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Nomadismo digitale: come dire addio alla scrivania e iniziare una vita lavorando in giro per il mondo

Se è possibile lavorare da remoto, allora perché non farlo dal bordo piscina di un ostello a Bali, Indonesia? L’esperienza di una vera wanderlust: Francesca Ruvolo.

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Il nomadismo digitale è una scelta. Una strada che sempre più giovani percorrono, in parte anche perché insoddisfatti della staticità italiana, in parte per propria natura di globetrotter. A prescindere dalla radice che porta a fare questa scelta, si può dire che i ‘nomadi’ sono alla ricerca del cambiamento, della dinamicità, dell’inaspettato e il ‘digitale’ è quella spinta ad andare sempre oltre le convenzioni del passato. È proprio grazie a internet e alle infinite possibilità che questo porta con sé, che oggi si può svolgere il proprio lavoro non più solo in ufficio, ma da casa o da qualsiasi altro posto che metta a disposizione una rete Wi-Fi. Se il continuo girovagare e l’apparente instabilità percepita nel leggere questa descrizione può essere insopportabile per alcuni, c’è da dire che per molti altri oggi l’avvilente routine, gli spazi chiusi, il caos della città spaventano molto più del lifestyle da nomade.

La forza di una vita ‘wild’, la femminilità di un ‘flower’

Per Francesca Ruvolo la vita da nomade digitale più che una scelta è stata una naturale conseguenza del suo essere ‘nata con la valigia in mano’ e del suo spirito imprenditoriale. Indubbiamente una giovane donna sicura di sé, spesso viaggiatrice solitaria, che ha deciso di mettere a disposizione degli utenti online la sua spontaneità e i suoi consigli sul tema viaggi, ma anche regalando spunti più specifici sul tema marketing e comunicazione. Il modo più completo per apprezzare il suo stile di vita è consultare il blog wildflowermood.it, ma è interessante anche vedere l’omonimo profilo Instagram, @wildflowermood appunto.

Leggi anche: “Lavoro è ricerca della felicità: quello che ho imparato sul nomadismo digitale”

Francesca Ruvolo, alias @wildflowermood, nomade digitale.

“Predisposizione – penso di essere sempre stata incline a vivere una vita da nomade, senza radici, alla giornata.. Coincidenze – tutte le persone che ho incontrato negli ultimi anni mi hanno insegnato qualcosa, hanno creato un pezzo di quello che sono oggi.. Dedizione in quello che faccio – anche se può sembrare uno stile di vita leggero, metto l’anima in quello che faccio e lavoro davvero tanto per essere qui..”, così si legge in un suo post condiviso a febbraio con i suoi 14,7mila follower su Instagram. Un profilo davvero colorato, frizzante, e che inevitabilmente ti porta a voler essere nei suoi panni. Chi non desidererebbe guardare l’alba camminando nel fantastico tempio di Borobudur in Java, o giocare in una riserva con degli elefanti in Thailandia? Queste e molte altre sono le esperienze che ha vissuto Francesca in questi anni e che sicuramente molti altri ‘nomadi’ vivono ogni giorno, senza trascurare il proprio lavoro naturalmente. Un mix di predisposizione, coincidenze e dedizione, appunto, che sono un esempio perfetto dei requisiti di un nomade digitale, e un punto di riferimento per tutti coloro che desidererebbero cambiare il proprio stile di vita.

Leggi anche: “Il lavoro dei sogni esiste: cercasi libraio alle Maldive”

Sicuramente hai il gene della viaggiatrice, sei piena di energie e amante della scoperta. Quando hai capito che questo tuo spirito d’avventura poteva trasformarsi in qualcosa di più? C’è stato un viaggio in particolare o è stata più una risposta ad una domanda che ti facevi da tempo?

Ho avuto un’epifania durante il mio primo lungo viaggio da sola. Avevo appena finito la laurea magistrale in Marketing ed ero nel solito momento di crisi post-laurea/ pre-impiego.
Ho pensato: che faccio? Dove iniziare?
Ho prenotato un viaggio in Messico da sola!
Dovevo affrontare le decisioni che derivano da un salto nel vuoto con un’altra avventura sconosciuta.

In Messico ho trovato la risposta. Girando per 2 mesi in lungo e in largo negli ostelli messicani ho incontrato moltissime persone che lavoravano online. Tutti con il loro computer come migliore amico, li guardavo affascinata lavorare mentre si mangiavano del Guacamole fresco in spiaggia. È stato subito chiaro che quello doveva essere il mio lavoro.

Pensi che unire passione e lavoro sia stato il segreto del successo?

Sicuramente è il segreto della mia felicità!
C’é ancora chi pensa che quello che faccio sia facile: non lo è!

Da quando ho iniziato con il progetto Wildflowermood sono diventata: esperta di marketing, video maker, specializzata nella post produzione di foto e video, graphic designer, web designer, video marketer per Youtube ed i suoi algoritmi, creatrice di contenuti, “modella” (bisogna imparare a fare delle belle foto), presentatrice, copywriter, etc.
Il lavoro è tanto, ma come diceva Confucio, faccio ciò che amo e il lavoro diventa subito più leggero.

