Un anno fa, il 21 aprile 2025, si spegneva Papa Francesco, il Pontefice della pace e della misericordia. Nei mesi trascorsi da allora, la Chiesa ha subìto alcuni cambiamenti, dovuti soprattutto all’elezione di Prevost, conservatore in ambito dottrinario ma progressista in campo sociale.
Il segno lasciato da Bergoglio in Vaticano e tra i fedeli, infatti, è profondo e, dodici mesi dopo la sua scomparsa, i credenti potranno prendere parte al Santo Rosario in suo ricordo nella Cappella Paolina della Basilica di Santa Maria Maggiore, alle ore 17.
Un’ora dopo si celebrerà l’Eucarestia all’Altare Papale, durante la quale sarà letto il messaggio di Prevost, attualmente in Africa per il suo viaggio apostolico. Ma cosa ci ha lasciato Papa Francesco durante il suo Pontificato? E come è cambiata la Chiesa con Prevost?
Papa Francesco, Pontefice della misericordia
Papa Francesco ha lasciato la vita terrena il 21 aprile 2025, Lunedì dell’Angelo. Solo il giorno precedente Bergoglio aveva celebrato la Messa di Pasqua, in Piazza San Pietro. In dodici anni di Pontificato, Francesco ha lasciato un segno così profondo nella Chiesa, che ancora oggi i suoi insegnamenti riecheggiano tra i fedeli.
Conosciuto anche come il Papa della misericordia, Bergoglio si è sempre distinto per la propria vicinanza alla gente, soprattutto agli “ultimi”, i poveri, gli emarginati. La sua è stata una Chiesa basata sulla fraternità e l’aiuto reciproco, con l’invito costante a “costruire ponti e non muri“. Come riporta Rai News, il messaggio di Bergoglio è racchiuso, inoltre, nelle quattro encicliche scritte nel corso degli anni. La prima, Lumen Fidei, del 2013, coniuga l’importanza della fede, intesa come luce in un mondo buio e individualista, dell’amore e della speranza.
Laudato si, del 2015, è il testo rivoluzionario che pone l’attenzione sulla difesa del Creato, del pianeta e dell’ambiente, tutti elementi indivisibili dalla pace, dalla lotta alla povertà e dalla giustizia sociale. Durante la pandemia da Covid19, poi, Papa Francesco ha parlato di fraternità nell’enciclica Fratelli tutti. Nel testo si fa riferimento anche alla chiusura delle frontiere in vari Paesi, il che ha comportato “una frammentazione che ha reso più difficile risolvere i problemi che ci toccano tutti”.
Infine, in Dilexit Nos, del 2024, il cuore è inteso come luogo dell’amore e del pensiero, in un mondo dedico quasi esclusivamente alla tecnologia. In tutte le opere di Francesco, quindi, al centro c’è sempre l’esaltazione delle relazioni umane, del prendersi cura gli uni degli altri e l’avere a cuore il raggiungimento della giustizia sociale. Insegnamenti che anche a distanza di tempo continuano a essere attuali.
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La Chiesa dopo Papa Francesco

L’elezione di Papa Leone XIV si è posta in linea con il Pontificato di Bergoglio. Seppure sia più cauto e meno esposto mediaticamente, Prevost continua a portare avanti il messaggio di Francesco sul rifiuto totale della guerra e la vicinanza ai poveri, complice la formazione da missionario nelle province disagiate del Perù.
Come fa sapere Fanpage.it, infatti, si tratta di un esempio lampante della continuità che caratterizza la storia della Chiesa cattolica, secondo tali argomenti. Leone XIV, considerato un conservatore in ambito dottrinario ma un progressista in campo sociale, deve ora scardinare temi aperti dal predecessore, come aborto, eutanasia, divorzio, sacerdozio femminile.
La sfida di Papa Leone, adesso, è quella di esaudire il desiderio di Bergoglio di far riavvicinare i fedeli al cattolicesimo. In un periodo in cui la secolarizzazione sta prendendo sempre più piede in Europa e Nord America, mentre la fede è maggiormente presente in Africa e Asia, Prevost dovrà intervenire sulle priorità vaticane per raggiungere tale obiettivo.
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