domenica, Agosto 7, 2022

Stipendi più alti da agosto e rivalutazione pensioni: di quanto l’aumento

Rivalutazione pensioni e stipendi più alti per il taglio del cuneo fiscale. Vediamo di quanto sono gli aumenti e su quali percentuali vengono calcolati.

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

Un aumento degli stipendi dei lavoratori per il taglio del cuneo fiscale e una rivalutazione pensioni sono state previste fino a fine anno, dal mese di agosto. Il taglio del cuneo fiscale previsto dal decreto Aiuti bis, per il quale sono stati stanziati 14,3 miliardi come ha riferito in Consiglio dei Ministri il 26 luglio il ministro dell’Economia Daniele Franco, dovrebbe essere di un punto percentuale. L’interesse è quello di garantire respiro incentivando il potere d’acquisto, che si è ridotto a causa del caro energia e dell’inflazione.

Gli aiuti inoltre riguarderanno le proroghe per alleviare la spesa su carburante e bollette. In più si valuta un bis del bonus 200 euro per lavoratori e pensionati con un reddito fino a 35 mila lordi, l’azzeramento fino alla fine dell’anno dell’Iva sui beni di prima necessità e il dimezzamento dell’aliquota su altri generi alimentari.

Rivalutazione pensioni e aumenti in busta paga: di quanto sono

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Il taglio del cuneo fiscale dovrebbe essere di un punto percentuale, che insieme allo sgravio applicato quest’anno passerebbe a 1,8%. Facendo un esempio su un lavoratore dipendente con uno stipendio lordo di 20mila euro otterrebbe un premio annuale pari a 260 euro lordi, 195 netti, se si considera il taglio di un punto percentuale da luglio a settembre.

Per un lavoratore con un reddito di 35 mila il taglio dei contributi in busta paga dovrebbe tradursi in un aumento di circa 27 euro al mese. Per chi ha un reddito di 28 mila annui l’aumento sarà di 22 euro mensili mentre per un lavoratore con reddito di 15 mila di 12 euro. L’aumento risulta proporzionato alla somma totale dello stipendio.

Anche per le pensioni è previsto un aumento del 2% che consiste nella rivalutazione di tre mesi, partendo da settembre anziché gennaio 2023. A gennaio la percentuale potrebbe superare l’8%, considerando l’inflazione attuale.

Il Consiglio dei ministri per il via libera a queste misure ci sarà la settimana prossima e si definiranno i costi dell’intervento sulle pensioni.

Rivalutazione pensioni: indice di inflazione e scaglioni

Per la rivalutazione pensioni si potrebbe anche anticipare l’intero indice di inflazione, che è stato del 5,3% nei primi sei mesi dell’anno. In questo caso una pensione di 20mila euro annui incasserebbe da settembre a dicembre 352 euro lordi (264 euro netti).

Sia che si anticipi per i pensionati a settembre una percentuale pari al 2% oppure l’intero indice di inflazione, che nei primi sei mesi del 2022 è stato del 5,3%, la rivalutazione pensioni si applica sui seguenti scaglioni:

  • Il 100%, fino a quattro volte la pensione minima di 523 euro lordi al mese
  • Il 90% tra quattro e cinque volte il minimo
  • Il 75% sopra cinque volte il minimo, che corrisponde a 2.615 euro al mese

Leggi anche: I 35 bonus da richiedere nel 2022: l’elenco completo e come ottenerli

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

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