Referendum giustizia, vince il No grazie al voto degli under 35: la mappa dell’Italia

Sono stati scrutinati tutti i voti del referendum giustizia e a prevalere è stato il No. Protagonisti i giovani sotto i 35 anni, che si sono opposti alla riforma costituzionale. Ponendo lo sguardo sulla cartina della Penisola appare quasi omogenea la direzione di pensiero degli italiani, con sole tre regioni tendenti verso il Sì. Diversi i commenti a riguardo delle varie figure politiche.

Giorgia Fazio
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Netta la vittoria nel No alle votazioni per il referendum sulla giustizia, che hanno visto circa il 54% dei voti opporsi alla riforma costituzionale. Come riporta SkyTg24, a essere protagonisti sono stati soprattutto i giovani. Gli under 35, infatti, hanno dimostrato una grande tendenza verso il No, in quasi tutta Italia.

Per quanto riguarda la divisione per regioni, a vedere trionfare il Sì sono state Lombardia, Veneto e Friuli. Il resto della Penisola si è schierato con l’opposizione, riflettendo un’ampia omogeneità territoriale, da Nord a Sud.

Gioia tra gli schieramenti di Sinistra dopo gli esiti delle votazioni, con la leader del Pd Elly Schlein che ha sottolineato: “Abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata“. D’all’altra parte, la Premier Giorgia Meloni ha dichiarato: “Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto.

referendum giustizia, il voto dei giovani

A essere decisivi nel trionfo del No alle votazioni per il referendum giustizia sono stati gli under 35. Come fa sapere SkyTg24, infatti, le persone tra i 18 e i 34 anni si sono opposti al 61,1% alla riforma costituzionale, mentre il 38,9% ha votato Sì.

La fascia compresa tra i 35 e i 54 anni, invece, si è schierata al 53,% per il No e al 46,7% per il Sì. Oltre i 55 anni, infine, il divario diventa sempre più sottile, con il No al 49,3% e il Sì al 50,7%. A commentare l’ampia partecipazione dei giovani alle votazioni è stata la leader del Pd Elly Schlein, che ha dichiarato:

Ringrazio le giovani generazioni che hanno votato No, hanno fatto la differenza nonostante non potessero votare i fuorisede.

Sarà una delle prime cose che faremo quando saremo al Governo.

Ad accodarsi il professore Tommaso Montanari, il quale ha evidenziato: “Più si scende con l’età, più vincono i No, invece sopra i 55 anni avrebbe vinto il Sì. Questo vuol dire che la Costituzione parla ai giovani ed è un progetto, non è solo una Carta da difendere. Spero che le sinistre sappiano tradurre ciò in un progetto politico“.

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Il voto per il referendum in Italia

Referendum sulla giustizia

A trionfare in Italia è stato il No, con un’ondata quasi totalmente omogenea in tutta la Penisola. Sono solo tre, infatti, come riporta Adnkronos, le regioni in cui ha prevalso il Sì, quali Lombardia, Veneto e Friuli. Si tratta dei tre territori guidati dalla Lega, con il 58,41% dei votanti veneti a favore della riforma, il 54,47% di quelli friulani e il 53,56% di quelli lombardi.

Il record di voti negativi si è avuto in Campania, con una percentuale del 65,22%. Soprattutto la città di Napoli ha presentato una preferenza per il No del 71,47%. Nel resto d’Italia, a Roma i votanti si sono opposti alla riforma per il 60,31%, mentre a Torino per il 64,76%. La Toscana si è schierata per il No al 58,16%, l’Umbria al 51,68%, l’Abruzzo al 51,77%, le Marche al 53,74%, la Sardegna al 59,44%.

Per quanto riguarda il Sud, oltre alla Campania, ha vinto il No in Basilicata per il 60,03%, in Puglia per il 57,14% e in Calabria per il 57,26%. In Molise, infine, l’opposizione alla riforma ha raggiunto il 54,70%, contro il 45,30% di voti orientati verso il Sì.

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Le reazioni nella politica

Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia sono state diverse le reazioni nel mondo della politica. Le varie figure di riferimento hanno scelto i social come canale principale per comunicare il proprio punto di vista. La Premier Meloni, per esempio, ha commentato:

Gli italiani hanno deciso.

E noi rispettiamo questa decisione.

Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia.

La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza.

Il Governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale.

L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso.

E noi come sempre rispettiamo la loro decisione.

Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato.

Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo.

Il vicepremier Salvini, invece, attraverso una nota si è espresso così, come riportato da SkyTg24: Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo, il Governo deve andare avanti con compattezza e determinazione. Reazione completamente diversa quella della leader del Pd Elly Schlein, che in conferenza stampa al Nazareno ha parlato così:

Abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata.

Una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell’esito. 

Hanno fatto la differenza i giovani, nonostante non potessero votare i fuorisede.

Ci sono più elettori di destra che hanno votato No che il contrario.

Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al Governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità.

È anche un messaggio per noi.

Il Paese chiede un’alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla.

C’è già una maggioranza alternativa al governo.

Questo voto ci consegna una grande responsabilità.

Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l’alternativa.

I leader progressisti spero di vederli in piazza e festeggiare insieme.

Abbiamo sempre detto che troveremo insieme le modalità per la costruzione del programma.

Discuteremo di tutto, modalità e tempi.

Ho sempre detto che in caso di primarie sarei stata assolutamente disponibile.

Noi continuiamo a essere testardamente unitari.

Batteremo Meloni alle prossime Politiche, l’ho detto prima e lo ribadisco dopo.

Questo voto con un’affluenza molto alta è un messaggio di cui il Governo deve tenere conto.

Infine, in conferenza stampa, Giuseppe Conte ha commentato così l’esito delle votazioni, subito dopo lo spoglio nella sede del Movimento 5 Stelle, in via Campo Marzio a Roma:

Il risultato mi sembra chiaro, una grandissima partecipazione e una chiara, sonora, vittoria del No.

Questo ci rallegra molto. 

Si apre una nuova stagione, una primavera politica.

I cittadini sono protagonisti, vogliono voltare pagina, segnalano la richiesta di un’altra politica, più attenta ai bisogni delle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste.

Il M5s ha tutto il diritto, con le altre forze progressiste, di interpretare questa nuova primavera.

L’esito del referendum è un avviso di sfratto al Governo, dopo 4 anni.

Un segnale forte, politico.

Oggi c’è un fatto nuovo.

Questa primavera democratica all’insegna della partecipazione.

Questa affluenza sta a significare che i cittadini vogliono scegliere e partecipare.

Prima il programma, poi il percorso e poi individueremo l’interprete.

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