L’Agenzia delle Entrate ha reso note le prime indiscrezioni sul modello 730 del 2026. Sono state pubblicate dall’ente, infatti, le versioni preliminari dei documenti, così che i contribuenti possano iniziare ad approcciarsi alle nuove regole fiscali sui redditi dello scorso anno.
Come fa sapere il Quotidiano Nazionale, non si fa riferimento a totali stravolgimenti, ma a dei miglioramenti che incidono su Irpef, detrazioni e famiglie. In particolare, subiranno novità gli ambiti dell’istruzione, della sanità e dello sport.
Vediamo adesso tutto quello che c’è da sapere sul modello 730 del 2026, cosa cambia e tutto quello che, invece, rimane invariato. Al centro le famiglie dei lavoratori dipendenti.
Tutte le novità sul modello 730
Il modello 730/2026 è lo strumento con cui i dipendenti e pensionati dichiarano i redditi percepiti durante il 2025. Attraverso tale documento, inoltre, è possibile ottenere rimborsi e agevolazioni fiscali, come spese sanitarie, scolastiche, sportive o per il trasporto pubblico.
Tra le principali novità di questo anno c’è, riporta il Quotidiano Nazionale, la stabilizzazione della riforma Irpef, in quanto il sistema a tre scaglioni diventa strutturale. Di conseguenza, fino a 28.000 euro l’aliquota resta al 23%, tra 28.001 e 50.000 euro scende al 33%, con un risparmio medio di circa 440 euro, oltre i 50.000 euro l’aliquota rimane al 43%. Per i redditi più elevati, invece, le detrazioni si riducono progressivamente.
Rispetto a tale punto, chi supera i 75.000 euro di reddito complessivo è coinvolto in queste riduzioni progressive, che vanno ad annullarsi nel momento in cui si arriva oltre i 100.000 euro. Restano escluse, però, le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui. Introdotta poi una nuova detrazione di massimo 991,60 euro per i primi tre anni di contratto dei lavoratori under 31, che si trasferiscono in un’altra regione a 100km dalla propria residenza, a causa dell’impiego.
In tema casa, confermato il bonus casa e la rispettiva detrazione del 50% per la prima abitazione e del 36% per le altre, mentre l’ecobonus rimane tra il 50 e il 65% a seconda del tipo di intervento. Il sismabonus potrebbe arrivare, invece, all’85%, per i lavori antisismici, mentre il bonus mobili ha raggiunto i 5mila euro. Confermati, infine, il bonus asilo nido, le spese veterinarie e gli abbonamenti ai mezzi pubblici.
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Cosa cambia nelle famiglie

Il quadro normativo sulla gestione dei familiari a carico è stato modificato con l’introduzione dell’assegno unico. Un familiare, infatti, fa sapere il Quotidiano Nazionale, può essere considerato “a carico” solo se il suo reddito annuo non supera:
- 4.000 euro per i figli fino a 24 anni
- 2.840,51 euro per i figli con più di 24 anni
- 2.840,51 euro per gli altri familiari, come coniuge, genitori, fratelli o sorelle
Per i figli con disabilità grave o non autosufficienti, l’assegno unico può essere maggiorato e la detrazione resta applicabile anche oltre i limiti standard, ma possono essere considerati fiscalmente a carico fino ai 30 anni. Invariata la detrazione di 950 euro per ogni figlio, con importi maggiori per coloro che hanno disabilità o un’età inferiore ai 3 anni.
Sull’introduzione dell’assegno unico, si possono prospettare due situazioni. Per i figli con meno di 21 anni non spetta più la detrazione fiscale diretta, ma rimane necessario indicarli nel quadro dei familiari a carico per poter detrarre le spese. Per i figli oltre i 21 anni, invece, le detrazioni tornano applicabili. Rispetto alla fascia tra i 21 e i 30 anni, la detrazione parte dai 950 euro, per poi ridursi con l’aumento del reddito del genitore.
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Detrazioni nel modello 730
Anche se non si ottengono delle riduzioni per i figli sotto i 21 anni, con il nuovo modello 730 il contribuente può portare in detrazione il 19% delle spese sostenute nel 2025, circa alcuni settori specifici. Si fa riferimento, a tal proposito, all’ambito dell’istruzione, dal nito fino all’università, a quello sportivo, culturale e musicale, sanitario con spese mediche e farmaceutiche, abbonamenti a mezzi di trasporto pubblici e contributi Inps per colf e badanti, fino a 1.549,37 euro.
Sulle spese di istruzione, il tetto massimo passa da 800 a 1.000 euro per studente, mentre il risparmio aumenta a circa 190 euro. Incluse tasse di iscrizione e frequenza, contributi per gite scolastiche, assicurazioni e servizi integrativi come mensa e pre/post scuola. Sono coinvolti, poi, tutti i gradi di istruzione.
Il periodo in cui il modello 730 deve essere presentato all’Agenzia delle Entrate non cambia, invece. Rimane, infatti, la parentesi primaverile, in particolare dal 30 aprile al 30 settembre. Chi lo invia entro giugno, invece, riceve il rimborso Irpef tra luglio e settembre, mentre chi lo manda dopo potrebbe ottenere il rimborso a ottobre.

