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Rome Startup Week: la Capitale al centro dell’innovazione digitale

In corso la seconda edizione della manifestazione unica nel suo genere dedicata alle startup e all’innovazione.

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Torna la Rome Startup Week, una settimana dedicata alla condivisione e al dialogo che ha come protagonisti tutti gli attori della cultura digitale. Appuntamento quindi a tutti coloro che nel mondo delle startup lavorano e vivono per conoscere realtà diverse dalla propria, prendere spunti, ascoltare e raccontare storie di successi e insuccessi che hanno reso questo mondo uno dei più dinamici e frizzanti all’interno dell’economia mondiale. Regione Lazio e Comune di Roma hanno collaborato alla realizzazione di un evento unico nel panorama nazionale e internazionale.

Obiettivo: attirare nuovi talenti dall’Italia e dall’estero

Una settimana di workshop, incontri, conferenze e dialogo nella sede della Regione Lazio di WeGiL, storico palazzo trasteverino di epoca mussoliniana progettato da Luigi Moretti, riaperto ufficialmente lo scorso dicembre proprio dalla regione con l’obiettivo renderlo uno spazio di condivisione, un nuovo hub culturale.

Le istituzioni nella città di Roma sono molto attive nel supporto delle realtà innovative, tecnologiche e internazionali presenti nella Capitale. L’Assessore allo Sviluppo Economico Adriano Meloni ha infatti dichiarato:

La nostra città è un hub culturale e scientifico di primaria importanza, con i suoi 23 incubatori e acceleratori per startup. Non solo: fra atenei pubblici e privati, ospita 22 università, che devono essere protagoniste della cultura digitale. Bisogna consolidare la sinergia fra istituzioni e mondo accademico, sostenere la creazione di nuovi acceleratori in collaborazione con i privati, creare servizi di assistenza alle startup nella forma di un Welcome Package che attragga nuovi talenti e idee dall’Italia e dall’estero. Innovazione, competitività e internazionalizzazione per proporre un modello di business vincente nel panorama contemporaneo.

Una collaborazione, quella con le istituzioni sicuramente piena di buoni propositi ma che forse non riesce a dare risposte a tutte le problematiche da cui lo stesso festival deriva.

Far riemergere il potenziale ancora inespresso di Roma

In un mondo che si muove ad una velocità sempre più incalzante la Rome Startup Week rappresenta un momento fondamentale di riflessione e formazione aperto a tutti, un evento che ha lo scopo di fornire una visione completa: studenti, imprenditori, startupper, amministratori e tutti gli attori del mondo dell’innovazione possono confrontarsi, conoscersi e fare insieme il punto su “dove siamo” nel nostro Paese e su come l’Italia si inserisca nel panorama internazionale.
Gianmarco Carnovale, Presidente di Roma Startup, nella conferenza di apertura della seconda edizione della Week di Domenica 8 aprile spiega:

Roma è la città ideale dove fare questo festival perché la nostra città che pure è cresciuta molto in questi otto anni, da quando abbiamo cominciato a lavorare con le istituzioni e i partner privati per fare rete, ha ancora un potenziale inespresso incredibile. Siamo al centro delle culture mediterranee, siamo il maggior polo universitario europeo e abbiamo ancora una grandissima ricchezza di capitali privati; il nostro obiettivo, anche con questa Week, è canalizzare tutte queste risorse e concretizzarle a beneficio di tutti: degli investitori che possono trovare opportunità nelle nuove imprese, e delle startup che se supportate da adeguate politiche ed investimenti possono diventare le nostre future multinazionali, creando posti di lavoro di qualità per i giovani.

Ma perché le startup non hanno ancora un ruolo chiave nell’economia del paese?

A spiegarlo è sempre Carnovale, approfondendo le ragioni per cui le startup non abbiano ancora assunto un ruolo chiave nello sviluppo economico e culturale del paese nonostante le enormi potenzialità e la crescita che negli altri paesi è stata decisamente più rilevante che nel nostro:

L’Italia è passata troppo velocemente dall’euforia per le startup all’archiviare le startup senza occuparsene davvero, senza studiarne ed applicarne realmente le regole e metodologie internazionali. È necessario spiegare al paese quanto le startup possano essere davvero rilevanti per il futuro della nostra economia, e come vadano supportate dai diversi attori. La policy scaturita dal Decreto Crescita del 2012 era un buon primo passo, ma era parziale già allora e lo è ancora di più adesso che i paesi a noi più vicini drenano risorse. Tramite i diversi appuntamenti della Rome Startup Week intendiamo creare un grande momento di condivisione ed apprendimento tra gli operatori dell’ecosistema nazionale ed internazionale, ed il sistema politico, educativo, industriale e finanziario del paese.

Le 4 “i” della manifestazione

Più di 50 incontri che raccontano storie di successo italiane, discussioni e panel di confronto internazionali su investimenti, modelli di politiche di innovazione, workshops su temi caldi come cybersecurity, intelligenza artificiale, blockchain, food innovation, critpovalute, innovazione sociale, mobilità sostenibile: questo è stato e sarà il fulcro della settimana dedicata alla cultura digitale in tutte le sue forme.

