Paola Cortellesi: “Un affetto travolgente per il mio film, celebro le donne e la loro forza”

Paola Cortellesi trionfa alla Festa del Cinema di Roma con il suo film "C'è ancora domani": "Mi fa molto piacere quando mi dicono che coglie lo spirito del tempo. Mostrare la forza delle donne di ieri e di oggi, era proprio questo il mio intento".

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Incredibile debutto per Paola Cortellesi alla regia di C’è ancora domani. Ha ricevuto tre premi alla Festa del Cinema di Roma conclusasi la scorsa domenica e continua a fare un clamoroso successo al box office. Non solo regista, interpreta la protagonista Delia sposata con Ivano (Valerio Mastrandrea) da cui ha avuto tre figli.

Paola Cortellesi ci racconta il ruolo di madre e di donna nel corso degli anni ’40, tra le speranza di un buon matrimonio tra la sua primogenita e un ragazzo di un buon partito e il coraggio di Delia che vuole cambiare il suo destino.

Al “Corriere della Sera” ha mostrato tutta la sua emozione per questa travolgente accoglienza, sebbene fosse il suo esordio: “Un affetto travolgente, collettivo abbraccia tante persone di età e provenienze diverse che vogliono bene a questa storia”.

Paola Cortellesi e il suo film C’è ancora domani: “Ho scelto le persone che mi corrispondono”

Paola Cortellesi è una nota attrice, comica e sceneggiatrice, “nella mia vita c’è tutto”: “Ogni esperienza ha contribuito a una crescita di cui non sono stata consapevole ma mi ha permesso di pescare in registri che apparentemente non stanno insieme. Comicità che arriva dal lavoro fatto vent’anni fa con i Gialappi, la musica dal varietà tv, cose squisitamente cinematografiche o teatrali”.

Ha spiegato come si è avvicinata con C’è ancora domani alla regia: “Non riuscivo a mollare. Con Riccardo (Milani, suo marito e noto regista) a parte i soliti siparietti tipo casa Vianello quando litighiamo scrivendo, sul set mi lascio dirigere, sono serena. Ma qui ho voluto fare a modo mio”.

Nel cast è stata accompagnata da Valerio Mastrandrea, Giorgio Colangeli, Vinicio Marchioni, Emanuela Fanelli, Romana Maggiora Vergano, e ha sottolineato come ci fosse tra loro una bella alchimia: Ho potuto scegliere le persone che mi corrispondono, non solo gli attori ma in tutti i reparti. Il vantaggio di esordire alla mia età è che io conosco da attrice tutti i professionisti del settore. Sul nostro set c’era gentilezza, un’atmosfera unica”.

Paola Cortellesi e il suo film C’è ancora domani: “Un film contemporaneo ambientato negli anni ’40”

C’è ancora domani è un film coraggioso e intimo girato in bianco in nero, nella Roma del dopoguerra e in un’Italia che si avvicinava al Referendum del 1946, quello in cui le donne avrebbero potuto votare per la prima volta.

Paola Cortellesi voleva portare sul grande schermo una storia ambientata negli anni ’40, arricchita e resa ancor più verosimile dagli abiti e dalle acconciature dell’epoca, ma allo stesso contemporanea:

Vado nel passato per raccontare una condizione femminile che non è più così, ma conserva dei retaggi culturali, pericolosamente vivi e vividi.

Mi fa molto piacere quando mi dicono che coglie lo spirito del tempo.

La forza delle donne di ieri e di oggi, era proprio questo il mio intento.

E poi la forza del film è aver mescolato i generi fatti e visti: teatro, cinema, musical di Broadway. Guardi e impari.

Ho messo tutto nel cestino. Quasi 30 anni di cestino

C’è ancora domani, Paola Cortellesi e il racconto ispirato ai ricordi e alle storie dei suoi nonni

Paola Cortellesi ha dedicato il film a sua figlia Laura e ha rivelato di aver preso spunto dai ricordi di infanzia e dalle memorie dei suoi nonni. E tutta la sua famiglia ha elogiato il suo lavoro, ma non solo.

Anche molti colleghi le hanno fatto i complimenti per aver portato in scena la storia di Delia: “Sento il tifo per me, mi fa molto piacere. Ho incontrato persone magnifiche. Fin da Vaime (Enrico): è stato un mentore che non ha mai detto cose da mentore”.

Si mostra, però, sorpresa dall’accoglienza che ha avuto C’è ancora domani:

Ci speravo, ma non potevo immaginare le dimensioni. Ci vanno famiglie, madri con le figlie, ragazzi.

L’altro giorno uno di 13 anni un po’ timido si è alzato e ha detto: “Non sapevo se venire, perché pensavo non mi sarebbe piaciuto, invece mi è piaciuto tanto”.

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