Al via la sperimentazione del liceo matematico: le materie e come funziona

A settembre inizierà la sperimentazione del liceo matematico, nato sulla base della metodologia usata presso l'Università di Salerno. Al centro lo studio della matematica in forma pratica e laboratoriale.

Giorgia Fazio
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A settembre inizierà la sperimentazione nazionale del liceo matematico, ufficializzata con il decreto ministeriale numero 104. Saranno 100 le classi italiane a essere coinvolte, che vedranno potenziate le ore di matematica attraverso laboratori, pensiero critico e collaborazioni con le università.

Si punterà, dunque, sullo studio approfondito dell’intelligenza artificiale, delle nuove tecnologie e della matematica in maniera pratica, sulla base della metodologia già applicata presso l’ateneo di Salerno. Vediamo meglio tutto quello che c’è da sapere su questo nuovo tipo di liceo e come punta a far crescere gli studenti italiani.

Liceo matematico, al via da settembre

Partirà il prossimo settembre la sperimentazione del liceo matematico per 100 classi italiane, che durerà per cinque anni. A introdurre la novità è il decreto 104, firmato il 10 giugno dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il progetto, sottolinea SkyTg24, si inserisce in un sistema coordinato già negli anni passati, che ha visto la partecipazione di numerosi istituti nazionali alle sezioni Cambridge per la lingua inglese e Aureus per la storia dell’arte.

Questa novità sarà invece applicata a tre percorsi di studio, ovvero liceo classico, scientifico e scientifico delle scienze applicate. Più in generale, l’obiettivo è quello di cambiare il paradigma didattico italiano, potenziando lo studio della matematica con due ore in più a settimana durante il biennio e un’ora aggiuntiva negli ultimi tre anni.

Il tempo in aggiunta avrà forma di laboratorio, presentando così la matematica non più come qualcosa di astratto, piuttosto come una materia trasversale, in grado di far sviluppare il pensiero critico e l’interdisciplinarietà. Il ministro Valditara ha commentato la sperimentazione con queste parole, riprese da Avvenire:

La sperimentazione si inserisce nel più ampio percorso di rinnovamento dell’insegnamento della matematica nei licei, in continuità con il lavoro sulle nuove Indicazioni nazionali.

L’obiettivo è valorizzare il rigore della matematica e, al tempo stesso, rafforzarne la capacità di promuovere comprensione, argomentazione, interpretazione e dialogo con gli altri saperi. 

Investire nella matematica significa investire nella qualità della formazione, nello sviluppo del pensiero critico e nella capacità del Paese di affrontare le sfide del presente e del futuro.

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Uno studio laboratoriale

Liceo matematico

Al centro della sperimentazione, dunque, si trova un nuovo modo di insegnare la matematica, che esce dalle aule per entrare nei laboratori, trovando le basi nella metodologia già verificata dall’Università di Salerno, insieme ad altri atenei come La Sapienza di Roma.

I laboratori, evidenzia SkyTg24, si ergeranno su tre pilastri fondamentali. Il primo è lo studio dei modelli di intelligenza artificiale, per capire e governare le tecnologie del futuro. Il secondo è il problem solving applicato, così da trasformare i problemi della realtà quotidiana in modelli matematici. Il terzo è l’uso di software dinamici, che fanno visualizzare e manipolare i concetti numerici e geometrici.

Gli studenti approfondiranno, dunque, la geometria tridimensionale attraverso l’arte degli origami e affronteranno l’interpretazione matematica dell’Infinito, la celebre poesia di Giacomo Leopardi, utilizzando la logica scientifica e l’analisi letteraria. L’articolo 3 del decreto ministeriale sottolinea quanto riportato su Avvenire:

Il Laboratorio Matematico consentirà di approfondire i legami tra i saperi matematico-scientifici e quelli umanistici, attraverso percorsi interdisciplinari progettati nell’autonomia delle scuole e in dialogo con le università. 

È una scelta che valorizza la matematica come esperienza di pensiero e come strumento fondamentale di cittadinanza, anche di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dall’innovazione tecnologica.

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Il legame del liceo matematico con l’università

La pubblicazione del decreto sancisce, inoltre, il legame tra il mondo scolastico e quello accademico. Istituti superiori e università, riporta SkyTg24, stipuleranno convenzioni specifiche per la co-progettazione di percorsi didattici, per il monitoraggio dei risultati e l’aggiornamento degli insegnanti.

Questa sperimentazione durerà fino al termine dell’anno scolastico e accompagnerà gli studenti fino all’esame di Maturità, pensato per valorizzare le competenze logico-argomentative maturate dai giovani nel corso dei cinque anni. Sulla pagina del Ministero si può leggere, quindi, la chiave di tutta la sperimentazione:

Si tratta di un passaggio di grande rilievo per la scuola italiana.

Il Liceo Matematico non è un semplice potenziamento orario della disciplina, ma una proposta culturale e didattica che riconosce alla matematica un ruolo centrale nella formazione delle studentesse e degli studenti.

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