liceo, a Ruvo di Puglia. Messaggi di cordoglio per quanto accaduto sono arrivati dal sindaco, Pasquale Chieco, in quale ha espresso tutta la sua vicinanza alla famiglia, in questo momento di dolore. Ecco cosa ha scritto su Facebook :

Esprimo la vicinanza di tutta la nostra città alla famiglia di questo ragazzo alle prese con una sofferenza ingiusta e insostenibile.

Siamo vicini anche ai suoi insegnanti, ai suoi compagni, alla dirigente delle liceo, impegnati, come tutti noi, nel tentativo di decifrare questo indecifrabile rompicapo.

Poi uno sguardo al proprio dolore e alla vita spezzata del giovane ragazzo: “Spente le sirene, passato il brusio delle mille voci, tornate nel silenzio le urla e le grida, chiusa la porta dell’ufficio di un sindaco, non restano che dolore e disperazione. Una vita giovanissima si è interrotta improvvisamente, con ancora intatti tutti i desideri, con il mondo intero ancora da conoscere”.

Il sindaco ha concluso con un monito rivolto agli altri, ma prima di tutto a se stessi:

È difficile riprendere la vita quotidiana con un simile fardello addosso.

Il solo impegno che ognuno di noi può prendere è quello di interrogarci sempre e con sincerità sulle fragilità nostre come su quelle di chi ci sta accanto, restare vicini, restare solidali. E, naturalmente, non dimenticare.

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Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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