Ed è così, mi sveglio e sono felice perché,  quando puoi portare il tuo ufficio dalle montagne di Machu Picchu alle spiagge di Bali, come potresti non esserlo?

Quanto è importante per te fare ‘rete’ e condividere i tuoi viaggi con la tua community?

Tantissimo!
Non ho ancora un numero impressionante di followers, ma so che chi mi segue lo fa perché gli piace davvero ciò che faccio!

Quasi giornalmente ricevo messaggi da ragazzi, ma soprattutto ragazze, che mi dicono quanto sono felici di avermi scoperta, che sono “diversa” da altri YouTubers e che gli ho fatto scoprire un mondo nuovo con i miei video.

L’altro giorno una ragazza mi ha scritto che l’avevo ispirata a fare il passaporto, un’altra grazie ai miei video aveva appena fatto il suo primo viaggio da sola ed è tornata felicissima, un’altra ancora mi ha scritto che si sentiva sola ma che aveva trovato in me qualcuno che la pensava allo stesso modo, un’amica.

Tutte queste cose mi emozionano tantissimo, mi riempiono il cuore e mi danno la forza nel continuare a fare quello che faccio!

Francesca con @iksush, una sua amica conosciuta in uno dei suoi viaggi in Bolivia.

Nel momento in cui passi da essere turista a nomade, pensi che questo sia un limite alla creazione di relazioni stabili?

Questo è un problema di cui discutiamo spesso fra “nomadi”.

Per quanto mi riguarda, io a Roma ho solo pochi amici veri, quelli di sempre, mentre la maggior parte dei miei amici sono sparsi nel mondo. Negli ultimi 3 anni muovendomi così spesso ho stretto amicizia con persone di ogni nazionalità, persone fantastiche!

È una cosa buffa, ma quando si stringono amicizie in viaggio si possono creare in 5 giorni legami più forti di quelli instaurati in 5 anni.

Secondo me per 2 motivi:

  • Nei viaggi incontri persone più simili a te. Forse perché hanno scelto la tua stessa destinazione o il tuo stesso modo di viaggiare, ma spesso avrai più cose in comune con un brasiliano incontrato in Portogallo che con un romano conosciuto al liceo.
  • La scarsità di tempo, ti fa venire voglia di sfruttare al meglio ogni minuto: si mangia insieme, si condividono avventure, si parla di cose più profonde per riuscire a scambiarsi qualcosa di vero in quel poco tempo in compagnia. È proprio per questo che rimango in contatto con la maggior parte di loro: sono amicizie brevi, ma intense che spesso durano per anni! Un giorno mi fermerò e metterò “radici” creando relazioni più “stabili”, ma per ora sono felice di poter entrare in contatto con così tante persone meravigliose, anche solo per qualche giorno.

Anch’io come te mi sento un po’ nomade digitale. Oggi per esempio ti scrivo da Othonoì, una piccola isola greca nel Mar Jonio. Meravigliosa, incontaminata, molto wild insomma, ma senza  Wi-Fi. Ti sei mai ritrovata a risolvere dei problemi simili?

Fantastico!
I posti “wild” a volte sono i migliori, ma se lavori online una connessione stabile è la base! Ho avuto lo stesso problema nelle Filippine.
Le sue isole tropicali sono incantevoli: mare cristallino, cascate nella foresta, palme di cocco a farti da ombra, ma internet quasi inesistente.

Fortunatamente già lo sapevo, quindi sono rimasta solo due settimane per esplorare questi posti paradisiaci, creare contenuti per il miei canali YouTube/Instagram e staccare dallo schermo (che ogni tanto è essenziale).

Poi però si deve ritornare al Wi-Fi che fortunatamente oggigiorno si può trovare in moltissime altre località tropicali!

Francesca e il Colosseo: ritorno alle radici.

Ho visto i tuoi video su YT dedicati al nomadismo digitale. Come riassumeresti questo stile di vita in 3 parole?

Flessibilità, Lavoro duro e Guacamole in spiaggia.

…pronti per partire?

Vi regaliamo un biglietto di sola andata per i suoi profili social e per il suo meraviglioso blog, con la speranza che possa esservi d’ispirazione e possa farvi apprezzare questo stile di vita fuori dagli schemi convenzionali. Con la certezza che viste alcune foto su Instagram, letti i suoi post su Facebook e ascoltati i vari consigli pratici nei suoi video sui due canali Youtube – wildflowermood e wildflower social pills – sarete catturati dalla sua forza d’animo e magari vi convincerete a fare le valigie e partire. Che aspettate a seguirla?

 

 

di Federica Tuseo

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1 Comment

  1. 19 ottobre 2018 at 18:21 — Rispondi

    Presenta te stesso e il tuo amore con i multiorgasmi intensivi!

    http://vk.cc/8zb6KE

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