L’AI sta entrando sempre di più nella vita delle persone. A essere investita dallo sviluppo tecnologico non è solo la quotidianità, ma i chatbot rappresentano un aiuto anche nei contesti lavorativi e scolastici. Se da una parte ciò può rappresentare un aiuto, dall’altra la paura che i dati sensibili degli utenti possano essere violati esiste.
Proprio per tale ragione, con l’inizio della scuola, è bene riprendere quanto scritto nel vademecum del Garante della privacy in relazione alla tutela delle informazioni degli alunni. Con l’uso di registro elettronico, chat di classe, piattaforme online, la protezione dei dati personali rimane un tema cruciale, come sottolinea Ansa.
La privacy a scuola nell’era AI

In alcune regioni d’Italia la campanella è già suonata, in altre i ragazzi si godono gli ultimi giorni di vacanza prima del rientro in classe. A ogni modo, da Nord a Sud anche quest’anno scolastico sarà caratterizzato da una serie di agevolazioni offerte dall’uso di strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale.
Per tutelare la privacy degli studenti che utilizzano tali dispositivi, riporta Ansa, come registro elettronico, chat di classe, smartphone, strumenti di intelligenza artificiale e piattaforme online, vale quanto sancito nell’ultima edizione, del 2025, del vademecum “La scuola a prova di privacy”.
Il documento è stato elaborato dal Garante per la protezione dei dati personali ed è rivolto a dirigenti scolastici, insegnanti, studenti e genitori. Tra le regole principali rientrano, oltre a quanto già detto, la registrazione delle lezioni, la condivisione sui social di immagini di gite e tanti altri temi legati alla solidarietà e al corretto utilizzo della tecnologia.
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Scuola nell’era AI, il vademecum
Ecco la guida elaborata dal Garante per la protezione dei dati personali degli studenti, rivolta a tutte le persone che ruotano attorno agli alunni. Sono inclusi, quindi, come sottolinea Ansa, non solo docenti e personale scolastico, ma anche gli stessi studenti e le loro famiglie. Di seguito tutti i punti del vademecum.
Tema in classe
Per quanto riguarda i temi in classe, non viene violata la privacy dell’alunno se l’insegnante propone tracce riguardanti la sfera personale o familiare del singolo. Bisogna, però, contenersi rispetto a punti delicati della vita privata dello studente, in quanto deve essere fatto tutto nel su interesse. Di conseguenza, vanno evitate situazioni che possano far circolare informazioni personali all’interno della classe.
Voti ed esami
Quanto emerso nel corso degli scrutini deve essere comunicato secondo le modalità previste dalla normativa scolastica, mentre i voti delle singole materie possono essere consultati nell’area riservata del registro elettronico dal singolo studente e dalla sua famiglia. Il vademecum vieta, al contrario, la pubblicazione online degli esiti, in quanto potrebbero rimanere in rete in maniera indefinita e compromettere la privacy degli alunni.
Uso di smartphone e tablet
I dispositivi elettronici possono essere utilizzati in classe nel rispetto delle limitazioni previste dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dai regolamenti scolastici. Studenti e personale scolastico, a ogni modo, non possono diffondere immagini, audio o video senza il consenso dei diretti interessati. In particolare è attenzionata la condivisione di tali contenuti sui social network o nei sistemi di messaggistica.
Uso dell’intelligenza artificiale
Il vademecum approva l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, che possono supportare l’apprendimento e l’organizzazione scolastica. Tale agevolazione, però, deve essere adoperata in modo adeguato. La guida vieta pratiche particolarmente invasive, come il riconoscimento delle emozioni, e sottolinea di limitare il trattamento dei dati personali di studenti e docenti, privilegiando l’uso possibile di dati sintetici e soluzioni rispettose della privacy.
Chat di classe
Nonostante i gruppi WhatsApp creati da genitori o studenti non facciano parte delle attività istituzionali della scuola, devono sottostare alle regole sulla protezione dei dati personali. Dunque, è richiesto evitare la diffusione di informazioni, fotografie o video senza il consenso dei soggetti interessati. Per le comunicazioni ufficiali, il Garante raccomanda l’uso di strumenti dedicati, come il registro elettronico.
Registrazione delle lezioni
La registrazione delle lezioni è ammessa solo per fini personali di studio e nel rispetto delle disposizioni dell’istituto scolastico. In qualunque altro caso è richiesta l’autorizzazione da parte delle persone coinvolte. Non sono consentite, invece, le videoregistrazioni delle dinamiche di classe, mentre rimangono garantiti gli strumenti compensativi previsti per studenti con Dsa o altre specifiche esigenze educative.
Recite, gite e foto dei minori
I genitori possono fotografare o riprendere figli durante le recite, i raggi o le gite scolastiche per farne un uso personale e familiare. Se si vogliono condividere online è necessario richiedere il consenso a chi ha la responsabilità genitoriale degli altri minori presenti. Allo stesso modo, è richiesta un’ampia prudenza rispetto alla condivisione online di immagini e informazioni riguardanti i propri figli. Le informazioni, infatti, potrebbero restare a lungo su internet, sfuggendo al controllo dei genitori.
Il punto sul cyberbullismo
Il Garante pone l’accento sui commenti odiosi, cyberbullismo, sexting, revenge porn o altre ingerenze nella propria vita privata, invitando ad avvisare immediatamente compagni di classe, professori, familiari, senza lasciare che la situazione degeneri.
Inclusione e dati sensibili
La scuola deve prestare attenzione ai dati relativi a disabilità e altri bisogni educativi, in quanto tali informazioni non possono essere diffuse attraverso circolari, registri elettronici o pubblicazioni accessibili ai soggetti non autorizzati. Il vademecum sottolinea numerose comunicazioni improprie di dati collegati ai percorsi di inclusione scolastica.
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