Smart working, da aprile nuove regole per la sicurezza dei lavoratori: cosa cambia?

Nuove regole per lavoratori e datori, inerenti alla gestione dello smart working. In particolare, grande attenzione è posta ai luoghi in cui i dipendenti svolgono le varie attività e alla salute degli impiegati, che devono essere a conoscenza anche dei rischi dell'elevato uso del pc.

Giorgia Fazio
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Sono entrate in vigore ieri, 7 aprile, le nuove regole per piccole e medie imprese, rispetto alla gestione dello smart working. Si tratta, come riporta Adnkronos, di novità che coinvolgono soprattutto i datori di lavoro, ma che hanno ripercussioni positive sulla tutela dei lavoratori.

A questi ultimi e ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza verrà, infatti, inviato un documento, in cui sono riportate tutte le informazioni da possedere, per poter lavorare nella maniera più sicura possibile, anche in nei luoghi non aziendali. Alla fine del documento, i soggetti coinvolti dovranno porre una firma, così da indicarne la presa visione.

L’inasprimento delle sanzioni per i datori di lavoro comporta, quindi, una maggiore sicurezza per i lavoratori, che devono essere informati di tutti i rischi che un determinato impiego può provocare. Sono riconosciuti, tra i vari, anche i problemi alla postura per il troppo utilizzo del pc oppure lo stress di dover essere sempre reperibili, con il relativo diritto alla disconnessione.

Smart working, le nuove regole

Novità importanti per lo smart working e i datori di lavoro, che da ieri, 7 aprile, hanno assistito a un inasprimento delle sanzioni, in caso di inadempienza. Come fa sapere Adnkronos, le normative sono state introdotte dalla Legge annuale per le Piccole e Medie Imprese, a tutela del lavoratore agile.

Nello specifico, i datori potranno incorrere nell’arresto dai due ai quattro mesi, oppure in ammende da 1.708,61 euro fino a 7.403,96 euro. Le multe scatteranno nel momento in cui non si consegna nei tempi richiesti l’informativa scritta al lavoratore e al Rls, ossia il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, inerente agli obblighi circa la salute e la sicurezza sul lavoro.

Secondo la legge, lo smart working comporta una prestazione lavorativa eseguita in parte all’interno dei luoghi dell’azienda, in parte all’esterno, senza una postazione fissa, entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale. Il datore di lavoro è responsabile, quindi, della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività.

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Smart working, più sicurezza per il lavoratore

Regole smart working

Se da una parte i datori di lavoro sono soggetti a un inasprimento delle sanzioni, dall’altra i lavoratori vedono una maggiore tutela della loro sicurezza. Anche lo smart working, infatti, nonostante non sia in presenza, prevede gli stessi diritti e doveri di chi lavora in un’azienda fisica.

Innanzitutto, il dipendente deve prendere visione di un documento informativo, che contiene conoscenze, indicazioni e misure preventive, utili a svolgere l’attività in condizioni di sicurezza, anche fuori dalla sede aziendale. Questa informativa, sottolinea SkyTg24, dovrà essere consegnata almeno una volta all’anno al lavoratore in smart working e al Rls, con annessa una valutazione preventiva dei rischi, da parte del datore.

Al suo interno dovranno essere riportati tutti i rischi a cui può essere sottoposto il dipendente, tra cui quelli legati all’utilizzo prolungato di dispositivi tecnologici. Rientrano, quindi, affaticamento della vista, disturbi posturali, stanchezza fisica e mentale. Rispetto agli strumenti di lavoro, se sono di proprietà del lavoratore il datore deve verificare che rispettino i requisiti previsti dal Titolo III del D.Lgs. 81/2008.

Infine, l’ambiente di lavoro domestico o esterno deve essere consono, quindi ampia attenzione è rivolta all’impianto elettrico, alla corretta gestione degli spazi e al rispetto delle norme comportamentali, circa l’uso di arredi, scale portatili o altri elementi, utili a prevenire incidenti. Di conseguenza, vanno sottolineati nel documento i rischi legati alla piccola attrezzatura da ufficio, come forbici, tagliacarte e pinzatrici.

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