Le 4 “i” che guidano la manifestazione, innovazione, imprenditorialità, investimenti e internazionalizzazione rappresentano la sfida degli organizzatori per promuovere una nuova cultura del rischio, scoprire e far comprendere meglio cosa si nasconde dietro il nuovo modello del venture business  invitando politici, investitori, imprenditori, neolaureati, manager e ricercatori, professionisti e risparmiatori a partecipare da protagonisti ad un processo di valorizzazione delle grandi risorse già presenti sul territorio italiano e romano in particolare, investendo maggiormente nell’innovazione e nella ricerca, credendo in quelle realtà che possono diventare il cuore pulsante di una nuova economia.

L’internazionalizzazione che anima la Week è stata possibile grazie ai tantissimi speaker intervenuti durante la conferenza di apertura e in programma nei prossimi giorni come ad esempio Jonathan Askin, Founder Director del Brooklyn Law Incubator ma anche di quelli italiani che hanno scelto di condividere la loro esperienza internazionale, come Marco Trombetti, founder di Traslated e Pi Campus o Valentina Primo, CEO di Startups without Borders.

Capitali coraggiosi e Startup Act

Giunto alla sua terza edizione, Capitali Coraggiosiun nome che davvero incarna l’essenza stessa del tema è un policy workshop sul tema dei modelli di investimento in capitale di rischio, sullo stato del settore in Italia e all’estero.
Rivolto a responsabili istituzionali, stampa, addetti ai lavori ed investitori, ha l’obiettivo di fare il punto sui modelli tradizionali di investimento e i trend più recenti – dal crowdfounding al venture capital, dalle ICO all’angel investing –  per chiarire quali siano i limiti e proporre soluzioni concrete che possano stimolare e diffondere l’idea del venture business nel nostro paese.
Nel corso della conferenza verranno raccontante le esperienze di rappresentanti internazionali del venture business per far conoscere questo modello ancora poco attuato e per chiarire quali siano le riforme necessarie per svilupparne la filiera.

Sempre il 12 Aprile verrà presentato lo Startup Act, un manifesto composto di dieci richieste intese come capitoli di questo stesso atto, firmato e condiviso da oltre 500 innovatori italiani, che chiede una politica più efficace per il mondo delle startup. Questo working document mette a fuoco la filiera del venture business e propone la riscrittura delle norme che oggi frenano la nascita e la crescita di nuove imprese globali italiane, bloccando le potenzialità e le forze creative e l’innovazione del paese.

I protagonisti del festival e gli appuntamenti

Le giornate della Week sono tematiche, ogni giorno è composto da interventi e approfondimenti su un focus conduttore.
Oggi è la giornata dedicata al rapporto tra grandi aziende e innovazione e all’Open Innovation Summit interverranno speaker del calibro di Marcel Bogers, Professore dell’Università di Copenhagen e specialista dell’Open Innovation.

Mercoledì 11 Aprile il tema sarà quello dello Social Innovation e la Social Entrepreneurship. Molto nutrito l’elenco di interventi di imprenditori internazionali come Toufik Al Rjula, CEO di Tykn, Abdulrahman Al Ashraf, CEO di Freeco e Mursal Hedayat, CEO di Chatterbox. Esperienze che con la loro peculiarità non possono che arricchire e far riflettere su realtà così diverse da quelle a cui siamo abituati.

Giovedì 12 sarà la volta del workshop Capitali Coraggiosi, che avrà il compito di spiegare l’importanza del venture business nel mondo delle startup, rivolgendosi a imprenditori, investitori e a tutti coloro che gravitano nel mondo della cultura digitale. Nella stessa giornata verrà presentato lo Startup Act e si potrà assistere agli interventi di speaker del calibro di Gianmarco Carnovale, Presidente di Roma Startup, Alessandro Anzani, Smartup Capital, Salvo Mizzi, Principia Sgr e Gianluca Galletto, Consigliere del Sindaco di New York Bill de Blasio.

Il pomeriggio di questa stessa giornata sarà dedicato alla Discussione sulle condizioni per creare un ambiente adatto in cui far nascere e crescere le imprese innovative con il Building Startup Ecosystem con relatori provenienti da diversi settori come Massimiliano Dragoni, Senior Policy Officer presso la DG CONNECT (Commissione Europea), Valerie Mocker, Direttrice delle Politiche Digitali da Nesta, Rene Tonnisson, Membro del Board dell’Agenzia Baltica per l’Innovazione (Estonia), Flavia Marzano, Assessora Roma Semplice, Adriano Meloni, Assessore allo Sviluppo Economico, il Turismo e il Lavoro e Laura Tassinari, Direttrice dell’Internazionalizzazione presso Lazio Innova.

Sabato 14 Aprile si concluderà in bellezza con la finale del Gladiator Challenge e la premiazione della Pitch Competition alla quale saranno presenti presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi.

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